| Storia
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Due ampliamenti in un secolo e mezzo Dopo le apparizioni della Vergine a Domenica Targa (1729 e 1730), attorno all’immagine della Madonna la devozione popolare crebbe con tale rapidità e misura, che qualche tempo dopo la chiesetta di Sant’Anna divenne insufficiente a contenere i devoti ed i pellegrini che vi accorrevano. Fu necessario pensare ad una chiesa più vasta; i lavori, iniziati nel 1730, durarono una decina d’anni. Il 26 maggio 1751 il nuovo tempio venne consacrato dal principe vescovo di Trento mons. Leopoldo Ernesto Firmian (un ritratto del vescovo in sacrestia ricorda l’evento). Oltre un secolo dopo, dal 1880 al 1887 il rettore del Santuario don Francesco Maria Setti promosse un nuovo ampliamento, su disegno dell'architetto Luigi Liberi; la lunghezza venne portata a trentadue metri e la larghezza a venticinque, portando la chiesa alla forma che vediamo attualmente.
Il santuario venne solennemente riconsacrato il 16 ottobre 1881 dal Principe Vescovo di Trento GianGiacomo della Bona (una grande tela in sacrestia ricorda l’evento). Altri lavori vennero eseguiti nel 1929, per il secondo centenario delle apparizioni; da notare la calotta dell’abside, affrescata dal veneziano Duilio Corompaj, che rappresenta la prima apparizione della Madonna nel bosco della Comparsa ed il continuo accorrere per due secoli (1729-1929) di pellegrini di ogni condizione.
|  | | Il santuario si presenta oggi con l'aspetto dato dall'ampliamento del 1877-1880. |
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|  | | L'altare maggiore della chiesa di Sant'Anna |
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L’altare maggiore in marmo policromo è dedicato a sant’Anna. Sullo sfondo dell’abside si ammira la pala della Santa, pregevole opera di Francesco Unterperger di Cavalese (1706- 1776) datata 1747.
Nel transetto destro, rivolto verso oriente, vi è l’altare con l’immagine taumaturga richiesti dalla Vergine Maria a Domenica Targa nella seconda apparizione (26 maggio 1729) e benedetti dalla Vergine stessa nella terza apparizione (8 settembre 1729).
Nel braccio sinistro è collocato il terzo altare, dedicato alla Madonna del Carmine e a S. Antonio. Nel punto dove i due bracci si incrociano, si innalza la cupola, terminata nel 1737, la cui copertura in rame fu asportata dal governo austriaco durante la guerra 1914-1918. L’interno della chiesa è decorato da 16 grandi tele racchiuse in cornici lavorate a stucco, opera di vari autori del sec. XVII, XVIII e XIX. |
| Nella penitenzieria, luogo riservato alle confessioni, c’è l’altare in legno dell’Addolorata. Oltre che dal crocifisso, le pareti sono ornate da una Via Crucis di ottima fattura. Nella sala degli ex-voto sono conservate moltissime testimonianze dell’amore provvidenziale della Madonna verso i suoi figli. Gli ex voto più antichi risalgono al XVIII secolo; nel corso di 280 anni di storia, il Santuario di Pinè ne ha raccolti oltre 7.000. Qui è conservato anche il quadro originale della madonna di Caravaggio, portato a Montagnaga da Giacomo Moser in uno dei suoi pellegrinaggi al celebre santuario lombardo. |  | | L'altare con l'immagine taumaturga |
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|  | | La Madonna incoronata |
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L'incoronazione (11 agosto 1894)
Nell'agosto 1893 il Principe Vescovo di Trento Eugenio Carlo Valussi (1886/1903), venuto in visita a Montagnaga, decise di richiedere da Roma la facoltà necessaria per incoronare solennemente l'immagine miracolosa della Madonna di Pinè.
In questo modo si sarebbe dato "un novello tributo di riconoscenza alla Vergine" per le numerose grazie e guarigioni. Tradizionalmente il Capitolo della Basilica di S. Pietro in Vaticano accorda solo a due immagini di Maria ogni anno in tutto il mondo l'onore dell' Incoronazione. La supplica del Vescovo di Trento, alla quale fu allegata anche una breve e fedele narrazione sull'origine e sull'incremento del Santuario di Pinè, fu esaudita.
Così l’11 agosto 1894 L’immagine della Madonna venne incoronata dal vescovo di Trento mons. Eugenio Carlo Valussi assieme ad altri quattro vescovi. La corona, pregiato lavoro dell’orafo trentino Giacomo Piller, contiene 4 grossi brillanti, 204 diamanti, 4 turchesi, 16 topazi, 10 ametiste, 69 almandini, 1086 perle. In quell’occasione papa Leone XIII (1878-1903) donò al santuario di Pinè un prezioso reliquiario e la chiesa si arricchì di un ottimo organo. Nelle solennità viene esposto sull’altare della Madonna il paliotto fatto eseguire nel 1894 per la festa dell’incoronazione: dei cinque quadri rappresentanti le apparizioni della Vergine alla pastorella Domenica Targa, i tre centrali (che ricordano quelle avvenute in chiesa) sono ricamati, mentre gli altri due (che rappresentano le apparizioni avvenute nel bosco) sono dipinti su seta. Un grande quadro ad olio in sacrestia riporta i ritratti dei cinque vescovi che presero parte ai cinque giorni di feste per l’incoronazione.
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| Eventi di particolare interesse
1929-1930: secondo centenario delle apparizioni; il Vescovo di Trento mons. Celestino Endrici dedica la sua lettera pastorale per la quaresima alla ricorrenza del Santuario di Montagnaga e guida tutte le celebrazioni per le feste centenarie nel corso di un anno intero, che culminano con la presenza a Montagnaga del patriarca di Venezia, cardinale Lafontaine. L’affresco nella calotta dell’abside sopra l’altare maggiore ricorda l’avvenimento.
9 agosto 1964: il cardinale Gregorio Pietro Agagianian è a Montagnaga per il 70° anniversario dell’Incoronazione (1894)
12 ottobre 1984: una delibera del Comune di Baselga di Pinè ha fissato la festa patronale dell’altopiano di Pinè il 26 maggio; ogni anno una processione muove in questo giorno da tutti i paesi dell’Altopiano verso la Comparsa, dove a turno i due sindaci di Pinè rinnovano il voto civile durante la celebrazione della Messa
24 maggio 1984: si è tenuto alla Comparsa il pellegrinaggio diocesano del clero, con la partecipazione di oltre 500 sacerdoti trentini guidati dal cardinale Sebastiano Baggio.
30 aprile 1995: Giovanni Paolo II in visita a Trento ha salutato e ricordato i santuari del Trentino, nominando al primo posto “La Madonna di Caravaggio in Montagnaga di Baselga di Pinè”.
Anno santo 2000: la chiesa parrocchiale-santuario di Montagnaga è chiesa giubilare.
Ogni anno l’Arcivescovo di Trento presiede il pellegrinaggio diocesano degli anziani e ammalati alla Comparsa nel mese di giugno. |  | | L'affresco nella calotta dell'abside |
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