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LeV n.41 del 14/12/2014

Festa di famiglia alla C.A.S.A.   versione testuale
Luigi Sparapano

Proprio una festa di famiglia, alla C.A.S.A. “don Tonino Bello?, l’8 dicembre scorso, per festeggiare i suoi 30 anni. C’erano bambini, giovani e adulti, anche anziani, autorità e semplici amici, responsabili, volontari ed operatori vecchi e nuovi, i ragazzi dell’Agesci e il canto delicato e coinvolgente della Polifonica di Molfetta diretta da Pinuccio Pappagallo, poi Trifone Bello e Giancarlo Piccinni venuti da Alessano...

Un’atmosfera di festa in famiglia!

Il vescovo don Gino ha trovato parole adeguate al contesto, parafrasando S. Anselmo: «Forse la scelta dell’8 dicembre don Tonino l’ha voluta perchè è la festa di colei che ha ri-creato l’umanità. La C.A.S.A. è stata ed è il luogo dove ri-creare i giovani perduti nell’illusione della droga?. E ha proseguito: «Maria richiama la bellezza estetica ed etica che, unitamente alla bontà, sono capaci di salvare il mondo. Oggi non manca forse l’estetica, ma sappiamo quanto sia assente l’etica e la bontà nelle nostre coscienze».

Come l’amore per la mamma terrena, Maria, portava don Tonino, parroco, ogni giorno a chiudere la parrocchia a mezzogiorno e recarsi con la Cinquecento a casa per prendersi cura di lei, – ci ha riferito don Gino in un suo ricordo – così l’amore per l’Immacolata è stato uno dei motivi di quella storica giornata di 30 anni fa’ nell’agro ruvese. Quella premura deve spingere ciascuno di noi ad interessarci dell’altro e fare in modo che il Natale avvenga dentro il cuore di ciascuno. «Oggi, che l’allestimento del presepe viene negato, – ha proseguito il vescovo – dobbiamo essere convinti che quando compiamo gesti di accoglienza, noi prepariamo i pannicelli caldi per la nascita di Gesù dentro di noi, lì dove si costruisce il vero presepe». L’omelia si è conclusa con un riferimento a papa Francesco (che pochi giorni fa’ ha parlato di Chiesa del grembiule!) e alla sua devozione per la “Madonna che scioglie i nodi? e a Lei il vescovo ha affidato i nodi, quelli della vita dei giovani come quelli burocratici e finanziari che la C.A.S.A. deve affrontare, nella certezza che anche don Tonino farà la sua parte e che tutti noi sentiamo l’affetto per la Comunità, 365 giorni all’anno. Gli occhi del vescovo si son fatti lucidi quando ha ricordato l’ultimo incontro avuto da don Tonino con gli ospiti della Comunità, il 12 marzo 1993, ricordandone le parole: spero di venire a salutarvi, ma i tempi per me sono lunghi. E quando verrò spero che voi non ci siate più perchè avrete chiuso il cammino e aperta la strada verso la libertà. Don Gino ha ringraziato tutti i presenti e assenti indistintamente, implicitamente anche coloro, tra ospiti e volontari, che non ci sono più, con il desiderio convinto che la Comunità continui la sua missione. Sciogliendo insieme nodo dopo nodo.