Giovedì 28 Maggio 2020
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Ritiro del Clero 8 marzo 2018   versione testuale

VI. «Una è la manifestazione dello Spirito per l’utilità comune»

Lo stile dell’annuncio dell’Evangelo

 

1Cor 12,4-11

 

 

Introduzione

 

In un tempo nel quale, nella Chiesa, si fa sempre più pressante l’invito ad un’azione comune, ad un camminare insieme (prospettiva sinodale - synodos), ad un pensare con lo sguardo rivolto alla universalità, risulta altrettanto necessaria la preoccupazione di non dimenticare l’essenzialità di ciò che sta al centro ovvero il punto di riferimento fondamentale della vita e della testimonianza di fede dei credenti: Gesù Cristo, il Figlio di Dio, Evangelo fatto carne, buona notizia di Dio per ogni uomo, Signore della Chiesa, sorgente di vera esperienza di comunione.

Il confronto con la Parola, in particolare con il testo di 1Cor 12,4-11, ci pone nella condizione di verificare con urgenza e senza ambiguità questo nostro modo di porci nella storia e nella relazione con gli altri davanti a Dio. È una Parola che conduce a riflettere sul nostro modo di essere presenti nella Chiesa, sul nostro modo di servire e sulla vocazione battesimale dei cristiani per Gesù e per l’Evangelo. Ogni vita autenticamente evangelica, se non coglie qui l’arche della sua esperienza diventa solo un esagitato darsi da fare che ben presto termina nell’illusione e nella delusione.

Ricondurre la nostra vita, la nostra azione e la nostra testimonianza all’unico Spirito che tutto genera e sostiene ci pone nella condizione di aprirci all’accoglienza del dono e a riconoscere che tutto quanto in noi si compie è dono e opera sua. Questo ci condurrà ad agire con più misericordia verso i fratelli, superando ogni spirito di dominio, di vanagloria, di concorrenza camuffata di “esercizio dei carismi”, ma che si rivela ben presto come uno spietato giudizio sui fratelli più deboli.

La certezza che l’unico Spirito anima la nostra testimonianza evangelica, ci rende mendicanti di misericordia e di sapienza davanti a Dio, che veramente è l’amore, la sorgente della luce e che sa discernere anche le nostre intenzioni più profonde (cfr. 1Cor 2,10).

È a partire da questi tratti che ci poniamo in ascolto della Parola consegnata alle nostre vite, perché porti frutto nelle nostre esperienze di comunione e di condivisione. [...]


L'allegato sottostante contiene la Riflessione completa.

 

file attached   La Riflessione di Mons. Vescovo

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