Come è nata la mia vocazione missionaria? Prima ancora: come è nata la mia vocazione?
Io sono ferrarese, nata da una famiglia umile di contadini. La fede ricevuta come seme, nel battesimo si è sviluppata per merito di mia mamma, ardente guida dell’Azione cattolica femminile.
Per mezzo di una malattia (brucellosi) sono stata ricoverata all’ospedale ed ho conosciuto le Suore della carità. A contatto con queste suore dedite agli ammalati e pregando la loro fondatrice Santa Giovanna Antida Thouret, ho ricevuto la grazia della salute.
Il desiderio di vivere gli insegnamenti del Vangelo e di servire i più poveri era forte in me e così dissi ‘sì’ alla chiamata alla vita religiosa.
Anche una mia sorella si fece Suora Comboniana, prima di me e partì per l’Africa.
Per me era una gioia avere una sorella missionaria, però non mi sentivo di seguirla.
Diplomata maestra d’asilo ho lavorato in varie scuole materne.
Sempre pregavo per mia sorella e per i missionari sperduti nel mondo e, ogni tanto, sentivo una certa voce dal fondo del cuore che diceva: ‘E tu, non vai in missione?’. Avevo subito la risposta per quella voce: "Io? Ma cosa vuoi da me, non vedi che sono debole fisicamente. Darei solo dei problemi alle Suore e poi che cosa posso fare? Ho paura di chiedere e di buttarmi in quello che non conosco, e poi, è missione anche qui…". E così mettevo al silenzio quella voce del fondo, che restava tranquilla per un po’.
L’importante era per me pregare e offrire i miei sacrifici per le Missioni.
Il timore di chiedere di essere trasferita era grande, perciò non mi chiudevo alla volontà di Dio, e così dicevo: "Più tardi, se tu vuoi, Signore, preparami il cammino, dammi la forza necessaria".
Finchè un giorno mia mamma mi chiese di accompagnarla a Roma ad un incontro dei genitori dei missionari, con il Papa, deve essere stato nell’anno 1988-1989 e lì incontrai la Madre generale della nostra Congregazione che,saputo che avevo una suora sorella comboniana in Africa, incominciò a scrivermi con lettere a sfondo missionario che mi davano tanta gioia e audacia missionaria.
Però non decidevo, lasciavo l’iniziativa al Signore.
Mi decisi di fare una Novena alla Vergine Maria e terminata questa, partecipando al pellegrinaggio che la Diocesi di Carpi aveva organizzato,il giorno 8 della Novena mi chiama la superiora Provinciale, Sr. Teresa Augusta Cavazzuti, che a nome della Madre Generale, mi propone di partire per l’Argentina.
Ho pregato e con tutta la mia forza, ho scelto il servizio ai poveri in Argentina.
In quel momento ho sentito una forza superiore a tutte le debolezze che avevo, e ho sperimentato quello che diceva la nostra fondatrice, Sr. Giovanna Antida:
"Quando Dio chiama se lo si ascolta, Lui dà ciò che è necessario".
Così mi sono resa disponibile e come Davide, con solo poche pietre, piccola e debole, ho superato il gigante Golia, così vedevo questa nuova missione, con ciò che comportava: la preparazione, la lingua, il viaggio in aereo, preparare i miei genitori già anziani e il papà malato. Non è stato semplice. Però il Signore aiuta nel momento presente. Vedevo la cosa grande come una montagna da superare; certo con le mie forze era impossibile, però con l’abbandono nel Signore che non si dimentica perfino dei dettagli particolari, io continuerei il viaggio nel più sperduto paese del mondo.
Qui non c’è la possibilità di essere famosi, nessuno ti ringrazia né con le parole, né con i regali. Tutto è dato gratis.
Il seme gettato un giorno crescerà e fiorirà. Io non lo vedrò
la missione
Valieri s. Celestina
HNAS DE LA CARIDAD
2823 CEIBAS
ENTRE RIOS
ARGENTINA
i progetti
Progetto “ OFFERTA ARGENTINA ” qualsiasi offerta è ben accetta per il mantenimento di questa missione appena aperta.