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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Il ministero del catechista nella Chiesa e nella società

Scuola di Formazione per catechisti, Seminario Vescovile


Non vi parlo di tecniche per diventare bravi catechisti. Non mi soffermo sulla metodologia e non vi  insegno la didattica. Questi sono certamente aspetti importanti della catechesi, ma non sono il punto principale della questione. Certamente l'educazione alla fede potrà essere più efficace con qualche buona metodologia e l'opera formativa che ci compete potrà essere più coerente con una buona didattica. Tuttavia appare in primo luogo molto utile avere un'intelligenza della missione del catechista nella Chiesa di oggi, all'interno della nostra realtà culturale e sociale.  

1. Partiamo dal Vangelo e dall'illuminante esempio di Gesù Cristo. Durante il suo ministero, Gesù si è dedicato soprattutto a formare coloro che dovevano diffondere il suo messaggio in tutto il mondo. Ha consacrato molto tempo alla predicazione alle folle, ma ha riservato un tempo ancora più grande alla formazione dei suoi discepoli, facendoli vivere in sua compagnia perché le verità del suo messaggio risplendessero non solo grazie alle sue parole, ma anche grazie al suo esempio e alla sua vita quotidiana. Ai suoi discepoli ha svelato i segreti del suo regno e li ha fatti entrare poco alla volta nel mistero di Dio. Ha suscitato in essi la fede e l'ha sviluppata progressivamente con un'istruzione sempre più completa, anche se la piena comprensione della verità sarebbe venuta dallo Spirito Santo.

L'esempio di Gesù ci dice che il rapporto interpersonale è fondamentale per la trasmissione viva della fede. Se non c'è un incontro a tu per tu, la fede non si trasmette. Solo attraverso il rapporto interpersonale, che coinvolge l'uomo come persona, avviene la trasmissione della fede. Solo da un cuore che crede nasce un credente. Questo significa che deve crescere il vostro senso di responsabilità: ognuno di voi è coinvolto in prima persona nelle scelte che attestano la bellezza, la coerenza della verità che comunichiamo. Il ministero di catechista non consiste nel trasmettere una fede astratta, ma una fede viva e vissuta. Ciò emerge dallo stile di vita del catechista: la scelta di essere discepoli di Cristo traspare dalla vita quotidiana, illuminata dal vangelo. La testimonianza è la categoria privilegiata per una coerente ed efficace trasmissione della fede.

Ad esempio: se noi, per primi, viviamo la gratuità e diventiamo promotori di una cultura che parla di gratuità e di perdono nelle concretezza della nostra vita, allora abbiamo già offerto la possibilità ai nostri ragazzi e ai nostri giovani di capire che non ci sono estranei, ma che li amiamo. Perché i ragazzi e i giovani desiderano amore, mentre spesso vivono nella solitudine. I nostri giovani desiderano da noi una testimonianza di gratuità piena e di perdono sincero. Vogliono essere amati per ciò che sono, ma non per questo dobbiamo dimenticare che per noi amare è ricercare senza sosta e con pazienza il loro bene. Nessuno potrà essere testimone di gratuità e di amore se non avrà lui stesso sperimentato di essere stato gratuitamente amato e perdonato.

Concludo questo primo punto con l'invito che san Paolo rivolge ai cristiani di Filippi: 'le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica' (Fil 4, 9). Queste parole sono una stupenda descrizione del ministero della catechesi. Vi è un chiaro rapporto tra il catechista e chi è catechizzato: il 'sapere' che viene trasmesso implica ed esige l'ascolto, l'accoglienza, l'apprendimento e la testimonianza di una vita che è visibile ('ciò che avete veduto in me'). Questo rapporto genera una forma nuova di esistenza, quella cristiana, un modo nuovo di esistere, quello di figli di Dio: 'mettete in pratica queste cose'.

