PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

OMELIA DELLA 4ª DOMENICA DI PASQUA

Cattedrale


Letture: At 4, 8-12; 1Gv 3, 1-2; Gv 10, 11-18  
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. Questa quarta domenica di Pasqua viene detta “domenica del Buon Pastore”, perché Gesù, nel brano evangelico, si presenta con l’immagine del pastore buono.  
È un’immagine molto cara alla tradizione religiosa del popolo di Israele, ove il pastore era una figura familiare: le pecore da portare al pascolo facevano parte della vita quotidiana. Nelle poesie e nelle preghiera della Bibbia non è stato difficile rappresentare Dio come pastore che guida il suo popolo partendo proprio dal pastore che cura le sue pecore: sono il suo bene, anzi potremmo dire che sono la sua vita. Spesso nei salmi – che sono preghiera e poesia – ci si rivolge a Dio chiamandolo il pastore del popolo. Ricordiamo lo splendido salmo 22 che la liturgia di oggi ci ha presentato: “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce”. È un inno pieno di gioia e di fiducia nel Signore che ha cura della vita del suo gregge, lo porta al pascolo e lo protegge dalle avversità. Questa immagine così viva nella Bibbia è un invito a riconoscere la presenza di Dio nella nostra vita quotidiana: Dio è il pastore che non ci abbandona mai e ci guida sempre per il giusto cammino.   
 
2. L’immagine biblica del pastore viene ripresa da Gesù per rispondere alla domanda circa la sua missione e la sua identità che i farisei gli avevano rivolto: “Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente” (Gv 10, 24).
Gesù risponde applicando a sé l’immagine del pastore buono. La risposta è molto chiara: è la rivelazione di Gesù che appare sconcertante alle orecchie dei farisei, soprattutto se teniamo presente il contesto in cui Gesù parla. Questa rivelazione è avvenuta a Gerusalemme, in occasione di una festa importante, la festa delle Capanne, che ricorda il lungo pellegrinaggio del popolo nel deserto. Il popolo riconosce che si è salvato grazie alla continua guida del Signore che, come pastore, ha accompagnato il suo popolo. Si tratta dunque di un contesto molto significativo in cui la rivelazione di Gesù come pastore assume un particolare risalto.
Gesù rivela così la sua missione: egli è stato mandato da Dio per essere il pastore che guida le pecore, le conosce una ad una, le chiama per nome fino a donare la sua vita per la vita delle pecore.
“Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”: così Gesù manifesta tutto il suo amore per noi, per ciascuno di noi. Chi ascolta la sua voce e lo segue, cammina insieme a Lui e viene condotto verso la vita nella sua pienezza, nell’amore di Dio.
 
3. Nel Vangelo troviamo una seconda immagine, quella della porta. Gesù dice: “Io sono la porta delle pecore, se uno entra attraverso di me, sarà salvato”, avrà la vita in abbondanza, la vita piena e definitiva.
Anche questa immagine è significativa: ci invita a riconoscere che Gesù è la porta sempre aperta per accoglierci e ospitarci, per donarci la sua amicizia e il suo amore. Egli è la porta della vita perché ha offerto la sua vita per noi, una vita che conduce alla salvezza.   
Le due immagini del pastore e della porta ci aiutino a vivere con fiducia il nostro rapporto con il Signore Gesù: egli è il Risorto che cammina con noi nelle prove della vita, non ci ha lasciati soli ma ci accompagna e ci sostiene nel nostro cammino.    
 
4. In questa domenica del Buon Pastore, siamo invitati a pregare per le vocazioni. Innanzi tutto per le vocazioni sacerdotali: il Signore ci mandi buoni pastori, ne abbiamo grande bisogno per il nostro cammino. Il Signore sostenga con il suo aiuto quanti sono chiamati a servire il suo popolo perché siano generosi e fedeli nel seguire la sua voce.
Pregando per le vocazioni sacerdotali, non dimentichiamo che siamo tutti chiamati ad ascoltare la voce del pastore che ci conduce alla vita buona, alla vita santa di Dio. La chiamata è rivolta a tutti. Ogni cristiano ascolta la voce di Gesù e diventa a sua volta ‘pastore’. Come genitori, come educatori, come adulti che si impegnano nei vati ambiti della vita, siamo chiamati ad aiutarci per camminare insieme per una vita buona, addirittura per donare la nostra vita a coloro che ci sono affidati.
Non si vive solo per se stessi, ma si vive sempre con gli altri e per gli altri. Così ha fatto Gesù, Buona Pastore e così fa chi ascolta la sua voce vivendo nell’amore verso Dio e verso i fratelli. Amen.
 
 



03/05/2020 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO