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    Parrocchia di Gignod
   
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Parrocchia di Sant'Ilario

Festa il 13 gennaio Altitudine: 1000 m - Abitanti: 1182

 

La zona in cui sorge Gignod, all'imbocco della valle del Gran San Bernardo, a 8 chilometri da Aosta, era già occupata in epoca pre­romana. Nel medioevo la località fu il centro di una giurisdizione che si estendeva fino alle parrocchie aostane di Saint-Etienne e Saint-­Martin de Corléans. Tra i signori che vi esercitarono il dominio figura­no i nobili Archiery, detentori della casaforte ubicata dietro l'altura su cui sorge la massiccia torre a pianta quadrata (XII secolo), i De Gignio, il cui castello si elevava nei pressi della chiesa parrocchiale, e i D'Avise. A monte dell'abitato si allunga il ru Neuf, canale per l'irrigazione vo­luto da un'ordinanza signorile del 1327.

Il capoluogo, sede dei principali servizi amministrativi, sociali, cultura­li e religiosi, sorge al centro di un ampio territorio che comprende ben 50 frazioni disseminate attorno ai tre nuclei storici del paese: Buthier (1350 m), il Planet (1100 m) e Variney (700 m). Lo circonda una splen­dida corona di montagne : il maestoso Grand Combin (4314 m) a nord; il gruppo del M. Emilius (3559 m), "l'ardua Grivola bella" cantata da Carducci (3969 m) e il gruppo del Gran Paradiso, a sud; la Becca di Viou (2856 m) a est; la Punta Chaligne (2608 m) e il M. Fallère (3061 m) a ovest. Salendo verso Etroubles, a 2 km dalla chiesa, nei pressi della lo­calità Condemine è pure visibile, in fondo alla Valpelline, il M. Cervino (4476 m).

 

La parrocchia e il suo patrono

La prima notizia storica sulla parrocchia è contenuta nella bolla del papa Alessandro III del 1176, in cui la chiesa è menzionata tra le poche di libera collazione del vescovo di Aosta. Nei secoli XV e XVI furono dei canonici o beneficiari della Cattedrale di Aosta ad aver­la abitualmente in commenda.

Il patrono della parrocchia è sant'Ilario (+ 367), vescovo di Poitiers, uno dei primi evangelizzatori delle Gallie. Questa intitolazione è un indizio, da un lato dell'antichità della parrocchia, dall'altro dell'appartenenza della Valle d'Aosta alla sfera d'influenza transalpina anche sotto il pro­filo della storia religiosa.

 

La chiesa

Come risulta da documenti di epoca medievale, la primitiva parroc­chiale sorgeva accanto al castello dei signori De Gignio. La chiesa attuale venne edificata nella prima metà del secolo XV, riutilizzando i materiali del castello ormai diroccato, di cui non rimane oggi al­cuna traccia. Unica in Valle, essa conserva inalterata la struttura ar­chitettonica quattrocentesca. Solo alla fine del secolo XIX ha corso il rischio di essere demolita e sosti­tuita da una chiesa più grande, co­me testimoniano i progetti esposti in una bacheca all'interno. Probabili difficoltà di natura econo­mica suggerirono in quel tempo di limitarsi a trasformare ed elevare la facciata e ad abbassare il pavimen­to per dare maggiore slancio all'e­dificio. Altri lavori di restauro fu­rono eseguiti nel 1930, nel 1958 e nel 1990.

L'interno è a tre navate, divise da pilastri cruciformi che sorreggono archi a sesto acuto; le volte sono a crociera, con nervature esagonali in tufo ora intonacate. Un pilastro di sinistra è rafforzato perché sorregge un angolo del campanile.

L'altare maggiore è in legno in­tagliato, in parte dipinto e in par­te dorato. Poggia su un altare in pietra consacrato nel 1546; l'o­pera lignea nella parte superiore è presumibilmente del secolo X­VII (statue della S. Famiglia, del Padre Eterno e della Mistica Colomba); il settore centrale è in­vece del secolo XVIII (statue di S. Ilario al centro, di S. Grato e S. Vittore ai lati). Due archi della navata destra so­no coperti da un importante ci­clo di affreschi quattrocenteschi, raffiguranti la Madonna incoro­nata e dodici profeti con i filatteri. Sul muro di fondo si segnala l'affresco della Pietà, con i santi Sebastiano, Giorgio, Francesco, Maria Maddalena, e un'altra figura oggi perduta. In questa parte della chiesa si trovava la cappella dei nobili De Avisio, all'epoca signori del luogo. Ad un periodo poco più tardo (sec. XVI) è possibile riferire la vetrata dipinta, originaria­mente inserita nel rosone della facciata, con al centro lo stemma della no­bile famiglia e i santi Ilario, Caterina e Nicola.