2. Insieme a questo primo aspetto fondamentale ' rapporto interpersonale, testimonianza, gratuità, amore ', il Vangelo ci attesta l'impegno di Gesù nella formazione dei suoi discepoli. Ad essi ha svelato i segreti del suo regno e li ha condotti poco alla volta nel mistero di Dio. Vi invito ad approfondire questo aspetto leggendo e meditando il Vangelo. Ricordo solo che spesso Gesù chiama a sé i discepoli e li conduce in disparte. La vostra formazione è indispensabile per l'impegno che la catechesi implica. Occorre avere una coscienza precisa dei contenuti di fede da trasmettere. Perché voi catechisti partecipate alla missione d'insegnamento della Chiesa e la vostra formazione è un elemento essenziale dell'impegno pastorale e della vitalità della Chiesa. L'opera formativa che vi compete deve anche puntare su temi essenziali e presentarli con argomentazioni solidamente fondate, con contenuti chiari e con un linguaggio incisivo e comprensibile. Mi limito a questo richiamo sapendo che poi approfondirete questa esigenza.  

3. Suggerisco due grandi temi da tenere presenti nella nostra proposta formativa, data l'importanza che questi temi hanno, soprattutto oggi.

Penso in primo luogo al tema del senso della vita. Molti fatti ci dicono che manca un preciso senso della vita nei nostri giovani. Pensiamo solo al numero impressionante dei suicidi e dei tentati suicidi  dei giovani, insieme ai decessi giovanili causati da incidenti che sono in realtà dei suicidi mascherati, auto-soppressioni. Si tratta di casi estremi e per di più molto complessi a livello clinico e sociale. Ma non possiamo ignorare questi precisi segnali, insieme a molti altri segnali su cui non ci soffermiamo. Non possiamo restare passivi dinanzi a questa triste realtà che la cronaca riferisce ogni giorno.

La questione del senso della vita non è una questione teorica, astratta. È una questione vitale: è in gioco la nostra capacità di amare e la nostra fiducia nel sentirci amati. Senso della vita e amore sono le due facce della stessa medaglia. Allora si tratta di aiutare i giovani a riflettere sul mistero della propria esistenza e sulla chiamata che interpella ognuno di noi. È urgente comprendere la vita come 'missione' che si è chiamati a svolgere. È decisivo recuperare l'amore, l'amore da accogliere ' siamo amati ' e l'amore da donare ' siamo chiamati ad amare. Questo vuol dire fissare poco alla volta lo sguardo sul volto di Cristo. In lui trova piena luce il mistero dell'uomo (cf Gaudium et Spes, n. 22). Intorno a questo tema, vengono a trovare sintesi i contenuti fondamentali della nostra fede, con un legame intime tra cristologia e antropologia, in una prospettiva esistenziale. Gesù nella sua piena libertà ha consegnato la sua vita per donarci il suo amore, per renderci figli del Padre, per offrirci la salvezza. Così ci ha manifestato il volto di Dio nostro Padre, così ha realizzato il senso profondo della sua esistenza, manifestandoci il volto di Dio come nostro Padre.

4. Un'attenzione del tutto particolare deve essere rivolta al tema della verità. È da sempre una questione fondamentale, ma lo è ancor più oggi in quanto siamo inseriti all'interno di un contesto sociale e culturale che sembra voler dimenticare il tema della verità. Ricordo solo il saggio di uno studioso francese, Gilles Lipovetsky, intitolato L'era del vuoto. Saggi sull'individualismo contemporaneo. Proprio la scarsa attenzione alla verità ' secondo lo studioso ' fa crescere fortemente l'individualismo e il narcisismo. Ma fa anche crescere il desiderio di sbeffeggiare, di trasgredire, di demolire. Il catechista deve avere la passione per la verità, come esigenza dell'amore. La verità deve riprendere il suo posto e la sua coerente collocazione nella formazione, e, ancor prima, nella nostra vita perché solo così possiamo vivere un'esistenza carica di senso. Altrimenti si cade nell'insignificanza.

5. In connessione con questi due grandi temi, da tenere presenti come orizzonte del nostro impegno di catechesi, sottolineo l'esigenza di trasmettere la fede cristiana in modo integro.  Ciò vuol dire che la fede della Chiesa deve essere trasmessa nella sua interezza, senza trascurare nessuna delle sue fondamentali articolazioni. La trasmissione della fede è integra se corrisponde alla grande tradizione della Chiesa. Prendiamo il Catechismo della Chiesa Cattolica, che è frutto del Concilio ed è fedele alla tradizione catechetica. Al n. 13 vengono indicate queste quattro articolazioni della fede cristiana: 'Il piano di questo catechismo si ispira alla grande tradizione dei catechismi che articolano la catechesi attorno a quattro riferimenti fondamentali, che sono come i 'pilastri' che sostengono la fede cristiana: la professione della fede battesimale (il Simbolo), i sacramenti della fede, la vita di fede (i comandamenti), la preghiera del credente (il 'Padre nostro')'.

