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MINISTRI  STRAORDINARI
DELLA  COMUNIONE

 


Un compito da esercitare con gioia e con amore

  

Molti parroci hanno già provveduto al rinnovo dei tesserini dei ministri straordinari per la distribuzione della Comunione. Altri potranno avviarlo nei prossimi mesi; si ricordano le norme attuali.

  

Un ministero che sta crescendo e diffondendosi nelle nostre comunità parrocchiali è quello dei Ministri straordinari per la distribuzione della Comunione.

Il Sinodo Diocesano, che regola l’affidamento di questo incarico straordinario, sollecita che questo servizio sia affidato a persone degne e preparate e venga svolto nel rispetto delle leggi della Chiesa, che lo regolamentano. L’Ufficio Liturgico Diocesano si occupa di preparare e curare la formazione delle persone candidate. In pratica si richiede:

- una preparazione spirituale e pastorale adeguata da parte dei candidati e un effettivo coinvolgimento nella vita della Parrocchia; questa preparazione è facilitata anche dalle iniziative che periodicamente vengono organizzate a livello diocesano;

- il parroco presenta la domanda all’Ufficio Liturgico, specificando i motivi della richiesta e la necessità pastorale, fornendo le necessarie informazioni sul candidato, e corredandola con il parere del Consiglio Pastorale Parrocchiale;

- la pratica viene esaminata dall’Ufficio Liturgico il quale prepara il tesserino, che viene firmato dal Vescovo e consegnato al Parroco. Dopo aver fatto una opportuna catechesi ai fedeli della parrocchia, il parroco conferisce il “mandato” al candidato in una celebrazione festiva;

- l’incarico viene conferito per un triennio ed è rinnovabile, senza ripetere il rito della istituzione;

- il ministero straordinario può essere esercitato esclusivamente nell’ambito della parrocchia in cui è stato conferito e in accordo con il Parroco. Chi opera presso la Cappellania dell’Ospedale di Asti o presso Case di Riposo dipende direttamente dal Cappellano.

 

Il ministro straordinario della Comunione ha quindi facoltà di:

- distribuire la S. Comunione durante la S.Messa quando il numero dei fedeli è tale da far prolungare eccessivamente la celebrazione e quando contemporaneamente non siano presenti altri sacerdoti o diaconi;

- portare la S.Comunione al domicilio di persone anziane o ammalate che non possono recarsi in Chiesa;

- esporre pubblicamente all’adorazione dei fedeli la Santissima Eucarestia nell’ostensorio o deponendo la pisside sull’altare e ricollocandola al termine nel tabernacolo;

 

Non si tratta soltanto di una organizzazione tecnica per rendere più spedito il servizio, ma è soprattutto un gesto di corresponsabilità con un contenuto profondamente ecclesiale e di coinvolgimento totale delle persone in un impegno spirituale.

  

                                                                        don Severino Ramello

 

 

 
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