Al centro della chiesa vi è un bel lampadario in vetro soffiato di Murano (sec. XIX). Ancora, sui pilastri della navata centrale, statue seicentesche, raffiguranti san Leonardo, con le manette di ferro; un santo vescovo; sant'Antonio con un cuore in mano e sant'Ilario.

 

Il museo di arte sacra

È stato allestito nel 1981 a destra dell'altare maggiore. Raccoglie o­pere pregevoli provenienti dalla chiesa e dalle cappelle dei villag­gi della parrocchia. Da notare in particolare una statua di un san­to monaco e un busto del Padre Eterno (sec. XV) ; una quattrocentesca Madonna con Bambino fortemente danneggiata dalle intemperie (sem­bra fosse in origine col­locata sul campanile) ; un'altra statua, policro­ma, della Vergine (sec. XIV), proveniente dalla cappella di Variney; croci astili in lamina d'argento con cristalli e smalti (sec. XV) e un reliquiario in argento (sec. XVIII), in sacrestia, sono visi­bili un bell'armadio (1786) e una serie di calici.

 

Il campanile

È una magnifica torre a pianta quadrata, che misura 37,51 metri di altezza, in pietra a vista legata con calce a strati regolari, con bel­la bifora all'altezza della cella campanaria. Con atto del 6 marzo 1481, gli abitanti di Gignod ne affidarono la costruzione all'architetto Yolly de Vuetto, di Gressoney, che aveva appena terminato di costruire il cam­panile di Etroubles. l lavori furono effettuati tra il 1481 e il 1485.

 

Le cappelle e altri "segni" della presenza cristiana.

Una devozione semplice ma profonda degli abitanti dei villaggi ru­rali è alla base della fondazione, nel corso dei secoli, di un certo nu­mero di cappelle, dedicate a vari santi, invocati nelle diverse ne­cessità come intercessori presso Dio.

La Cappella di S. Margherita e S. Rocco a Buthier, costruita verso il 1625, è sta­ta restaurata nel 1808 e nel 1987.

La Cappella della Visitazione al Planet fu eretta nel 1666, come testimonia una scritta all'ingresso; anche il campanile è della medesima epoca. Venne rico­struita nel 1844. La facciata è stata di­pinta dal pittore Ettore Mazzini nel 1956.

La Cappella della S. Sindone a Variney fu costruita nel XVII secolo e restaura­ta negli anni 1975 e 1996. A queste cappelle principali si aggiun­gono altri luoghi di culto dove si cele­bra mensilmente o annualmente la messa: la cappella di N. S. della Misericordia a Seyssinod, costrui­ta nel 1678 da una famiglia priva­ta, e completamente restaurata nel 1978 a spese della parrocchia; la cappella di S. Teresa di Lisieux a Maisonnettes, fatta costruire nel 1934 da Emile Grange; la cappella di Notre-Dame de la Protection a Chez-Henry, fatta costruire e do­nata alla parrocchia nel 1739 dal sacerdote Hilaire Cuaz; la cappella ortodossa di Lexert, proprietà pri­vata degli eredi Trikurakis.

Sul territorio della parrocchia esistono anche alcuni oratori, tra i quali si segnalano quello della S. Famiglia a Roven, ricostruito nel 1986; quel­lo di S. Anna a Colie; quello di S, Grato a Ronc-Palmy, restaurato nel 1987.

A La Clusaz, sul confine con Etroubles, in un edificio oggi adibito a ristorante, una lastra del 1704 ricorda le origini re­ligiose e caritative della co­struzione, un tempo ospizio o ospedale per i pellegrini e i viandanti che si trovavano a percorrere la strada che con­duceva al Gran San Bernardo. Vi era annessa una cappella, dedicata a S. Pantaleone, ora scomparsa, che risulta già e­sistente nel XIII secolo.

 

La processione alla Punta Chaligne

Un voto fatto dalla comunità nel 1630 per scongiurare la minac­cia della peste che imperversò in quell'anno in tutta la regione, ha dato origine alla processione alla Punta Chaligne, che si ripe­te ogni anno il 16 agosto, in occasione della festa di S. Rocco. Tuttora, a ricordare l'origine «civica» della manifestazione, la proces­sione è tradizionalmente indetta dal sindaco che rivolge l'invito al par­roco.

Si parte alle 4 di mattina dalla chiesa, per arrivare in vetta dopo circa sei ore di cammino, passando dal Planet. Lassù, davanti a un grande crocifisso in legno, si celebra la Messa insieme ai pellegrini della vici­na parrocchia di Excenex. Si ridiscende poi verso Buthier, dove la pro­cessione ha termine nella cappella del villaggio dedicata anche a S. Rocco.

La manifestazione è particolarmente sentita dalla popolazione che vi partecipa numerosa.