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Scheda di Luciano Lanzoni   versione testuale
Missionario in Madagascar


Chi è

 

E’ nato a Bomporto di Modena nel 1958; la sua famiglia si è trasferita in Diocesi a Carpi, dove tutt'ora risiede, dal 1966.

Dopo aver frequentato l’Istituto Professionale Industriale “Vallauri”, ed un periodo di lavoro in fabbrica, ha iniziato a servire i più abbandonati prima a Reggio Emilia, in un centro di accoglienza per persone in situazione di emarginazione, in seguito si è trasferito a Modena dove ha lavorato dapprima in un centro di accoglienza e reinserimento per ex carcerati ed in seguito al CEIS con i tossicodipendenti.

Dal 1990 presta il suo servizio in Madagascar, ad Ambositra, al Foyer Sainte Marie, situato alla periferia della città di Ambrosita, 250 km dalla capitale del Madagascar, nella zona dell’altipiano centrale.

Questo centro accoglie e cerca di recuperare dal punto di vista sanitario e reinserire socialmente, diverse categorie di malati: lebbrosi, tubercolotici, handicappati fisici e mentali, detenuti, povera gente: il centro è l’espressione dell’amore per i piccoli di un padre gesuita francese e di un frate, vero uomo di Dio, malgascio, che lo hanno aperto nel 1967.

Dal 1976 la Diocesi locale, in collaborazione con la Diocesi di Reggio Emilia; lo ha assunto come opera diocesana, dal 1990 Luciano è divenuto il responsabile del Centro di Coordinamento e di riferimento per tutte le attività sanitarie svolte in Diocesi.

Oggi, i suoi amici malgasci gli hanno chiesto, oltre all’impegno per la cura e il reinserimento socio economico dei tanti che ogni giorno frequentano il Foyer, di essere al loro fianco per chiedere alle autorità del paese che i loro diritti, quelli di tutti i portatori di handicap del Madagascar, siano riconosciuti, applicati e salvaguardati. Gli hanno chiesto di non gridare, ma di denunciare le ingiustizie che ancora li affliggono. “Chi grida ha paura e difende se stesso – spiega Lanzoni -, chi denuncia ha sperimentato e sa guardare anche all’altro”.

 

La mia vocazione

“ciascuno di noi è chiamato per essere inviato”

Parlare di sè non è mai facile, ed il motivo è semplice: non siamo noi che dobbiamo apparire, ma il Signore che è Tutto in tutti. Noi non siamo che dei poveri strumenti nelle sue mani. Anzi solo se sappiamo diminuire e scomparire il Signore potrà apparire in tutta la sua bellezza e misericordia!Se, però, raccontare le meraviglie che il Signore ha operato in noi, può essere un mezzo per renderGli gloria, eccomi allora a presentarvi la mia vocazione missionaria.
Non voglio fare da maestro a nessuno ma mi sembra importante sottolineare che è intrinseco al battesimo e alla vocazione cristiana l’invio in missione.
Ciascuno di noi è chiamato per essere inviato: il Signore chiamò quelli che volle per inviarli a portare l’annuncio del Regno!
Per quanto mi riguarda credo che il Signore mi abbia riservato la sua misericordia con ricchezza. Vengo da una famiglia di operai della periferia di Carpi, gente onesta, laboriosa e troppo spesso assillata dai problemi quotidiani.
I miei genitori mi hanno soprattutto insegnato a saper vedere i problemi degli altri prima di chiudersi nei propri, il Signore mi ha aiutato a far fruttare questo insegnamento spingendomi a mettermi a disposizione di chi non ha su cui contare.
Prima di partire per il Madagascar, dove sono da ormai 15 anni, ho avuto la fortuna di poter servire tante persone in situazione di esclusione: esclusi a causa della loro origine, gli zingari e gli immigrati; esclusi a causa di scelte sbagliate, i carcerati e i tossicodipendenti; esclusi a causa della fatica della vita, i barboni e le prostitute. Per tutte queste persone ho sentito il bisogno di comunicare la meraviglia del saper guardare in alto, dell’uscire dal ripiegamento su se stessi, in cui erano chiusi, e dell’andare oltre: oltre se stessi, oltre il quotidiano con i suoi affanni, oltre il loro stato di esclusione, oltre la dipendenza dagli altri. Guai all’uomo che confida nell’uomo! La Verità (Gesù il Cristo) vi farà liberi.
Il passaggio da questo servizio al servizio missionario non è stato altro che una continuità con le scelte fatte precedentemente, è stato un prendere il largo per continuare a servire là dove la chiamata della Chiesa mi diceva che vi era più bisogno.
Mi chiedete: “ma è tutto così semplice” no non è semplice, troppo spesso non sappiamo mettere il Signore al primo posto! E questo rallenta il cammino, lo rende duro e ti fa sentire inutile, pensi di aver perso tempo. E’ solo ponendo nel Signore tutta la propria esistenza che si può. Tutto posso in Colui che mi da la forza.
Grazie Signore per quanti vorrai chiamare a partecipare della Tua Vita.
Pregate per me perché possa essere, sempre, un servo pronto.

 

LANZONI LUCIANO
B.P. 71 - 306 Ambositra
MADAGASCAR