Sabato 26 Settembre 2020
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S. Donnino Martire   versione testuale


Patrono della Città e della Diocesi di Fidenza
 

Donnino fu un martire cristiano vissuto nel III secolo d. C.
Secondo la tradizione nacque a Roma da famiglia nobile e grazie alle sue doti pervenne ad una carica prestigiosa:
primus cubicularium dell'imperatore Massimiano, ossia custode della corona imperiale, con il compito di porla sul capo del sovrano nelle circostanze più solenni. Era pure un funzionario importante della stessa camera imperiale: un incarico di fiducia che gli permetteva una particolare familiarità con l'imperatore e, forse, anche una certa influenza politica.
Al seguito dell'imperatore, Donnino aveva combattuto in vari fronti dell'Europa contro i barbari che premevano alle porte del vastissimo impero romano.
Probabilmente, proprio nel corso delle sue campagne militari, Donnino entrò in contatto con alcuni cristiani, che cercò di proteggere dall'odio dell'imperatore, mantenendo il segreto sul loro credo religioso per poi convertirsi egli stesso al cristianesimo. La tradizione narra che Donnino apparteneva ai ranghi della Legione Tebea o Tebana, comandata da San Maurizio, che venne fatta sterminare dall'imperatore Massimiano per aver rifiutato di offrire sacrifici agli dei.
Proprio a causa della conversione di Donnino al cristianesimo, Massimiano lo destituì da ogni carica e Donnino tentò la fuga verso Roma. Ma raggiunto dalle truppe dell'imperatore presso il
vicus
 Fidentia, sulle rive del torrente Stironr, venne decapitato.
Pare che il taglio della testa avvenne il 9 ottobre del 293 d. C., sulla riva sinistra del torrente Stirone, presso un ponte romano. Quando il corpo di Donnino venne abbandonato ormai privo di vita, accadde un miracolo. Improvvisamente il corpo, con la propria testa in mano, si alzò e camminò attraversando il corso d'acqua. Una volta giunto sull'altra riva si sarebbe coricato e, lasciato il corpo, l'anima sarebbe salita al cielo condotta dagli Angeli. La sua tomba venne ritrovata forse da Carlo Magno dopo una serie di coincidenze ed eventi inspiegabili che avrebbero confermato la santità delle reliquie.
Il luogo divenne ben presto sacro e fu visitato da molti pellegrini giunti da tutta Italia. Questo indusse la comunità a costruire un santuario. Oggi il corpo riposa in un'urna di vetro e argento posta sotto l'altare della cripta del Duomo - a lui dedicato - la parte più antica della Chiesa, probabilmente parte del primo santuario.
Venerato
 fino agli inizi del secolo XIX come taumaturgo della Lombardia e Toscana, a San Donnino si riconosce l'importante prerogativa di guarire dai morso degli animali rabbiosi e velenosi. Un ruolo che è confermato anche dalla scienza medica del tempo antico che apertamente confessa che quanti venivano morsi ai suoi tempi dai cani rabbiosi poco si curavano dei medici, che neppure consultavano, ed accorrevano invece alla chiesa del Santo ove ricevevano la benedizione dei sacerdoti e partivano poi in gran numero risanati.
Il 9 ottobre, dies natalis del patrono, Fidenza lo ricorda con un solenne Pontificale nella Cattedrale, officiato dal vescovo riunito assieme a tutto il clero della Diocesi. La città propone un ricco periodo di feste dedicate al patrono; tradizionalmente nello stesso giorno si svolge una imponente fiera con attrazioni.
 

Sui bassorilievi della facciata della Cattedrale di Fidenza viene riportata la storia del Martire Donnino.

 

                     La storia di San Donnino                        Preghiera a San Donnino            Inno a San Donnino
  scolpita sulla pietra del duomo di Fidenza





 


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