Sabato 22 Settembre 2018
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Saluto per l'incontro di studio in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio   versione testuale

Saluto per l’incontro di studio in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (Fidenza, 23-24 settembre 2017:

 

“Le pietre lavorate della facciata e delle torri della Cattedrale di Fidenza: dati emersi dal cantiere di restauro”

 

 

A tutti voi qui convenuti il mio più cordiale saluto e grazie per l’invito che mi è stato rivolto a partecipare a questa iniziativa di studio e di riflessione.

Nel quadro dell’elaborazione dei principi generali per la riforma  e l’incremento della liturgia, la Costituzione Sacrosanctum Conciluim dedica interamente il n. 41 ad una necessaria valorizzazione della vita liturgica nella diocesi:

 

«Bisogna che tutti diano la più grande importanza alla vita liturgica della diocesi intorno al vescovo, principalmente nella chiesa cattedrale: convinti che la principale manifestazione della Chiesa  si ha nella partecipazione piena e attiva di tutto il popolo santo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche, soprattutto alla medesima eucaristia, alla medesima preghiera, al medesimo altare cui presiede il vescovo circondato dal suo presbitero e dai ministri» (EV 1, n. 73).

 

Due aspetti fondamentali vengono richiamati nel dettato conciliare. Anzitutto, il vescovo in quanto sacerdos magnus della sua comunità è costituito mediazione peculiare per la sequela Christi del popolo a lui affidato. E’ in questa prospettiva, infatti, che si caratterizza il suo ministero episcopale, come del resto precisa la stessa preghiera di ordinazione.

Conseguentemente, il testo della Costituzione indugia sulla centralità della vita liturgica della diocesi attorno al suo vescovo; questa, del resto, trova la sua visibilizzazione principalmente nella presidenza della liturgia eucaristica e della preghiera della comunità nella chiesa Cattedrale. L’evocazione della tradizione postapostolica legata alla testimonianza di Ignazio di Antiochia (Lettera ai cristiani di Magnesia 7, ai cristiani di Filadelfia 4, ai cristiani di Smirne 8) sottolinea quanto questa prassi e la sua coscienza siano saldamente fondate fin dagli inizi dell’esperienza cristiana. Più che focalizzare l’attenzione sull’edificio della cattedrale in sé, come centro della vita liturgica di una comunità, il fulcro è costituito dalla presenza del vescovo che presiede l’eucaristia e la preghiera della chiesa in comunione con il popolo di Dio a lui affidato. Vescovo e chiesa cattedrale sono correlati simbolicamente attorno al fatto che quest’ultima diventa luogo che rende visibile il suo munus docendi, sanctificandi et regendi.

Il testo della Costituzione insiste oltremodo sulla dimensione temporale che connota la correlazione vescovo e cattedrale, quando precisa che la precipua manifestazione della chiesa si verifica laddove il popolo santo di Do partecipa alle medesime celebrazioni liturgiche, alla medesima eucaristia e all’unico altare al quale presiede il vescovo. Qui è sottolineato in modo peculiare il principio dell’unità che ci rende presente e si stabilisce nell’unica celebrazione del mistero di Cristo attorno al vescovo in comunione con il suo presbiterio e i diversi ministeri.

In questo quadro storico e teologico-liturgico si colloca l’interpretazione del significato ultimo della chiesa Cattedrale di Borgo s. Donnino, la sua funzionalità e nondimeno, l’intervento di restauro effettuato sulla sua struttura architettonica e sulla ricchezza del patrimonio artistico scritto in essa.

La fedeltà al dato più essenziale della tradizione storica non significa né imposizione del fissismo rituale né rincorsa all’archeologismo liturgico; al contrario essa domanda un’apertura alla progressio per comprendere il significato dell’evento che la traditio stessa ci ha consegnato come imprescindibile per una lettura non distorta del presente. A questo proposito giova affermare che il percorso di restauro e conservazione della chiesa cattedrale non ha inseguito un capriccio estemporaneo né un bisogno di ritorno nostalgico al passato, fine a se stesso; è stato, invece, attuato sulla testimonianza documentata delle fonti della più genuina tradizione della Chiesa e in attento ascolto di essa.

Auspico che il cammino di riflessione proposto, concorra a precisare ulteriormente la ricchezza del patrimonio della chiesa Cattedrale di Borgo s. Donnino; altresì possa diventare motivazione ben fondata di una responsabilità che è stata trasmessa a questa generazione, perché non si limiti a conservarne la struttura prigioniera di un passato architettonico, ma la renda memoria viva di una comunità, che dimora nella storia di questo oggi da credente.


                                                                                                                                    + Ovidio Vezzoli

Vescovo

 

Fidenza, 23 settembre 2017



 

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