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    Parrocchia di Valgrisenche
   
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Parrocchia di San Grato Festa il 7 settembre

Altitudine: 1664 m ‑ Abitanti: 190

 

La Valgrisenche, appartata e tranquilla, lontana dagli itinerari più frequentati dal turismo di massa, si estende per circa tren­ta chilometri sulla destra orografica della Dora Baltea. Dominata al suo imbocco dalle austere rovine del castello di Montmayeur (sec. XIII), la valle fu probabilmente popolata da mi­grazioni provenienti dalla Gallia attraverso il Col du Mont, passo agevole di comunicazione verso la Savoia, dove da sempre sono transitati emigranti, pellegrini, eserciti. La sua storia è documen­tata a partire dal XII secolo, quando già esistevano numerosi vil­laggi e forme feudali di am­ministrazione.

Soltanto nel 1942 il capoluo­go di Valgrisenche fu colle­gato alla Valle centrale da una strada carrozzabile, che sostituì la precedente mulattie­ra. Negli anni Cinquanta il paese ha subito il doloroso e­sodo degli abitanti dei villag­gi posti a monte della diga di Beauregard, la cui costruzione li costrinse ad abbando­nare case e terre per far posto alle acque del lago artificiale. In realtà oggi il bacino, che doveva estendersi per circa cinque chilometri, è pressoché inutilizzato per problemi statici.

 

La parrocchia

Verso il 1150, a Fornet, nell'alta Valgrisenche, è già attestata l'esi­stenza di una cappella dove i canonici del Piccolo San Bernardo, che avevano la giurisdizione della zona, ve­nivano in estate a celebrare la Messa per gli abitanti delle cinque frazioni del comprensorio. Un'altra cappella esisteva pure nel cen­tro valle, per eventuali incontri di culto, come precisato in un atto notarile del 1329; la numerosa popolazione a valle di Fornet do­veva però affidarsi alle parrocchie limitrofe di Arvier e Avise, ubi­cate nel fondovalle.

Per le distanze e le intemperie del lungo periodo invernale, la partecipazione alle funzioni liturgiche e ai sacramenti era disagevole e, a momenti, pericolosa; per questo motivo la popolazione preme­va per costituirsi in comunità parrocchiale autonoma. Dopo ripetute suppliche papa Clemente VII, con bolla del 13 settembre 1392, concedeva la creazione della parrocchia che si e­stendeva, come precisa­to nel documento, 'dal luogo chiamato Revers fino alla sommità dei monti', e che legava a sé la popolazione e le fra­zioni che ancora oggi ne fanno parte e costituiscono il comune di Valgrisenche.

Primo parroco fu Jean de la Charrère, probabil­mente originario di Leverogne. Tra la fine del XV secolo e l'inizio di quello successivo si succedettero nella cura delle anime alcuni espo­nenti della nobile casata dei d'Avise.

 

San Grato

San Grato, vescovo di Aosta nella seconda metà del V secolo, è anche il patrono principale della diocesi. Era venerato soprat­tutto come protettore dalle calamità naturali, specialmente dal fulmine e dalla grandine. La scelta di san Grato come patrono di Valgrisenche è forse motivata dal passaggio delle sue reliquie che, tra­fugate e portate in Savoia, rientravano in Valle d'Aosta per merito di un gruppo di muratori di Fontainemore attraverso il colle della Sachère e la Valgrisenche verso il 1380, cioè pochi anni prima della fonda­zione della parrocchia.

 

La chiesa

L'attuale edificio è stato edificato tra il 1871 e il 1875 e consa­crato da monsignor Duc, vescovo di Aosta, il 9 giugno 1876. Esso sostituì l'antica chiesa eretta al momento della costitu­zione della parrocchia e restaurata e ingrandita nel 1666 e nel 1821. L'iniziativa dei lavori spettò al curato Blaise‑Couronné Prince, che destinò i primi fondi a tale scopo; la partecipazione di tutti i par­rocchiani alle spese e ai lavori fu generosa e persino commovente. La chiesa, ad un'unica navata in stile corinzio, è ricca di addobbi e decorazioni.

L'altare maggiore, in marmo bianco di Carrara, sormontato dalla rap­presentazione dell'Ultima Cena e della SS, Trinità, è stato installato nel 1923; i due altari laterali in marmo, dedicati al Sacro Cuore e al­la Vergine, hanno sostituito i vecchi altari in legno nel 1913 e 1914.

