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Biblioteca Bartoliniana   versione testuale

La Biblioteca Bartoliniana

La Biblioteca Bartoliniana è un fondo librario autonomo, e come tale conservato e catalogato, che conta oltre 11.000 volumi.

Cenni storici

La Biblioteca Bartoliniana prende denominazione da colui che la ideò e la compose, il suo originario proprietario, il bibliofilo udinese Antonio Bartolini. Il Bartolini fu appassionato e tenace ricercatore di testi manoscritti e a stampa, intessendo rapporti anche epistolari con il mondo più brillante dei bibliofili suoi contemporanei, tra i quali spicca il milanese Gian Giacomo Trivulzio. I mercati librari che il bibliofilo prediligeva sono quelli dell’Italia settentrionale, con Milano, Venezia, ma anche quelli europei, come Parigi e Lione.

Opere rare e di pregio confluirono a formare quella che è scelta ed erudita biblioteca, suddivisa per discipline, delle quali le più riccamente rappresentate sono la sezione letteraria, storico-artistica, archeologica e bibliografica. Le annotazioni che Antonio vergò sul foglio di guardia dei libri contengono riferimenti espliciti allo stato di conservazione e alle tipologie delle legature.

La Biblioteca fu donata all’Arcidiocesi da suo fratello Gregorio Bartolini nel 1827. L’atto ufficiale di donazione stabiliva, infatti, che fosse aperta al pubblico e che rimanesse istituzione a sé stante. E come tale si presenta nel suo attuale aspetto.

Tra il 2005 ed il 2009 con il contributo determinante della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone la Biblioteca Bartoliniana è stata completamente riordinata e catalogata.