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La Biblioteca Arcivescovile   versione testuale

La Biblioteca Arcivescovile

La Biblioteca Arcivescovile di Udine (BAU) è una biblioteca di tipo storico-conservativo e possiede un patrimonio di circa 13.000 volumi a stampa e 514 manoscritti.

Cenni Storici

Il 2 agosto 1711 il patriarca d’Aquileia Dionisio Dolfin, ristrutturato e ampliato il palazzo patriarcale udinese, vi predispose una monumentale biblioteca che dotò di 9000 volumi di vari argomenti su tutte le scienze allora coltivate. Da colto bibliofilo, il patriarca, in sintonia con il clima di generale rinnovamento tipico del Settecento, raccolse l’eredità del predecessore, lo zio Giovanni Delfino, e del fratello cardinale Marco, vescovo di Brescia, e, come un secolo prima il cardinale Federico Borromeo a Milano con l’Ambrosiana, mise a disposizione degli studiosi i tesori della sua libreria insieme con i codici; il tutto veniva dal Delfino considerato “di molto decoro” al palazzo e supporto valido alla formazione del clero e dei laici. Dionisio Delfino per l’allestimento della Biblioteca volle rifarsi ai canoni dell’Ambrosiana, mediante l'approntamento di scaffali disposti perimetralmente alla sala di lettura e sormontati da un ballatoio.
Fin dal principio, la Libreria patriarcale fu concepita e fermamente voluta come un’istituzione culturale aperta al pubblico e liberamente fruibile; per questa ragione essa fu dotata di una scala di accesso indipendente. Insieme con il polo librario il patriarca istituì l’Accademia di Scienze intendendo in tal modo animare e favorire l’incontro degli intellettuali e il dibattito di temi differenziati. Tale istituzione, estintasi alla morte del patriarca Dionisio, trovò la sua continuazione nell’Accademia Ecclesiastica, fondata dal successore Daniele Delfino nel 1745, che però era aperta solo al clero ed ebbe vita breve.
Il primo nucleo della Delfiniana era formato dalle collezioni personali dei Dolfin, e più precisamente quella del fratello Marco, vescovo di Brescia (1653-1704) e dello zio Giovanni Dolfin (1657-1699), anch’egli patriarca d’Aquileia; successivamente fu lo stesso Dionisio ad arricchirla di preziose edizioni a stampa e rari manoscritti; tra acquisizioni personali e donazioni il fondo librario iniziale doveva assommare a circa 7.000 edizioni, cui se ne aggiunsero poche unità con i suoi immediati successori Daniele Dolfin (1734-1762) e Bartolomeo Gradenigo (1762-1765). Tra le acquisizioni fu rilevante quella di una parte della biblioteca di Giovanni Battista Cornaro, padre della prima donna laureata: Elena Lucrezia Cornaro. Il patrimonio a stampa della Biblioteca Arcivescovile ebbe un rilevante e qualificato incremento grazie al personale apporto di Gian Girolamo Gradenigo, primo arcivescovo di Udine dal 1766 al 1786. Considerato il vero erede di Dionisio Dolfin, il Gradenigo, uomo coltissimo e bibliofilo appassionato, aggiunse alla Biblioteca altri 5000 volumi di grande pregio e interesse.