PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia della Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Cappella vescovile,


Letture: Is 50, 4-7; Fil 2, 6-11; Mt 26,14 - 27,66
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle 
 
1. La settimana che iniziamo con la Domenica delle Palme è detta ‘santa’ perché commemoriamo e celebriamo la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. La celebrazione liturgica ci coinvolge non come semplici spettatori, ma come protagonisti che fanno parte del grande mistero: il mistero della vita, il mistero della sofferenza e della morte, il mistero dell’amore. É l’amore che dà pienezza di senso a tutto, alla vita e alla morte. Gesù Cristo ci rivela questo grande mistero. 
Abbiamo ascoltiamo con commozione il racconto degli eventi decisivi che riguardano la sua vita, la sua entrata in Gerusalemme e poi la sua passione e la sua morte in croce. Non siamo spettatori e non siamo neppure solo ascoltatori di un evento che è capitato, siamo noi stessi protagonisti, coinvolti in questo evento, perché Gesù ha offerto la sua vita per ciascuno di noi e per tutta l’umanità. In Cristo crocifisso vi è il cuore crocifisso degli uomini e delle donne, in Cristo risorto vi è la luce che illumina anche i momenti più bui della vita e della storia. Con fede accompagniamo il Salvatore nella via dolorosa che egli ha percorso per amore.
 
2. Nel brano del Vangelo che racconta l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, riviviamo l’incontro di Gesù con la folla di Gerusalemme, la città sulla quale ha versato le sue lacrime. Con la folla, anche noi accogliamo colui che “viene nel nome del Signore”. I rami di ulivo esprimono questo desiderio di accogliere Gesù che viene incontro a noi, che si fa vicino alle nostre famiglie, alla nostra città e alle nostre comunità per donarci la speranza e la forza per vincere il male, per donarci il suo amore che ci salva. In questa lunga quarantena dovuta all’emergenza sanitaria, non possiamo distribuire l’ulivo, ma la benedizione che ho dato a questi rami di ulivo e a questa palme intrecciate arriva nelle vostre case, scende su di voi e sul ramo di ulivo o su una pianta o fiore che avete scelto. Conservatelo come segno della benedizione ricevuta, come segno del desiderio di accogliere il Signore Gesù nella nostra vita, come segno di una cura più attenta del nostro rapporto con Dio e con gli uomini. L’ulivo è il simbolo della pace, della riconciliazione tra cielo e terra.   
 
3. Le parole dell’apostolo Paolo ci introducono al racconto della passione di Gesù: “svuotò se stesso assumendo una condizione di servo” (...), “umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce”. Lasciamoci toccare da Gesù che si fa servo per servire noi, dalla sua umiliazione, dal suo svuotamento, dal suo silenzio: egli ha scelto di camminare sulla via dell’amore che passa attraverso la croce. Gesù si carica del peccato del mondo e delle sofferenze dei fratelli, si fa carico del male e lo attraversa, dona la sua vita fino a svuotare se stesso per fare spazio a Dio e a noi. Questa via dell’amore è la via della fede che Gesù percorre con fiducia, in silenzio, senza chiedere niente per sé.
Così Gesù apre per noi la via della fede. Dietro a Lui, cammina sua Madre, Maria: è la prima che lo segue  percorrendo la via della fede con il suo cuore trafitto. E poi, dietro a Maria, quante donne e quanti uomini hanno camminato nella fede e nell’amore in mezzo agli avvenimenti dolorosi della vita. La croce è sempre dura per tutti; è sempre motivo di scandalo per tutti. Ma la notte del dolore, attraversata con fede e con amore dietro a Gesù, ci incammina verso l’alba della risurrezione. Colui che è stato crocifisso è risorto, è vivo e ci fa partecipi della sua vittoria sul male e sulla morte. 
In questi giorni di tanta oscurità e di molta sofferenza, in cui tocchiamo con mano la nostra povertà e fragilità, volgiamo il nostro sguardo a Cristo, morto e risorto. Anche noi, con il cuore che soffre, camminiamo come la Vergine Maria al seguito di Gesù e chiediamogli di illuminare la nostra vita, di infonderci la speranza e di donarci la forza per vincere ogni male.  



05/04/2020 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO