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Ufficio pellegrinaggi

Annullato il pellegrinaggio in Terra Santa e Giordania   versione testuale
A seguito del comunicato del Ministero degli Esteri
Gaza, 9 luglio: bombardamenti israeliani
Gaza, 9 luglio: bombardamenti israeliani

Sarebbero partiti domani, sabato 12 luglio, i 150 pellegrini della nostra diocesi, verso la Terra Santa e la Giordania, ma il pellegrinaggio, presieduto dal vescovo Mons. Luigi Martella e organizzato dall’ufficio di Pastorale Tempo Libero-Turismo-Sport-Pellegrinaggi, diretto da don Franco Sancilio, è stato annullato per la situazione critica in Medioriente.

 

«Spett.le Agenzia, a seguito dell'ultimo comunicato (tuttora valido) del sito Viaggiare sicuri del Ministero degli Esteri diffuso il 10 Luglio 2014 e delle mutate condizioni di sicurezza nel territorio del pellegrinaggio, rispetto al momento della prenotazione del viaggio, il gruppo dei 150 pellegrini di questa Diocesi si vede costretto a non dar corso al pellegrinaggio previsto dal 12 al 19 c.m.». Queste le scarne parole del Vescovo Mons. Martella, intrise di amarezza per la mancata opportunità di fede e di comunione con la Terra Santa, con la quale già da qualche anno la nostra diocesi intrattiene rapporti proficui.

 

E il comunicato di Viaggiare sicuri dice espressamente che «La situazione di sicurezza si è aggravata con l'intensificarsi dei lanci di razzi e missili da Gaza verso Israele (soprattutto nelle aree meridionali ma anche in quelle centrali inclusa la città di Tel Aviv e dintorni) ed il conseguente avvio dell'operazione militare israeliana "Protective Edge". Si suggerisce ai cittadini italiani di evitare i viaggi  nelle aree situate entro un raggio di  40 km dalla Striscia di Gaza che sono oggetto di frequenti lanci di razzi, incluse le città di Sderot, Netivot, Ashkelon, Ashdod, Beer Sheva e Kiryat hamalachi. Lanci di razzi, al momento senza danni a persone, si registrano anche sulle aree di Tel Aviv e di Gerusalemme. Si suggerisce massima cautela e di limitare in questo periodo i soggiorni in tali aree.»

Preso atto della situazione, l’agenzia che ha organizzato il viaggio ha risposto al vescovo: «Prendiamo nota di quanto da lei comunicatoci e procediamo agli annullamenti dei servizi prenotati per il gruppo in oggetto».

 

Lì, nella Terra di Gesù, sono presenti già diversi pellegrini, c’è anche il nostro vicario generale don Mimmo Amato, per motivi di studio, con l’associazione dei teologi, e tornerà domani, sabato 12;  

 

Sembrava che grazie anche alla mediazione di Papa Francesco si potesse consolidare il percorso di convivenza pacifica, ma tutto è precipitato. Le ultime notizie dell’agenzia Sir informano di 80 morti, 575 feriti e 105 case distrutte, in seguito ai raid israeliani sulla Striscia di Gaza. L’operazione “Protection Edge” (confine protettivo) prosegue con sempre maggiore intensità per colpire siti e postazioni di Hamas, da dove partono i razzi diretti in territorio israeliano. Nella notte scorsa i droni e i caccia di Tel Aviv hanno distrutto 326 obiettivi di Hamas - ora sono 750 in totale - compresi 31 tunnel e 60 rampe di lancio di razzi. Con i soliti tragici “danni collaterali”: 14 morti, tra cui donne e bambini. I raid si susseguono senza sosta come è continuo, nelle città israeliane, il suono delle sirene che avvertono l’arrivo dei razzi da Gaza.

La situazione potrebbe diventare catastrofica se Israele decidesse di attaccare via terra. Questo significherebbe scontri strada per strada, rastrellamenti, perquisizioni casa per casa, e tanti morti, tanti.

Il pellegrinaggio mancato chiama in causa tutti ad intensificare la preghiera per la pace.