PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia della 12ª domenica del tempo ordinario

Cattedrale


Letture: Ger 20, 10-13; Rom 5, 12-15; Mt 10, 26-33
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. Risuona nel Vangelo che abbiamo ascoltato la voce di Gesù che dice: “non abbiate paura”. Il suono di questa voce entri in noi, nel nostro cuore: “Non avere paura”. È l’esortazione che troviamo spesso nel Vangelo. In questa occasione l’invito è rivolto agli apostoli che sono inviati in missione: Gesù, nel cosiddetto ‘discorso missionario’, li istruisce e li prepara in particolare ad affrontare le difficoltà che incontreranno annunciando il Vangelo.
La grande grazia di continuare la missione stessa di Gesù, cioè annunciare la lieta notizia che il regno dei cieli è vicino, si confronta con molte difficoltà: ogni discepolo missionario dovrà tener conto dell’indifferenza e del rifiuto di molti, fino all’ostilità e alle persecuzioni. Così è avvenuto per Gesù, mandato dal Padre, così è avvenuto e avviene per coloro che sono mandati da Gesù.
Perché l’annuncio e la testimonianza che Dio ci ama e vuole la nostra salvezza non avvengono con la  forza e la potenza, ma con l’invito a credere e a convertirsi, ad avere cioè fiducia in Dio e a cambiare vita per entrare nella logica nuova dell’amore. Tutto questo va sempre controcorrente e quindi le difficoltà non mancano mai. Possiamo dire che tutto questo fa parte della nostra vita di cristiani, perché tutti i cristiani sono chiamati e mandati ad annunciare e a vivere il Vangelo della gioia nella quotidianità della vita.    
  
2. Ci chiediamo allora come possiamo vincere la paura. Gesù ci invita innanzi tutto ad avere fiducia in Dio. Ascoltiamo: “Non abbiate paura degli uomini, poiché non vi è nulla di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto”. È la fiducia in Dio che ci consente di dire il Vangelo senza paura, di testimoniarlo con sereno coraggio, senza timore e, ancor più, senza vergogna. Perché il cristiano sa di poter contare su Dio sempre e in ogni circostanza, felice o triste. Dio scaccia dal cuore la paura perché siamo importanti ai suoi occhi: siamo suoi figli. Possiamo sempre contare sull’amore del Padre che ci conosce e ci ama. Gesù richiama una realtà piccola come quella di due passeri che tuttavia non sfugge all’occhio di Dio, per dirci che noi siamo assai più preziosi agli occhi e al cuore di Dio.
Anche se si incontrano resistenze ed opposizioni, non dimentichiamo che il Vangelo di Gesù scaturisce dal cuore stesso di Dio, per cui ha il buon sapore della vita vera, ha in sé il contagio buono della gioia e dell’amore. Lo stesso cuore dell’uomo, pur duro e chiuso, non è mai del tutto insensibile al fascino della vita buona del Vangelo.
Inoltre possiamo vivere con più fiducia riconoscendo una verità che troppo spesso dimentichiamo. Le difficoltà fanno parte della vita, di ogni vita. Accogliere nella fede queste difficoltà vuol dire ravvivare la fede in Dio che ci ama, sapere che le prove sono l’occasione per verificare la nostra fede e provarne l’autenticità. Proprio le prove ci aiutano a diventare più maturi, più convinti della grazia di credere in Dio e più desiderosi di far conoscere l’amore di Dio. Abbiamo ricevuto un grande dono del tutto gratuito che è la nostra forza nell’ora della prova: non siamo mai dimenticati, ma siamo sempre assistiti dalla sollecitudine premurosa del Padre che ci aiuta ad andare controcorrente.  
 
3. Infine Gesù presenta un ulteriore motivo per vincere la paura, e cioè lo sguardo rivolto a ciò che veramente conta, cioè la salvezza che è il dono di Gesù nostro Salvatore. Di questo dono prezioso siamo poco consapevoli, per questo dobbiamo ricordare quanto Gesù ci dice: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno il potere di uccidere l’anima”. Le nostre paure provengono spesso da preoccupazioni assai piccole e limitate: la paura di perdere le cose, qualche bene mate­riale o qualche vantaggio, dimenticando però ciò che veramente conta, la nostra libertà e serenità interiore, la nostra anima, la comunione con Dio che già ora sperimentiamo vivendo nell’attesa della comunione piena con Dio e con i fratelli.      
Mentre risuona in noi l’esortazione di Gesù: “non abbiate paura”, chiediamo la grazia di essere discepoli fedeli al Signore e testimoni del Vangelo della gioia riconoscendo in qualunque circostanza il grande dono di essere sempre uniti a Lui. Amen.  



21/06/2020 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO