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l'Arcivescovo in Visita ad Arco
VISITA PASTORALE
di Mons. LUIGI BRESSAN
Arcivescovo di Trento
 

La Visita Pastorale rientra tra i compiti del Vescovo (cfr. CDC can. 396-398). Tuttavia, né per lui né per le comunità, la Visita vuole essere un semplice adempimento giuridico, ma la carità pastorale ne è come l’anima. È un particolare momento di grazia, che ha come finalità propria di essere l’espressione visibile del ministero del Vescovo (Maestro – Liturgo – Pastore) per la crescita della comunione e della missione nella sua Chiesa.

Questa finalità va ridefinita, nella sua realizzazione concreta, mediante “l’ascolto dei segni dei tempi” nei quali si manifesta l’appello di Dio a noi.

La Visita pastorale, è anzitutto una visita alle persone, un andare a trovare le persone.

La visita pastorale è una delle forme, collaudate dall'esperienza dei secoli, con cui il vescovo mantiene contatti personali con il clero e con gli altri membri del Popolo di Dio. è occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli, è anche l’occasione per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad un’azione apostolica più intensa” (ApS n. 221b).

I primi quindi che l’Arcivescovo va a trovare sono i cristiani con i loro Parroci e i Consigli pastorali parrocchiali.

La Visita è un'occasione per stringersi attorno al Vescovo.

La Visita va preparata soprattutto nella preghiera e nella cura dell'accoglienza interiore

a)     infatti nella Visita l'Arcivescovo assolve il servizio di Evangelizzatore per ogni creatura (cfr. Mc 16,15) e quindi apre la mente dei fedeli alle "insondabili ricchezze di Cristo" (cfr. Ef 3,8), proclama l'amore del Padre delle misericordie e Dio di ogni consolazione (fr. 2Cor 1,3ss), indica la novità di vita isipirata al Vangelo (cfr. 1Gv 4,7) e suscitata in noi dallo Spirito (cfr. Gal 5,22), apre i cuori alla speranza (cfr. 1Pt 3,15)

b)     In secondo luogo l’Arcivescovo nella Visita svolge il servizio di Liturgo, cioè di dispensatore dei divini misteri che ci santificano, cioè celebra i sacramenti, primo tra tutti l’Eucaristia, ma è raccomandato che si celebri in Decanato la Cresima e i Battesimi, in occasione della Vista pastorale. La Visita sia colta per intensificare ed elevare l’esperienza di preghiera, di spiritualità e santificazione, di partecipazione alla vita liturgica comunitaria.

c)      Infine con la Visita l’Arcivescovo conferma e consolida lo spirito di comunione che deve animare tutti i membri della Chiesa locale: singoli, gruppi pastorali, aggregazioni laicali, istituzioni. Infatti spesso corriamo il rischio di lavorare isolatamente (con presunzione di autosufficienza) o di disperdere le energie. Questa Visita vuole aiutare tutti ad aprirsi alla pienezza della comunione ecclesiale che armonizza e coordina le risorse e le attività pastorali.

 

In questa luce la Visita dell’Arcivescovo appare come il segno e la grazia di una visita del Signore Gesù alla sua sposa amatissima, la Chiesa di oggi, per recarle vita, pace e salvezza, confermarla nella fede, confortarla con la speranza nella prove e nelle afflizioni del tempo presente, ravvivarla nella carità verso tutti, spronarla al compimento della sua missione evangelizzatrice.

Nessuno è escluso dall’incontro. L’Arcivescovo con la Visita pastorale vuole avvicinare quanti più è possibile a Gesù Cristo, Pastore di tutti, Egli è “colui che viene” (Ap 1,4), è “colui che sta alla porta e bussa” (Ap 3,20), ma che di nuovo dallo Spirito e dalla Sposa è invocato: “Vieni Signore Gesù!” (Ap 22,20).

 

La Visita è occasione per fare con l’Arcivescovo un bilancio/verifica, pur senza essere una visita ispettiva e/o burocratica.

Per questo sono stati preparati due questionari come strumenti per comprendere la situazione e le esigenze che si pongono all’odierna cura pastorale. Sono un’occasione per le comunità di rivisitare il proprio cammino, per verificare la nostra fede:

·        come siamo chiesa,

·        come annunciamo il Vangelo e educhiamo alla fede matura e adulta

·        come facciamo festa

·        come collaboriamo alla salvezza dell’uomo e alla promozione globale dell’uomo.

 

“La visita consente al Vescovo di valutare l’efficienza delle strutture e degli strumenti destinati al servizio pastorale, rendendosi conto delle circostanze e difficoltà del lavoro di evangelizzazione, per poter determinare meglio le priorità e i mezzi della pastorale organica.  La visita pastorale è pertanto un’azione apostolica che il Vescovo deve compiere animato da carità pastorale che lo manifesta concretamente quale principio e fondamento visibile dell’unità nella Chiesa particolare” (in ApS 221 b.c).

La comunione ecclesiale è realtà costante, ma la Visita non avviene tutti i giorni: è un avvenimento particolare che si realizza per la nostra Diocesi di Trento ogni 5-10 anni o più.

La Visita è voluta decanato per decanato (è una visita a comunità cristiane in un preciso territorio); l’Arcivescovo visiterà le singole parrocchie, però considerate non isolatamente: la Visita infatti è intesa come opportunità per rafforzare la pastorale d’insieme, cioè la pastorale integrata e organica tra comunità cristiane

 

 

IL VESCOVO

 

·        Come successore degli Apostoli, il Vescovo assicura alla Chiesa la nota dell’apostolicità con la grazia e la responsabilità di custodire e trasmettere la Sacra Scrittura e la Traditio.

·        Come uomo di carità ha il compito di fare della Chiesa la “casa e la scuola di comunione”, come è stato autorevolmente indicato dal Santo Padre nella Lettera Apostolica "Novo Millennio ineunte".

·        Come un instancabile tessitore, il Vescovo è chiamato a coltivare e dilatare quotidianamente gli spazi della comunione nei suoi rapporti con i Presbiteri, con i Religiosi, con le persone consacrate e con l’intero Popolo di Dio, in modo che la Chiesa sia nel mondo segno profetico di unità e di pace.

·        Con la sollecitudine e il dinamismo del missionario il Vescovo è chiamato ad illuminare con la luce del Vangelo i grandi problemi della società contemporanea, curando, come Buon Samaritano, con il balsamo della speranza le ferite del cuore umano e della società contemporanea. Molte, forse troppe, le virtù che vorremmo ci siano in un Vescovo: ricco di umanità, affabile, gioioso, capace di ascoltare e di dialogare, sensibile alle gioie e partecipe dei dolori della gente che gli è stata affidata e per il cui bene è stato mandato. Dobbiamo tutti pregare per lui.

 

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