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Ravennati alla GMG di Rio. Intervista a Federica
Martedì 12 Dicembre 2017

Mons. Lorenzo Ghizzoni, Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Ravenna-Cervia

Ravennati alla GMG di Rio. Intervista a Federica
 
Dal 'RisVeglio Duemila'  N. 28/2013
     
'Andate e fate discepoli tutti i popoli (Mt. 28, 29) è il tema della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Rio de Janeiro, in Brasile, dal 23 al 28 luglio prossimi. All'evento, che vedrà la presenza di Papa Francesco, parteciperanno centinaia di migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo. Fra di loro, venti saranno quelli appartenenti a diverse Parrocchie dell'Archidiocesi di Ravenna-Cervia; sono partiti giovedì 18 e torneranno mercoledì 31 luglio. Per introdurci al significato e al valore di questa Giornata, abbiamo intervistato Federica, una delle giovani che andrà a Rio.
 
Una prima nota informativa: ci dici qualcosa di te e dei tuoi eventuali impegni in Parrocchia?
'Sono Federica Boschi, ho 17 anni e frequento la parrocchia di San Michele; in questa partecipo come catechista dei bambini che si preparano alla Prima Comunione e alla Cresima. In contemporanea sono animatrice in un gruppo di seconda media a Santerno, dove frequento anche il gruppo superiori'.
 
Insieme agli altri giovani in partenza con te, avete fatto qualche esperienza, qualche momento di preparazione alla Gmg?
'Con gli altri ragazzi non ho fatto incontri specifici per la preparazione alla Gmg, ma ho vissuto esperienze come il campo diocesano invernale e la scorsa Gmg, per il resto in preparazione a questo evento ho vissuto dei momenti nel gruppo che frequento'.
 
Che cosa ti spinge a vivere questa esperienza, bella, ma senz'altro faticosa e a vivere quasi due settimane così lontano da casa?
Non so bene che cosa mi abbia spinto a fare questa esperienza, che quasi chiamerei pazzia, un po' la voglia di viaggiare ha aiutato molto, la voglia di conoscere persone nuove. Ammetto che sarà difficile la lontananza dagli amici e dalla famiglia, ma so già che loro mi saranno vicini e io lo sarò con loro grazie ai momenti di riflessione e di preghiera che ci saranno un po' in tutto il mondo; il pensare a questo mi ha reso meno faticosa la scelta di partire e so che mi aiuterà tantissimo nei momenti di solitudine'.
 
Vedrai e ascolterai Papa Francesco, il quale, rivolgendosi ai giovani cristiani, ha detto loro: 'non abbiano paura di andare controcorrente, soprattutto quando vogliono rubarci la speranza e portare avanti valori avariati'.  Riesci, nella tua vita quotidiana, a testimoniare la tua fede in Dio?
'La cosa è molto difficile al giorno d'oggi, il solo fatto di provarci è già molto impegnativo, ma quando si è in tanti o anche da soli e si crede veramente nei propri valori e nella propria fede si riesce a superare tutto sia sacrifici, rifiuti, a volte anche le umiliazioni. Basta farci una battuta su e si ricomincia, anche da zero se occorre'.
 
Ai giovani cattolici viene anche chiesto tanto impegno sociale, anche per aiutare i loro coetanei a liberarsi dalle dipendenze (alcool, droga'.). Come vivi questo aspetto della tua fede?
Penso che sia una cosa molto importante, è difficile per un ragazzo con problemi del genere riuscire a confrontarsi con qualcuno di più grande, lo si vede come un saputello. Invece vedersi davanti una persona coetanea o di età simile alla tua è una cosa che ti mette a tuo agio, sia con te stesso che con gli altri. Magari un giorno prendendo il tuo esempio il ragazzo che una volta si voleva liberare dalle dipendenze aiuterà qualcuno a sua volta, e questa sarebbe la cosa più bella che possa capitare, a mio parere'.
 
Facebook, twitter, sms, sempre più spesso si affiancano o sostituiscono il modo di comunicare 'tradizionale'. In base alla tua esperienza, questi mezzi sono utili per comunicare la fede?
'Si, sono molto utili; oramai i ragazzi non ascoltano più nient'altro che ciò che proviene dai social network, e riuscire in qualche modo grazie ad essi a trasmettere qualcosa, fare un po' pensare ai ragazzi a quello che sta loro attorno e a quello che credono potrebbe aiutarli a capire chi sono e che cosa vogliono. Ultimamente sono pochissimi i ragazzi che 'perdono' del tempo a pensare a questi aspetti ma è una cosa molto utile e ogni tanto farsi qualche domanda e affrontare temi fondamentali via chat o faccia a faccia sarebbe utile non a qualcuno ma a tutti'.
 
A cura di Fabrizio Casanova