Giovedì 28 Maggio 2020
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Ritiro del Clero 8 febbraio 2018   versione testuale

V. Liberi per l’Evangelo

Gesù, Giovanni Battista e i discepoli

 

Gv 3,16-30

 

Introduzione

 

Il testo biblico giovanneo è strutturato attorno a due testimonianze di vita fondamentali relativamente alla identità e alla missione di Gesù: anzitutto, quella di rabbi Nicodemo; in secondo luogo, quella di Giovanni Battista.

Anzitutto, l’incontro di Gesù con rabbi Nicodemo (cfr. Gv 3,1-11) costituisce l’antecedente narrativo che precede e inquadra l’odierna pagina evangelica di Giovanni, rivelando le dinamiche di un cammino di ascolto e di ricerca nella prospettiva della fede.

Nicodemo è il discepolo della Parola condotto da una ricerca appassionata del senso ultimo della vita; egli non si è accontentato di verità parziali, di risposte affrettate e nemmeno di presunte acquisizioni definite una volta per tutte. In lui vi è profondamente il desiderio della ricerca, non per dominare nuovi oggettivi contenuti della fede o conoscenze religiose, ma per scorgere nella speranza una promessa sul senso profondo dell’esistenza, che l’ovvietà e una lettura scontata di essa non sono sufficienti a rivelare.

Nel suo pellegrinare Nicodemo incontra Gesù e ciò resta come momento decisivo del suo cammino. Nicodemo, all’inizio presentato come l’interrogante, in realtà è colui che si lascia avvolgere dalle domande di Gesù, che lo interpellano ad uscire da un ‘sentito dire’ generico a proposito del rabbi di Nazareth; egli è chiamato a ricominciare di nuovo (cfr. Gv 3,5.7) un percorso di crescita nella conoscenza del mistero di Gesù e del progetto di misericordia che il Padre ha sull’umanità tutta.

In Nicodemo, rabbi di Gerusalemme attento indagatore della profondità delle Scritture, possiamo scorgere la parabola stessa della nostra vita, soprattutto quando si lascia avvolgere da interrogativi insistenti sul senso della vita nella fede. In Nicodemo siamo chiamati a lasciarci incontrare e interpellare da Colui che solo ha parole di vita e di speranza, perché è rivelazione del volto dell’amore misericordioso del Padre (cfr. Gv 1,18).

In Nicodemo siamo chiamati a ricominciare con umiltà per imparare a conoscere di nuovo il contenuto essenziale della nostra fede, ma ancor di più colui che è il Signore delle nostre esistenze, speranza certa delle nostre attese e della nostra appassionata ricerca.

Il testo del IV Evangelo contempla, in secondo luogo, la testimonianza di Giovanni il Battista (vv. 22-30): essa riassume in sintesi la sua esperienza dell’atteso dell’umanità e della speranza di Israele. L’intenzione di questo rimando da parte dell’evangelista è volta a precisare che per giungere alla conoscenza e all’esperienza di Gesù è necessario passare attraverso il cammino del Battista. Egli è l’autentico precursore del Messia, nella vita e nella morte; Giovanni è eloquente documentazione vissuta dell’esistenza fatta dono per la verità dell’evangelo. [...]


L'allegato sottostante contiene la Riflessione completa.

 

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