Nell'abside trovano posto anche le statue di san Grato e san Nicola. L'organo della chiesa, Vegezzi & Bossi, di grande valore, è stato ac­quistato in seguito ad un lascito nel 1900; è stato dichiarato di parti­colare rilevanza storica e artistica.

In fondo alla chiesa, in un'urna, sono conservate le spoglie mortali di don Edoardo Bérard, parroco di Valgrisenche per 56 anni (dal 1893 al 1949), a cui si deve, in parte, la ricca decorazione della chiesa.

Nel 1993, in occasione delle celebrazioni per il sesto centenario della parrocchia, l'esterno della chiesa è stato ritinteggiato ed è stato ri­messo a nuovo l'affresco della facciata.

 

Museo parrocchiale d'arte sacra

Il museo è stato allestito all'interno della chiesa, in un locale sul la­to destro, nel 1986. Vi sono esposti oggetti sacri, compresi tra i se­coli XIII e XIX, già in dotazione alla parrocchia o provenienti dal­le cappelle dei villaggi. Sono presenti croci in argento lavorato, statue lignee, reliquiari, calici, pissidi, ostensori, pianete damascate con ric­chi ricami. Da segnalare all'attenzione dei visitatori la statua lignea della Madonna con il Bambino (XIV secolo) e la ricostruzione ideale dell'altare del Rosario con la raffigurazione dei misteri, nonché una bella croce astile del XIII secolo.

 

Il campanile

Data dalla fondazione della parrocchia (1392). È costituito da una torre quadrata in pietra a vista, un tempo addossata al­l'antica chiesa parrocchiale. La cella campanaria è ornata da bifore e sormontata da una singolare cuspide a forma di tiara a piramide ottagonale.

 

Il camposanto

L'antico cimitero di Valgrisenche era posto al centro del capoluo­go, sulla piazzetta dove ora sorge il monumento ai caduti; nel l876 è stato trasferito nella sua sede attuale. Il suo fascino è le­gato alla singolare iniziativa del sacerdote-poeta don Edoardo Bérard che nella prima metà di questo secolo ha lasciato in questo luogo di riposo e di pace una profonda impronta della sua devozione. Egli ha scritto, in fran­cese, numerosi epitaffi, in versi e in prosa, sulle lapidi che ricor­dano i suoi par­rocchiani defunti e sulle for­melle che ador­nano i muri pe­rimetrali del cimitero. Sono pensieri pieni di fede dove la morte è considerata passo doloroso ma pieno di speranza, per immergersi nella luce, nell'amore, nella pace eterna di Dio. La loro lettura fa la sorpresa e l'ammirazione dei visitatori.

In un angolo del cimitero riposano le spoglie di mons. Justin Boson (+1954), orientalista di fama internazionale.

 

Le cappelle

Le numerose cappelle della Valgrisenche rappresentavano il luogo di ritrovo per il culto e le manifestazioni religiose del­le piccole comunità di villaggio. Risalendo la vallata si incon­tra la cappella di Revers, dedicata alla Madonna del Rosario (co­struita nel 1904); la cappella di Prariond (1640), ristrutturata nel 1988 e intitolata a san Germano; la cappel­la di Ceré (1642) de­dicata a santa Barba­ra e santa Anna; la cappella di Planté (1681), ristrutturata nel 1989 e dedicata a san Bernardo e santa Agata; la cappella di Mondange (1648), ricostruita nel 1890 e dedicata a san Giu­seppe, sant'Ilario e santa Barbara; la cappella di Bonne (1688), dedicata a san Dionigi; la cappella di Rocher (1688), dedicata all'Addolorata. La cappella di La Carrà, costruita nel 1669 e restaurata nel 1993, è ubicata, solitaria, a circa 2000 metri di quota; in passato era il luogo di culto delle varie frazioni di Plonta; ha per patroni la Madonna delle Grazie e san Pantaleone.

La cappella dì Chatelet venne edificata nel 1959 in sostituzione dell'antica cappella dì Fornet, sommersa dalle acque del lago col villaggio omonimo nel 1952. La cappella di Usellières (Saint‑Léger), del 1633, sconsacrata nel 1952, è stata nuovamente consacrata al culto nel 1996.

L'oratorio di San Grato, esistente da tempo immemorabile sulla sponda del lago omonimo ad oltre 2400 metri di altitudine, è sta­to ristrutturato nel 1989 ed è meta il 5 agosto di un sentito pelle­grinaggio per la ricorrenza della Madonna delle Nevi.