6. Sempre nel Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 5, troviamo l'invito a trasmettere la fede in modo organico: 'La catechesi è un'educazione della fede dei fanciulli, dei giovani e degli adulti, la quale comprende in special modo un insegnamento della dottrina cristiana, generalmente dato in modo organico e sistematico, al fine di iniziarli alla pienezza della vita cristiana'. L'organicità della trasmissione della fede è l'armonia interna alla fede cristiana. Perché la fede non è la giustapposizione di tante verità, ma è una narrazione che si sviluppa, come una vera e grande sinfonia che sviluppa il nucleo centrale della melodia, ripresa in forme diverse. 'Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana'. Così afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 234), che aggiunge: 'Il mistero della Santissima Trinità è il mistero di Dio in se stesso. È quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina. È l'insegnamento più fondamentale ed essenziale nella 'gerarchia delle verità' di fede [Congregazione per il clero, Direttorio catechistico generale, 43]. 'Tutta la storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato' [Congregazione per il clero, Direttorio catechistico generale, 43]'.

Noi siamo stati battezzati 'nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo'. Nel Credo (il Simbolo niceno-costantinopolitano) professiamo la fede in Dio Padre, la fonte dalla quale tutto proviene (Creatore del cielo e della terra), in Gesù Cristo che con la sua morte e risurrezione è al centro della storia della salvezza, nello Spirito Santo, la guida che realizza il disegno di salvezza.

Nella liturgia eucaristica, fonte e vertice di tutta la vita della Chiesa, noi celebriamo il mistero di Dio che vuole la nostra salvezza. 'Nella Santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua' (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1324), per cui 'tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati'.

La preghiera eucaristica termina con queste parole che trasformano in azione di grazia e in preghiera il Simbolo della fede: 'Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria, per tutti i secoli dei secoli. Amen'. Tutto è orientato e finalizzato a Dio Padre onnipotente. Tutto ha principio ed origine da Lui. Ogni realtà è a suo onore e a sua gloria, per sempre. Nel rapporto vitale con Cristo ' espresso con tre preposizioni: per, con, in ', l'uomo entra in relazione intima e profonda con il Padre ed è animato dalla vita nuova dello Spirito Santo. Gesù Cristo è l'unico mediatore fra il Padre e l'uomo: nella sua risurrezione, tutti noi siamo risorti con lui. Egli è la primizia della vita nuova secondo il progetto del Padre, vita resa nuova dalla grazia della salvezza in Cristo. Insieme a Lui, siamo invitati a partecipare, come figli nel Figlio, alla stessa relazione che il Verbo ha col Padre nello Spirito Santo.  La nostra vita, voluta da Dio (non siamo nati per caso, ma per amore) ha in sé un senso che il Padre stesso ha inscritto: Dio ha pensato a ciascuno di noi, Dio ama ciascuno di noi. Questo significato è Gesù Cristo: noi siamo pensati come figli in rapporto al Figlio. Per cui, nel progetto stesso della nostra vita voluta da Dio, vivere significa vivere come Gesù Cristo, vivere in Cristo e con Cristo. La vita cristiana non è altra cosa dalla vita umana: è la stessa vita umana vissuta secondo la modalità vera che porta con sé, in quanto pensata e decisa dalla paternità di Dio, e cioè in  Cristo Gesù. Grazie allo Spirito che porta a compimento la vita nuova, abbiamo la grazia di corrispondere al progetto di Dio su di noi, di vivere cioè come cristiani, e cioè come figli di Dio.   

7. A voi, cari catechisti, è affidato questo compito di trasmettere la fede in modo completo e in modo organico. È la missione di tutti i catechisti, una missione che svolgiamo grazie allo Spirito Santo.  Aiutiamo gli uomini a credere che Gesù è il Figlio di Dio e così, mediante la fede, abbiano la vita nel suo nome. Aiutiamo i ragazzi, i giovani, ma spesso anche gli adulti, a capire in che senso la dottrina cristiana è come una stupenda sinfonia che sviluppa questo unico tema: in Cristo Gesù noi siamo figli amati da Dio, incamminati verso la pienezza dell'amore, nel mistero dell'amore trinitario di Dio.



30/09/2011 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO