Giovedì 28 Maggio 2020
 Home » Vescovo » Ritiri del Clero 2017-2018 » Ritiro del Clero 14 dicembre 2017 
Ritiro del Clero 14 dicembre 2017   versione testuale

III. L’Evangelo della croce

 

1 Cor 1,18-31

 

 

Introduzione

 

«18. Evangelizzare, per la Chiesa, è portare la Buona Novella in tutti gli strati dell'umanità, è, col suo influsso, trasformare dal di dentro, rendere nuova l'umanità stessa: «Ecco io faccio nuove tutte le cose». Ma non c'è nuova umanità, se prima non ci sono uomini nuovi, della novità del battesimo e della vita secondo il Vangelo. Lo scopo dell'evangelizzazione è appunto questo cambiamento interiore e, se occorre tradurlo in una parola, più giusto sarebbe dire che la Chiesa evangelizza allorquando, in virtù della sola potenza divina del Messaggio che essa proclama, cerca di convertire la coscienza personale e insieme collettiva degli uomini, l'attività nella quale essi sono impegnati, la vita e l'ambiente concreto loro propri».

 

(Paolo VI, Esortazione Apostolica Evangelii nuntiandi, 8 dicembre 1975).

 

La pagina biblica si caratterizza per il genere letterario autobiografico ed apologetico. Paolo intende precisare la natura e il contenuto precipuo della sua predicazione dell’Evangelo alla comunità cristiana di Corinto.

La necessità di uno scritto apologetico volto a difendere lo stile, le modalità e i contenuti della predicazione e dell’annuncio dell’apostolo, è giustificata dal fatto che, soprattutto il partito di Apollo, a Corinto, suscita confusione, antagonismi, impedendo alla parola dell’Evangelo di portare frutto secondo la volontà di Dio (cfr. 1Cor 1,10-16).

In sostanza, Apollo (cfr. At 18,24), servitore autorevole e versato nella conoscenza delle Scritture, vero scriba cristiano nella comunità di Corinto, molto attivo nel ministero della predicazione, sostiene che l’efficacia dell’annuncio è dipendente dalla capacità di persuasione e di convincimento che l’apostolo ha e sa suscitare in chi ascolta. Pertanto, la facondia nel parlare, l’acutezza della retorica e la sottigliezza dei ragionamenti sono le armi vincenti perché la parola dell’Evangelo si imponga.

Paolo, infatti, è reso partecipe di queste discordie e fazioni presenti nella comunità di Corinto, dalla gente di Cloe (discepolo dell’Evangelo nella comunità), forse scandalizzata per queste divisioni laceranti, che frammentano la fraternità e che sono frutto della esibizione personalistica dei predicatori di grido; essi sono molto più preoccupati del loro successo personale e molto meno della corsa della parola dell’Evangelo.

Al riguardo, dunque, Paolo cerca di ricomporre le divisioni settarie che si erano verificate in Corinto, richiamando ciò che è essenziale alla predicazione e all’annuncio della Parola. L’unità e la fraternità, ribadisce l’apostolo, sono il segno inequivocabile che chi annuncia compie questo ministero nella libertà di Cristo, che scaturisce dall’Evangelo della croce e non per un tornaconto personale.

A questo punto Paolo precisa il contenuto essenziale dell’annuncio: il Cristo crocifisso e risorto; è lui il centro attorno al quale la comunità cresce ben compaginata e nell’armonia di una fraternità. Il Cristo crocifisso e risorto è il principio di comunione, ma anche la rivelazione di senso dell’essere cristiani e discepoli dell’Evangelo di Dio per l’umanità.

Pertanto, a quanti esibiscono se stessi come punto di riferimento per l’annuncio della Parola, l’apostolo richiama la necessità di ritornare a Gesù Cristo crocifisso e risorto quale principio fondamentale dell’essere della Chiesa e della sua azione missionaria. Tutto ciò costituisce la condizione necessitante, che rivela l’identità della comunità cristiana e il significato ultimo della sua testimonianza davanti al mondo. [...]


L'allegato sottostante contiene la Riflessione completa.


 

file attached   Versione completa stampabile

Copyright © 2009 Diocesi di Fidenza ¿ Chiesa Cattolica Italiana