CITTÀ DI CASTELLO
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Ufficio Diocesano Cultura e Comunicazioni Sociali ,

"De Rigù": una mostra che fa riflettere sull'arte contemporanea nelle Chiese castellane



E' stata inaugura sabato 8 giugno u.s. presso il Museo Tela Umbra alla presenza di tutte le istituzioni la mostra antologica dedicata all'artista tifernate Aldo Riguccini (16 luglio 1913 '1 marzo 1992) meglio noto con lo pseudonimo di De Rigù, a cura di Luciano Vanni. L'iniziativa promossa dall'Associazione 'Architettinell'altotevere' ha visto il patrocinio del Comune tifernate e del Museo Tela Umbra. In esposizione circa 130 opere realizzate con materiali diversi quali tessuti, ceramiche, pitture ecc. alcune note altre inedite. Le produzioni dell'artista computate in circa 400 pezzi, sono oggi in collezioni private e presso istituzioni pubbliche. De Rigù formatosi presso l'Istituto d'Arte di Perugia, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze conoscendo artisti importanti come Felice Carena, Primo Conti e Celestino Celestini. Artista poliedrico molto legato alla sua città natale ma presente anche in città d'arte quali Roma, Firenze dove nei primi anni Cinquanta ebbe modo di aprire alcune boutique; solo  nel 1988 ritorna definitivamente a Città di Castello, aprendo un laboratorio artistico in Via Sant'Antonio. Fu anche progettista di design moderno: negli anni Settanta progetta arredi per case private, alberghi e cinema (l'atrio dell'Hotel Terme di Fontecchio, alcune stanze dell'Hotel Tiferno il cinema Eden e Vittoria,  l'Hotel Sobaria a Citerna). Artista connotato da straordinaria forza creativa fu molto contestato per il suo spirito eccentrico dalla committenza ecclesiastica grazie alla quale rimangono ancora oggi in città significativi affreschi: nella chiesa di S. M. Maggiore su incarico di Mons. G. Malvestiti il San Carlo Borromeo e gli appestati (1944) e in quella di S. Domenico figure di domenicani (1942) commissionato da Mons. E. Giovagnoli; nel Santuario della Madonna delle Grazie è conservato un fonte battesimale del 1964 voluto da Mons. P. Mandrelli. Si trova presso il Cimitero monumentale la prima commissione ufficiale del 1936, La tempesta sedata (1936) nella Cappella Monti-Torrioli, affresco tanto rivoluzionario per lo stile, i colori e la realizzazione iconografica da ipotizzarne la distruzione; sua è anche  la Resurrezione (1947) nella Cappella dei Volontari. La mostra rimarrà aperta  fino al 29 giugno, occasione unica per conoscere l'estro creativo di un artista tifernate innovatore di schemi e contenuti nel quale convivono equilibrio artistico, esuberanza e creatività. Per informazioni: 338 1013382

Catia Cecchetti



10/06/2013 Ufficio Diocesano Cultura e Comunicazioni Sociali