Lunedì 23 Maggio 2022 Liturgia di oggi
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Saluto del Vescovo alla Diocesi



Carissimi fratelli e amici di Agrigento,

     con questo primo messaggio busso ai vostri cuori e porgo a tutti il mio affettuoso saluto.
E grande la mia gioia, ma altrettanto grande la mia tre-pidazione. nel sapere che tra non molto vi incontrerò e presso di voi inizierò il mio ministero episcopale.

Da quando ho appreso di essere vostro Vescovo ho chiesto e continuo a chiedere al Signore - non lasciatemi. però solo in questa preghiera - la fedeltà alla Sua volontà. che vorrò esprimerGli vivendo il mio si come gesto di servizio premuroso e cordiale per voi. che mi siete già cari.
Mi unisco alla vostra gratitudine, dicendo il mio grazie a S. E. Mons. Carmelo Ferrare, guida e pastore autorevole e instancabile per ciò che. con zelante e amorevole saggezza. ha compiuto e realizzato per voi. tra voi e con voi. offrendovi forte testimonianza di fede e di amore.

Mi è noto il succedersi costante, in mezzo a voi. di sorprendenti personalità nel pensiero, nell'arte, nella fede. Ammiro le vostre realizzazioni di convivenza civile e di solidarietà cristiana. Anch'io mi sento parte di tutte quelle strategie di giustizia e di amore, che tendono ad assicurare soluzioni eque e durature ai molti e vari problemi che sollecitano la nostra Chiesa.
Con l'aiuto di Dio, tocca a me condividere con voi la vita, la fede, l'amore in un cammino che desidero pieno di speranza per tutti. Metto a vostra disposizione il mio cuore di fratello e di padre, con la speranza di essere sempre capace di quei comportamenti amorevoli, intelligenti e premurosi che sono propri del pastore. Chiedo al Signore un cuore grande, che superi i miei limiti, e nel quale ognuno abbia la certezza di avere un posto.
Il mio pensiero va ai presbiteri, dai più anziani ai più giovani, e ai diaconi. Siete la mia più grande speranza, gli insostituibili collaboratori e necessari compagni di ministero. Siete al primo posto nelle mie attenzioni e cure. A voi chiedo generosa e singolare disponibilità.

Saluto affettuosamente le religiose, i religiosi, le comunità di vita contemplativa a e quanti nella Chiesa vivono la loro consacrazione. Mi auguro che, nel rispetto della vocazione e dei carismi di ciascuno, insieme ci troveremo impegnati nell'edificazione della famiglia dei figli di Dio. Vi considero prezioso sostegno al mio ministero di Vescovo.
Penso con grande simpatia e dico il mio affetto ai seminaristi che sento già vicini e ai quali chiedo di fare altrettanto con me. Siete il futuro luminoso della nostra Chiesa.

Saluto quanti condividono la fede e la vivono nella famiglia, negli ambienti di lavoro, della cultura, della politica. In modo particolare saluto coloro che svolgono i vari ministeri nella comunità: gli operatori impegnati nella pastorale, i mèmbri di associazioni, di movimenti, di aggregazioni e delle confraternite. Siete la prima linea della pastorale diocesana.
Un caro abbraccio ai giovani, agli adolescenti e ai ragazzi, protagonisti vivaci nella vita ecclesiale, presenza e dono gioioso a chi è più avanti nell'età. Siete nella Chiesa ali che aprono al futuro, tingendolo di speranza.

Con rispetto saluto quanti non si sentono della famiglia ecclesiale, o sono fratelli di altre confessioni cristiane, o appartenenti ad altre religioni. Spero possibile il dialogo nel nome del comune impegno per l'uomo e per la valorizzazione della vita.

Un abbraccio speciale, forte, caldo e affettuoso a coloro che, per diversi motivi, sono provati dalla sofferenza: i malati nel corpo e nello spirito, gli anziani sopratutto se soli, le famiglie in difficoltà sia economica che affettiva, i giovani e meno giovani privi di lavoro e di speranze... A voi tutti prometto particolare attenzione e servizio.

Un saluto deferente va alle autorità che nei diversi settori della vita sociale, politica, culturale, economica, lavorativa e sindacale sono impegnati nel servizio alla comunità civile.

Dico grazie per quanto fanno per la popolazione e il territorio agrigentino, che a me sta a cuore come a loro. Manifesto a tutti e a ciascuno il mio sincero desiderio di collaborare in cordialità e nel pieno rispetto della reciproca autonomia.
Inizierò il mio ministero certo di poter contare sulla disponibilità, sulla fiducia, sulla fede e sulla preghiera di tutti. Sosteniamoci e aiutiamoci a tenere il cuore aperto alla speranza, condividendo la ricchezza della Parola, del Pane eucaristico e della volontà di testimoniare l'amore di Dio.

L'amore, misura ed espressione visibile della nostra fede, sia l'anima della nostra comunione, cosi da confermarci comunità riconoscibile e desiderata da tutti, come fu la prima comunità di cui parlano gli Atti. La missione sia poi il nostro modo generoso, normale ed essenziale di essere.

Vi chiedo come S. Agostino, di aiutarmi "con la vostra preghiera e obbedienza. affinché trovi la mia gioia, non tanto nell'essere vostra guida, quanto nell'essere vostro utile servitore".
Mi piace pensandovi con affetto, dedicare a voi le parole rivolte da S. Ignazio di Antiochia alla Chiesa di Smirne:
"Essa ha ottenuto per divina misericordia ogni grazia, è piena di fede e di carità e nessun dono le manca. E degna di Dio e feconda di santità. Ringrazio Gesù Cristo Dio che vi ha resi così saggi".

La gloriosa tradizione e la luminosa ed esemplare santità della storia della Chiesa che è in Agrigento le ho apprezzate e conosciute anche attraverso il cuore e le parole di Mons. Francesco Fasola, Vescovo Ausiliare della Diocesi, di cui ho avuto la gioia di essere stato segretario. Vorrò stare - è il mio desiderio - tra voi e con voi, con lo stesso zelo del Servo di Dio, per confermare in tutti la consolazione e l'amore di Dio.

È grande l'impazienza di incontrarvi e di conoscervi!
Nell'attesa affido alla Vergine Santissima, madre della Chiesa, a S. Gerlando e a S. Libertino, voi e il mio ministero episcopale.
Dio, Padre della gioia e della misericordia, ci benedica e ci accompagni.
Vi abbraccio tutti con la mia benedizione.

Messina. 23 febbraio 2008

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