Giovedì 28 Maggio 2020
 Home » Vescovo » Lectio Divina nel Tempo di Avvento 2017 » Seconda tappa, 6 dicembre 2017 
Seconda tappa, 6 dicembre 2017   versione testuale

Domenica II di Avvento / B

 

Mc 1,1-8

 

Lectio divina

 

 

Introduzione

 

La liturgia della Parola della Domenica I di Avvento / B ha posto in particolare risalto la necessità del vigilare su se stessi, nella notte di ogni tempo e in comunione con la Chiesa. Ciascuno di noi ha compreso nella segretezza del suo cuore, davanti a Dio, l’essenzialità dell’ammonimento di Gesù, perché, in realtà, esso rivela il senso profondo della nostra vita e del nostro cammino di discepoli, che ogni giorno tentano di rendere credibile la sequela dietro a lui.

In questa Domenica II di Avvento / B la Scrittura, proclamata nella liturgia della Chiesa con la medesima insistenza, sottopone alla nostra attenzione una testimonianza di ciò che significa vigilare e vivere nell’attesa del Signore che viene: l’esperienza di Giovanni il Battista, precursore del Signore (come viene definito nella tradizione liturgica orientale).

 

«Giovanni Battista non ci conduce più di persona da Gesù, eppure continua per vie sconcertanti ad essere per noi il testimone del Dio vivente. Testimone silenzioso (…). E’ una testimonianza che stupisce. Il più grande dei profeti è stato trattato da quel Dio, che pure l’amava, come non viene trattato neppure il più piccolo del Regno dei cieli (…). Non ha avuto il suo Tabor come Pietro, il suo terzo cielo come Paolo (…).

Profeta dell’attesa, della rinuncia è stato colmato nella sua rinuncia perché ha udito la voce dello sposo, ma questa voce non si rivolgeva a lui e lo sposo viveva per gli altri (…). Il rigore e lo spogliamento del Battista nella sua vita, questo deserto implacabile, che fu la sua unica dimora, ci spaventano se ne misuriamo l’intensità e l’immensità.

Bisognava essere Dio per concepire tale destino e proporlo ad un uomo, per osare domandargli tale nascondimento, tale passione prima che il ricordo della passione di Cristo potesse addolcirne la sofferenza e illuminarne la notte (…). A mala pena possiamo sospettare (…) quale rapimento occupa ormai quel cuore che (…) non era stato plasmato che per vivere e vibrare all’unica voce dell’agnello e dello sposo, all’unica parola del Verbo eterno»

 

(A.M. Besnard, Jean le Baptiste, in “La Vie spirituelle” 462 [1960], pp. 646-647). [...]


L'allegato sottostante contiene la lectio completa.


 

file attached   Versione completa stampabile

Copyright © 2009 Diocesi di Fidenza ¿ Chiesa Cattolica Italiana