PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

OMELIA DELLA 6ª DOMENICA DI PASQUA

Cattedrale


Letture At 8, 5-8.14-17; 1Pt 3, 15-18; Gv 14, 15-21
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
Il brano del Vangelo di questa 6ª domenica di Pasqua ci riporta ancora al cenacolo. Le parole di Gesù durante l’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli sono il suo testamento che affida ai suoi amici prima della sua passione e morte. Il cuore dei discepoli è pieno di commozione e di preoccupazione: sanno che sono le ultime parole del loro Maestro e Signore. Il momento è drammatico, il cuore è turbato e triste. Gesù allora si rivolge ai suoi amici invitandoli a riconoscere di essere amati e ad amare e poi promettendo la sua continua presenza.
 
L’amore è la parola fondamentale del ‘discorso di addio’ di Gesù. Nel breve brano di oggi, la parola ‘amore’ è all’inizio e alla fine: “se mi amate, osserverete i miei comandamenti”; “chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.     
Gesù ci rivela il cuore di Dio che è amore: è il mistero di Dio che si rivela donandosi. Gesù, che è il dono del Padre per noi, ci assicura che la vita è il dono dell’amore di Dio, è il dono più prezioso che sgorga dal suo amore. Gesù ci garantisce che noi siamo amati dal Padre che desidera per noi la vita nella sua pienezza, che è molto di più della semplice esistenza terrena. 
“Se mi amate”, dice Gesù che amato noi. Accogliamo in noi il suo amore con cuore grato per corrispondere al suo amore vivendo il comandamento nuovo.  
Non possiamo dimenticare una caratteristica particolare dell’amore che Gesù ci rivela e ci dona. Gesù ha lavato i piedi e ha detto: anche voi fate così. La vita nuova dei discepoli non consiste tanto nelle parole, ma nella concretezza della vita quotidiana. La rivelazione di Gesù non è un messaggio basato sulle idee, pur belle e importanti. Il suo messaggio è basato sulla carità concreta, sul dono di sé: così è stata la vita di Gesù, così è la vita dei suoi amici, dei suoi discepoli.
Ecco il suo comandamento, il comandamento nuovo: l’amore a Dio e al prossimo. E ancora: “amatevi come io ho amato voi”.
Nell’amore incontriamo il Signore, nella pratica dell’amore avvertiamo la sua presenza: vi è il Signore nel cuore che pulsa di amore per venire incontro alle necessità e ai bisogni dei fratelli. 
Anche noi, come i discepoli nel cenacolo, accogliamo e mettiamo in pratica il testamento di Gesù. La nostra vita è trasformata se l’amore del Signore è al centro della nostra vita, se l’amore per i fratelli si esprime in parole e gesti di attenzione e di servizio dei fratelli, specialmente i più bisognosi di sostegno e di consolazione.
 
In secondo luogo nel brano del Vangelo di questa domenica vi è la grande promessa che Gesù rivolge ai suoi discepoli: “Non vi lascerò orfani”. È fondamentale questa promessa, fonte di consolazione e di speranza. I discepoli temevano di essere lasciati soli, ma Gesù promette che non saranno abbandonati perché riceveranno “un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre”, un altro avvocato, un altro consolatore. Se viene meno la sua presenza visibile, Gesù si rende presente in modo diverso da prima, con una nuova presenza assicurata dallo Spirito Santo. Egli fa vivere in noi l’amore di Dio, è luce e forza nelle prove della vita. Lo Spirito ci insegna, come maestro interiore, a vivere bene camminando sulla strada della vita, ci dona le motivazioni di ciò che facciamo e di ciò che vogliamo essere per vivere come figli amati da Dio.
 
Le parole di Gesù sono fondamentali per il nostro cammino bisognoso di luce, di conforto, di speranza. Meditiamole nel nostro cuore con senso di fede: non siamo abbandonati a noi stessi, anche se a volte possiamo sentirci soli; non siamo in balìa delle onde, anche se il mare è spesso agitato. Non siamo orfani, siamo invece un popolo in cammino, il popolo del Signore che vive in comunione con Dio e con tutti.
Se ascoltiamo lo Spirito Santo, diventiamo capaci di vivere nella carità di Cristo, evitando le polemiche, le invidie, le gelosie che fanno male a tutti per camminare insieme nella concordia e nella pace.
In questo mese di maggio ci affidiamo alla Vergine Maria, che è stata docile allo Spirito Santo, perché interceda per noi per diventare anche noi docili allo Spirito di amore e di verità e crescere nell’amore verso Dio e verso i fratelli.



17/05/2020 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO