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Il Progetto Policoro in diocesi   versione testuale
A cura dell'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro

DIOCESI DI MOLFETTA-RUVO-GIOVINAZZO-TERLIZZI
Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro
Ufficio Caritas
Servizio diocesano per la pastorale giovanile


 

Il progetto Policoro nasce immediatamente dopo il III Convegno ecclesiale di Palermo con un incontro tra i rappresentanti diocesani dei tre Uffici pastorali (lavoro, giovani e Caritas) di Calabria, Basilicata, Puglia a Policoro (MT) nel dicembre del 1995, grazie alla figura carismatica di don Mario Operti. Il coordinamento si allarga successivamente alla Campania, Molise, Sicilia, Sardegna ed Abruzzo.

 

Alla base del Progetto vi sono le indicazioni del documento dei Vescovi italiani del 18 ottobre 1989, «Chiesa italiana e Mezzogiorno: sviluppo nella solidarietà», secondo cui lo sviluppo del Sud, «incompiuto, dipendente e frammentato», appariva distorto dalle organizzazioni «mafiose» e dal dilagare di atteggiamenti mafiosi che mortificavano l'iniziativa privata, favorendo disimpegno, passività ed immoralità anche nella vita politico-amministrativa.

 

La Chiesa, con le sue linee pastorali, era pertanto chiamata a formare le coscienze dei giovani e delle comunità, riaccendendo la cultura della legalità e del rispetto e proponendo un futuro che, senza vittimismi, fosse in grado di valorizzare le grandi potenzialità culturali ed etiche degli uomini e delle donne del Sud.

 

Durante il Convegno ecclesiale di Palermo si era raggiunta la consapevolezza che per far fronte a problemi sociali di così grande impatto occorrevano nuovi strumenti ed un nuovo modus operandi per gli uffici di Pastorale sociale, al fine di fronteggiare compatti, in uno con le forze laicali di ispirazione cristiana, il sottosviluppo: nasce così il Progetto Policoro.

 

Il Progetto Policoro ha una struttura a rete, sia a livello nazionale che a livello locale: ogni diocesi ha dei propri animatori di comunità, organizzati e formati su base regionale, che, assistiti da un tutor, si innestano nella loro realtà territoriale proponendo un cammino sinergico tra le tre Pastorali (lavoro, giovani e Caritas) e le associazioni laicali di ispirazione cristiana, al fine di promuovere tra i giovani, disoccupati o in situazione di lavoro irregolare, nuove vie di sviluppo basate su etica, legalità, autoimprenditorialità e cooperazione: una società basata sull'amore del prossimo e sulla fiducia è infatti l'unica in grado di assicurare uno sviluppo armonico ed omogeneo per l'intera comunità.

 

Per questo il progetto si compone di un centro di ascolto, in grado di interloquire ed assistere chi vive momenti di difficoltà nell'ambito lavorativo o chi vuole investire su una propria idea per crearsi un lavoro e ricerca informazioni o materiale informativo, e di una attività pastorale (convegni, incontri con le parrocchie, collaborazioni con istituti scolastici) tesa ad incontrare i giovani, conoscere i loro disagi e promuovere proposte «formative» e di «evangelizzazione», attraverso la collaborazione di figure professionali specializzate (come Azione Cattolica, Agesci, Acli, Confcooperative, Enaip, Cenasca').

 

Formare le coscienze e diffondere la mentalità di una nuova concezione del lavoro può tradursi in «gesti concreti», che vanno dalla condivisione di esperienze educative alla creazione di nuove possibilità di lavoro. Nella sua breve ma intensa storia il progetto ha assistito alla nascita di numerosissime piccole imprese, cooperative (specie di tipo B) e consorzi, ma ha contribuito soprattutto a rendere i sogni certezze ed a riaccendere la fiaccola della speranza in tutti coloro che credono che sia ancora possibile vivere cristianamente e riscoprire il nostro Sud.

 

Dal novembre 2004 il Progetto Policoro è una realtà anche nella diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Suoi animatori sono stati in questi Anna Pisani, Vincenzo Depalma, Rosanna Modugno, Giovanna De Gennaro, assistiti da un tutor, Tommaso Amato e da una équipe di collaboratori.

 

La nostra diocesi, sebbene di piccole dimensioni, presenta aree economicamente disomogenee: Molfetta ha una intensa attività commerciale e marittima; Giovinazzo, smaltito il disagio post-industriale, ha riscoperto la propria vocazione turistica e di antico borgo strettamente legato alla città di Bari; Terlizzi e Ruvo hanno invece una avviata e florida agricoltura (massimamente fiori ed olive).

