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Comunicazioni sociali

Vescovo secondo il Concilio   versione testuale
I pellegrini di Ugento a Molfetta, sulle orme di don Tonino.

Il disagio di una giornata fredda e piovosa è stato compensato dalla intensità di relazioni e di emozioni per i 300 pellegrini arrivati dalla diocesi di Ugento - S. Maria di Leuca a ripercorrere i passi di don Tonino Bello, loro conterraneo e nostro compianto vescovo. 
Coordinati dal presidente della Fondazione Don Tonino, dott. Giancarlo Piccinni, da don Gigi Ciardo e da Marcello e Trifone Bello, la carovana dei 5 pulman è giunta a mezzogirono di domenica 18 novembre a Ruvo, presso la Comunità CASA, quale prima tappa dell'itinerario desiderato dai vescovi Mons. Vito Angiuli e Mons. Luigi Martella, per ricordare insieme i 30 anni dall' ordinazione episcopale (30/10/1982) e dall'ingresso di Mons. Bello nella diocesi di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi (21 novembre 1982), mentre ci apprestiamo a celebrare i 20 anni dalla sua dipartita (20 aprile 2013).
Mons. Martella con don Michele Stragapede, responsabile della Comunità, hanno accolto gli ospiti ripercorrendo le tappe di fondazione della Comunità, da 25 anni sita nell'antica Villa Jatta sul territorio premurgiano ruvese, voluta da don Tonino quale segno visibile della sollecitudine verso quelle "pietre di scarto" che, se accompagnate adeguatamente in un percorso di recupero, possono tornare ad essere "pietre vive" di quell'edificio umano, sociale e spirituale che ciascun uomo rappresenta. E sono centinaia i giovani restituti alla vita piena dopo il percorso terapeutico nella CASA nei suoi 28 anni di fondazione. I pellegrini salentini hanno potuto visitare gli ambienti e interagire con i giovani in terapia e gli operatori, i quali hanno condiviso anche il frutto del loro lavoro terapeutico: prodotti caseari, agricoli, artigianali.
Poi la carovana si è spostata a Molfetta, dove nella Basilica Madonna dei Martiri don Mimmo Amato, vicario generale e vicepostulatore della Causa di canonizzazione, ha richiamato la devozione mariana di don Tonino, testimoniata dai numerosi e intensi scritti mariani come anche dai viaggi intercontinentali che affrontò per andare ad incontrare tutti i "figli" della Madonna dei Martiri sparsi nel mondo (Argentina, Venezuela...).
Anche don Sabino Lattanzio, delegato vescovile nel Tribunale per la Causa, ha portato il suo saluto e la sua testimonianza.
Passando dalla banchina del porto molfettese e dal Duomo, luogo memorabile per la cerimonia funebre del Servo di Dio, i pellegrini si sono radunati in Cattedrale, insieme ai fedeli molfettesi, per la concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Vito Angiuli, il quale nell'omelia ha sapientemente accostato l'esperienza episcopale di don Tonino all'esperienza ecclesiale del Concilio. "Don Tonino, un Vescovo secondo il Concilio". Mettendo in guardia dal rischio che "il riferimento alla persona e al messaggio lasciatoci da don Tonino scivoli nell'ovvio e, progressivamente, si trasformi in una 'fiera delle banalità' fino a diventare altra cosa rispetto al vero suo intendimento", Mons. Angiuli ha tratteggiato tre immagini care al vocabolario di don Tonino, definite "Etica delle tre esse": sentinella, servo, samaritano. In queste tre icone è possibile comprendere il legame intimo tra il Concilio e la sua reezione viva nell'episcopato di don Tonino.
Mons. Martella, nel suo saluto ai convenuti in Cattedrale, presente anche il Sindaco di Alessano dott. Osvaldo Stendardo, si è detto felice e commosso per questo incontro, anche per le sue origini ugentine, e ha richiamato quanto stia a cuore a lui come a tutta la comunità diocesana la testimonianza di Mons. Bello che nel ventesimo anno della morte sarà ampiamente e adeguatamente messa in luce con una serie di eventi programmati, ma soprattutto ha auspicato, senza però poter dare certezze, che il 2013 possa essere l'anno in cui si concluderà la fase diocesana del processo di Canonizzazione.
Nuovo appuntamento tra le due chiese il 17 marzo prossimo ad Alessano, quando sarà la diocesi di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi a recarsi in pellegrinaggio.
 
 
Luigi Sparapano