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    Parrocchia di Pré-St-Didier
   
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Parrocchia di San Lorenzo festa il 10 agosto

Altitudine: 1000 m - Abitanti : 1005

 

La località di Pré-Saint-Didier sorge ai piedi del monte Crammont, su un terreno alluvionale alla confluenza tra la Dora e il torrente che scende da La Thuile, Il rinvenimento di alcuni resti romani (tombe, strutture murarie, tracce della strada diretta verso il Piccolo San Bernardo e la spalla di un piccolo ponte), oltre che di numerose sup­pellettili e monete dell'epoca, induce a supporre che fosse sede di un insediamento, passaggio obbligato per i viaggiatori che nell'antichità si accingevano a valicare il colle del Piccolo San Bernardo e che, nel vil­laggio, potevano fare rifornimento e cambiare le cavalcature. Grazie alla presenza di acque minerali e termali, Pré-Saint-Didier fu tra le località valdostane che, nel corso del Settecento, costituirono le pri­me mete di interesse turistico.

 

San Desiderio (Saint Didier)

Relativamente all'origine del nome del paese, la tradizione propo­ne alcune suggestive ipotesi. Una di queste fa derivare il toponi­mo da un prete di Lione, Didier, il quale, emigrato in Valle du­rante le persecuzioni contro i cristiani da parte dell'imperatore Settimio Severo all'inizio del III secolo d. C., sarebbe stato solito predicare alla popolazione locale in una piccola radura posta al limitare del bosco so­vrastante il paese. Un'altra sostiene che si sia voluto celebrare san Desiderio vescovo di Langres, morto decapitato intorno al 407 nel ten­tativo di opporsi all'occupazione vandala; una piccola colonia di cri­stiani fuggiaschi trovò forse ospitalità in questi luoghi, ove volle con­servare la memoria del suo pastore. Oppure, il nome potrebbe riferirsi a san Desiderio, vescovo di Vienne tra il VI e il VII secolo, entrato in contrasto con il re di Borgogna, il quale lo fece dapprima deporre, poi arrestare e lapidare.

 

La parrocchia

La sua antichità è fuori discussione, come testimoniano anche la dedica a san Lorenzo, diacono di Roma, martire nel III secolo, e quella meno conosciuta a sant'Amando, evangelizzatore in terra merovingia nel VII secolo.

Pur non essendo citata dai documenti pontifici del XII secolo, la par­rocchia di Pré-Saint-Didier doveva dipendere già allora dal Capitolo del­la Cattedrale, al quale rimase legata sino al 1824, allorché divenne di libera collazione del vescovo. E menzionata per la prima volta nell'e­lenco delle parrocchie contenuto nel Pontificale del vescovo Emerico di Quart degli inizi del XIV secolo.

 

La chiesa

Fu ricostruita nel XV secolo e ampliata alla fine dell'Ottocento; l'at­tuale edificio fu consacrato da monsignor Duc, vescovo di Aosta, il 3luglio 1891.

Ha pianta a croce latina con una sola navata. L'altare maggiore, del X­VII secolo, su cui trovano posto le statue di san Lorenzo e di san Defendente, è sormontato da un grande crocefisso del Quattrocento. La tela raffigura la Madonna con il Bambino, sant'Amando e san Lorenzo. Nel transetto, sul lato sinistro, riservato sino a ualche anno fa, secondo la consuetudine, alle onne, si trova l'altare della Madonna delle Vittorie, del XVIII secolo, con statua del XIX. Sul lato destro, vi è un analogo altare, dedicato a San Giuseppe, con una statua che lo raffigura; anticamente esso aveva come titolari san Sebastiano e sant'Antonio.

Il portale principale di accesso alla chiesa risale al­l'epoca dell'ultima consistente ristrutturazione ed è sormontato da un'opera lignea, raffigurante il santo patrono Lorenzo, eseguita recentemente da un abile artigiano locale, Ottavio Grange.

