PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia della 5ª domenica del tempo ordinario. Giornata mondiale contro la tratta di persone.

Cattedrale


Letture: Is 58, 7-10; 1Cor 2, 1-5; Mt 5, 13-16
 
Carissimi fratelli, carissimi fedeli
 1. “Voi siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo”: sono le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli dopo aver annunciato le Beatitudini. Possiamo immaginare la sorpresa di questi discepoli, alcuni dei quali erano semplici pescatori prima di incontrare Gesù. Ma lo stupore è anche nostro, perché le parole di Gesù sono rivolte non solo ai discepoli di allora, ma anche ai discepoli di oggi, a ciascuno di noi e a tutta la comunità cristiana. Anche noi restiamo stupiti e sconcertati. Ma questo è il ‘Vangelo’ di Gesù, la buona notizia che sempre sorprende. Chi ascolta Gesù e accoglie la sua parola, cammina con Lui e partecipa della sua luce e della sua sapienza.
Sono significative le immagini della luce e del sale. La luce viene da Dio, è fonte di vita e di gioia. Ricordiamo il racconto della creazione: “Dio disse: sia la luce”. Il salmo 26 proclama: “Il Signore è mia luce e mia salvezza”.
Anche l’altra immagine, quella del sale, è densa di significati nella tradizione biblica. Se la luce è vita, il sale conserva la vita, dà sapore al cibo e lo preserva dalla corruzione. È anche simbolo della sapienza e della conoscenza, in quanto non dà sapore solo al cibo ma anche alla vita, la rende gustosa. Anche la sapienza viene da Dio, come da Dio viene la luce. Possiamo dire: la luce illumina la vita, il sale la preserva dal male e la riempie di gusto, di senso.
Ecco la grazia e la bellezza di essere cristiani: il Signore Gesù fa diventare figli di Dio coloro che accolgono e vivono le Beatitudini. Così la nostra vita è resa luminosa da Cristo che è la luce del mondo. Questa grazia che ci è donata diventa la nostra vocazione, la nostra missione, il nostro servizio in questo mondo: la nostra vita, con le parole e con le azioni, diventa a sua volta luce e sale per i fratelli e le sorelle, aiutandoli a fare esperienza della bontà di Dio.    
 
2. Mentre rendiamo grazie al Padre, accogliamo l’invito che il Signore Gesù ci rivolge: siamo chiamati ad essere un riflesso della sua luce con le nostre parole e i nostri gesti, con le nostre “opere buone”. Perché “non si accende una lampada per metterla sotto il moggio”, per nasconderla. È un chiaro invito a non diventare spenti e insipidi, senza luce e senza sapore. Ascoltiamo l’esortazione di Gesù: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”. Viviamo la vita nuova dei figli di Dio non per farci notare o per ricevere l’applauso, ma per lasciar esprimere la grazia che è in noi, in quanto uniti a Gesù Cristo, fonte di luce e sale che insaporisce la vita.
 
3 Carissimi fratelli e sorelle, la Comunità di Papa Giovanni XXIII organizza da alcuni anni una Marcia per le vie della nostra città e di altre città, a favore degli ultimi e degli indifesi, facendosi carico in particolare della tratta di esseri umani e della piaga della prostituzione, dello sfruttamento sessuale delle persone. Ci uniamo con gli amici dell’Associazione Giovanni XXIII e al loro impegno culturale, morale e spirituale per affermare la dignità di ogni persona e lottare contro lo sfruttamento della prostituzione. La Comunità è nata da don Oreste Benzi, un prete romagnolo pieno di luce e di amore per tutti, in particolare per i piccoli e i poveri, per gli esclusi e gli abbandonati. Ha accolto e vissuto le Beatitudini ed è diventato luce del mondo e sale della terra, radicato nell’amore a Gesù, che si è fatto povero per noi. Con una fede umile e coraggiosa ha dato vita a tante iniziative di bene e di condivisione. La testimonianza della sua fede in Cristo risorto, vivo e operante, illumini coloro che continuano la sua opera buona e illumini tutti noi, chiamati ad essere luce e sale per la buona vita di tutti. Amen. 



08/02/2020 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO