Mercoledì 14 Novembre 2018
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Messaggio per la Quaresima   versione testuale

Quaresima 2018

 

Quaresima: tempo di prova e di grazia

 

Quaresima è tempo di grazia perché tutto orientato alla luce della Pasqua del Signore, dalla quale trae origine e significato. Quaresima è appello del Signore, santa convocazione nel deserto della storia e del nostro tempo per imparare di nuovo a conoscere il Dio delle compassioni, per intraprendere un cammino di vita interiore alla ricerca di Lui e di noi stessi. Accogliamo, dunque, il dono quaresimale, tempo di grazia e di prova, senza resistenze, senza pregiudizi e senza ritardi.

Quaresima è tempo di santa convocazione nel deserto. Nell’aridità delle nostre solitudini e nel paradosso delle nostre speranze, nel deserto della verità di noi stessi davanti all’Unico che scruta la profondità del nostro cuore, nel deserto delle nostre tensioni impariamo a cercare pace davanti a Colui che è la sola consolazione che non delude. Nel deserto di tutto ciò che non accettiamo di noi stessi e che cerchiamo continuamente di rimuovere, siamo chiamati a lasciare spazio perché sia Lui a prendere dimora in noi e porti luce, riconciliazione con il nostro passato, purificazione che fa rinascere alla speranza. Quaresima è appello ad andare al deserto non per abbandonarci alla commiserazione di noi stessi, ma per incontrare Lui, il Signore della nostra vita.

Nel deserto impariamo a riscoprire il silenzio. Sta scritto: «Per te, o Dio, anche il silenzio è una lode» (Sal 65,2). Il silenzio da apprendere nuovamente domanda il coraggio di uscire dal fragore di tanti interrogativi che abitano in noi e dei quali non abbiamo mai la pazienza di attendere una parola di risposta che viene da Lui. Come Elia (cfr. 1Re 19,9-13) dobbiamo entrare nella cavità del nostro cuore per scorgere con esso la presenza silenziosa, umile e fedele di Dio.

Nel deserto e nel silenzio quaresimale il Signore ci convoca per imparare a discernere la Parola tra le tante parole inutili. È qui che apprendiamo l’arte dell’ascolto paziente, senza frette e senza ricerca di immediate soluzioni a tutti i costi. Prima ancora dei nostri “perché?”, delle nostre prove e delle nostre vicende personali c’è una Parola – Presenza che domanda di essere ascoltata e accolta senza nulla anteporle. E ciò non per disprezzo della nostra storia e dei drammi che segnano tanta parte dell’umanità del nostro tempo, ma per imparare a leggerli dal versante di Dio. Solo allora la Parola fa tacere i nostri pettegolezzi, i nostri pregiudizi e le nostre miopi pretese e si offre come speranza che non delude (cfr. Rm 5,5). [...]


L'allegato sottostante contiene il Messaggio completo.
 

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