 

Il campanile

1 E tra i più antichi della Valle, risalendo presumibilmente ai secoli XI-XII. La torre in pietra a vista, a pianta qua­drata, presenta nella parte inferiore archetti pensili caratteristici dello stile romanico, in quel­la mediana un'apertura a monofora, e all'altez­za della cella campanaria una bifora. Quest'ultima parte, unitamente alla guglia a piramide ottagona­le, è

attri­bui­bile alla fine del XIV secolo. Sono ancora ben visibili i bu­chi che reggevano le travi dell'impalcatura durante le fasi di costruzione e che era­no poi utilizzati per la manu­tenzione, e i fori di sfogo, de­stinati ad alleggerire la ten­sione delle strutture murarie.

 

Le Cappelle

La cappella, l'ospedale e la rettoria di La Balme. Secondo la tradizione locale, nel villaggio sostarono le spoglie di san Germano nel corso della loro traslazione avvenuta nel 448 da Ravenna ad Auxerre. La Balme con­servò a lungo il suo ruolo di sosta sul cam­mino di pelle­grini e mer­canti, come at­testa l'esisten­za, nel Basso Medioevo, di un ospedale o ospizio, tappa obbligata per i viaggiatori che scendevano dal colle del Piccolo San Bernardo o vi salivano. Al 1340 risale la fondazione di una cappella in onore di sant'Antonio abate, ricostruita ed ampliata nel 1677. Parte di essa è an­cora visibile all'estremità superiore del villaggio; vi si conservava, a det­ta del vescovo-storico monsignor Duc, un crocifisso ligneo dell'XI secolo, su cui il Cristo era rappresentato rivestito di una tunica e del pallio. Dal 1742 la cappella di, La Balme venne elevata al rango di ret­toria per la cura spirituale del­le anime dei villaggi di La Balme ed Elévaz. Nel 1877, ciò che rimaneva degli edifici della cappella e dell'ospedale venne demolito per far posto all'attuale cappella, dedicata a santa Maria Maddalena (festa il 22 luglio). Le statue con­servate sull'altar maggiore, raffiguranti la Madonna, san­ta Maria Maddalena, sant'Antonio abate, san Giacomo, san Germano di Auxerre e sant'Anselmo, ri­salgono ai secoli XVII e XVIII.

La cappella di Santa Barbara a Champex. La sua fondazione risale al 1649; l'edificio ven­ne poi ristrutturato una prima volta nel 1753. Santa Barbara (festa il 4 dicembre) era venerata come protettrice dagli incendi, particolarmente temuti in questa località in cui si trovavano parecchi fienili e granai che circondavano l'unico mulino della zona. Sull'altare del XVIII secolo tro­vano posto le statue della Madonna, di san Lorenzo, di san Giuseppe e della santa patrona.

La cappella della Visitazione e di San Defendente ad Elévaz. Fondata nel 1651, fu restaurata ed ampliata nel 1870. Nel 1691 la cappella fu saccheggiata dalle truppe francesi, che rubarono le campane per fon­dere cannoni. Sull'altare del XVIII secolo sono collocate una bella sta­tua della Madonna con il Bambino, la statua di san Grato e quella di santa Barbara. Un secondo altare, coevo al precedente, porta il titolo di san Defendente, soldato romano compagno di martirio, ad Agauno nel Vallese, del suo comandante san Maurizio, ai tempi dell'imperatore Diocleziano all'inizio del IV secolo. 112 gennaio, giorno della sua festa, gli abitanti parte­cipano ancora oggi ad una sug­gestiva proces­sione, che si con­clude con una be­nedizione per chiedere al santo di essere rispar­miati dalle valan­ghe e dalle inon­dazioni.

La cappella di San Rocco e Sant'Antonio a­bate a Pallesieux. La sua data di fon­dazione è ignota. L'attuale edificio, completamente restaurato tra il 1978 e il 1980, è stato decorato con affreschi del pittore Renzo Roncarolo.

La cappella di Santa Lucia e Sant'Anna a Verrand. Già esistente al­la fine del XVI secolo, distrutta una prima volta dal passaggio dell'e­sercito francese nel 1691, nel 1694 era già stata ricostruita. Gli ultimi restauri risalgono al 1984. Sull'altar maggiore (XVIII sec.) trovano po­sto statue lignee delle due sante patrone, di san Giacomo, di santa Veronica, di san Lorenzo, di san Grato e di un santo vescovo.