 

La vicinanza a Bari fa sì che il tasso di scolarizzazione sia molto alto tra i giovani: sono numerosi i giovani universitari e tra questi alta è la percentuale di chi preferisce frequentare le università del Nord e ricercare lì la propria attività lavorativa. Dato lo scarso numero di industrie sul territorio non sono molti i giovani che hanno una occupazione fissa in fabbrica. Più numerosi sono, invece, coloro che esercitano attività commerciali alle dipendenze di terzi o in proprio, specie nel ramo della ristorazione e del divertimento. Il precariato ed il lavoro nero sono fenomeni con cui quotidianamente convivono sia i cassintegrati che i giovani in cerca di prima occupazione. Spesso è la famiglia ' di cui ancora si avverte come valore ' a supplire a tali disagi. L'agricoltura ed il turismo, infatti, offrono numerose opportunità di lavoro stagionale' ma poche certezze per chi non lavora in proprio. D'altro canto l'agricoltura vive in questi anni un periodo di generale crisi, appalesandosi le imprese locali troppo frammentate e troppo poco modernizzate per reggere la concorrenza, spesso sleale, dei centri di produzione esteri.

Anche il rapporto dei giovani con le realtà parrocchiali appare molto eterogeneo, variando di parrocchia in parrocchia anche all'interno della stessa città. In linea di massima si può affermare che i giovani nelle parrocchie tendenzialmente diminuiscono con il crescere dell'età, forse perché dal momento della ricerca lavorativa al momento del matrimonio non incontrano nella vita di parrocchia le risposte ai quesiti che vivono.

 

In tale contesto socio-economico l'attività del Progetto Policoro appare particolarmente opportuna, specie se si opera contemporaneamente nella duplice direzione (evangelico-sociale) che la contraddistingue.

A tal fine occorre, anzitutto, cercare di raggiungere i giovani nei luoghi in cui vivono i propri disagi' e magari anche prima, a scopo preventivo. E visto che può non bastare ricercare approcci all'interno delle parrocchie che comunque continueranno, si rende necessario, nel cammino che si va ad intraprendere, relazionarsi con i centri di formazione dei giovani e principalmente con gli istituti scolastici superiori.

È importante anche farsi portatori del messaggio di speranza del Progetto Policoro lungo le strade ed i centri di aggregazione giovanile, affinché il tam-tam tipico del nostro territorio e delle nostre ristrette realtà cittadine faccia sì che il suono del progetto risuoni laddove ve ne sia una maggiore necessità.

Il Progetto Policoro organizzerà anche numerosi incontri a livello diocesano per affrontare, di volta in volta, argomenti vicini ai problemi ' anche di carattere pratico ' dei giovani disoccupati, con l'intento di riuscire ad organizzare un proprio campo scuola formativo, in estate, teso ad illustrare, con l'ausilio di esperti nel ramo evangelico e socio-economico, i vantaggi (ed i rischi) dell'autoimprenditorialità e della cooperazione, anche alla luce della legislazione vigente e degli attuali aiuti economici alle imprese.


Cooperare con le altre organizzazioni territoriali con finalità analoghe ' magari già più radicate nel territorio ' può offrire occasioni di crescita reciproca migliorando ed integrando la qualità dei servizi offerti ai giovani. Ed è già attiva a livello locale la collaborazione con l'Azione Cattolica ' principale organizzazione laicale all'interno delle nostre parrocchie ' e con gli uffici della Pastorale Giovanile, della Caritas e del Movimento Giovanile Missionario' mentre il nostro staff di collaboratori ha già raccolto la disponibilità di esperti e testimoni che hanno sperimentato in prima persona, sul campo di lavoro, i vantaggi dell'esperienza evangelica della collaborazione e della valorizzazione del proprio territorio.

 

L'équipe diocesana del Progetto Policoro, oltre gli orari di apertura dello sportello "giovani e levoro", si incontra presso l'Ufficio diocesano di Pastorale Sociale del Lavoro (atrio vescovile). Tutti coloro che fossero interessati possono contattarci:

tel. 0803374241

progettopolicoro@diocesimolfetta.it

oppure telefonare al 3478046957 Alessandra Farinola (AdC III anno) alessandra.farinola@live.it  

oppure telefonare al 3488804703 Mariachiara Pisani (AdC I anno) pmc@hotmail.it

 

Insomma «È l'ora di una nuova fantasia della carità» (Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte, 50) che consenta di realizzare con voi giovani, piccoli ma concreti segni di speranza!


 

Gli obiettivi che ci siamo prefissati sono certo molto ambiziosi' ma contribuire a realizzarli vuol dire amare il proprio territorio e credere nella possibilità di uno sviluppo economico-sociale più equo. Del resto: «non possiedo né argento, né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, cammina».

 
 10/05/2012 Prova
Iniziativa del Progetto Policoro, in collaborazione con AC e Caritas diocesane