PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia 3ª domenica del tempo ordinario

Parrocchia di san Paolo in Piacenza


Letture Is 9, 1-4; At 22, 3-16; Mt 4, 12-23
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. Questa domenica è la Domenica della Parola di Dio. è la prima volta che viene celebrata: papa Francesco l’ha istituita per accogliere sempre meglio il dono che Dio ha fatto e quotidianamente fa della sua Parola. È stata scelta questa terza domenica del tempo ordinario, perché il brano del Vangelo ci parla dell’inizio del ministero di Gesù che annuncia il Regno di Dio e sceglie i suoi apostoli. Il brano del Vangelo di oggi è particolarmente adatto ad evidenziare la Parola di Dio come punto di riferimento della nostra cammino di comunità cristiana. “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”: è l’annuncio di Gesù che ci assicura l’amore di Dio che è luce e speranza per il nostro cammino. Vi è anche un ulteriore motivo per la scelta di questa terza domenica come Domenica della Parola di Dio. Siamo verso la fine del mese di gennaio, a ridosso della giornata del dialogo con gli ebrei e della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: siamo tutti chiamati ad accogliere la Parola di Dio per vivere la gioia della comunione. Infine, per noi vi è un altro motivo legato alla festa che celebriamo oggi in questa parrocchia, la conversione dell’apostolo Paolo. Egli, che ha dedicato la sua vita ad annunciare il Vangelo di Gesù, invita tutti noi a mettere al centro della nostra vita il Signore Gesù: egli è la Parola vivente di Dio, è la Parola eterna di Dio che si è fatta carne, è la luce per il nostro cammino.
 
2. Nei diversi racconti della conversione di Paolo, che da persecutore dei cristiani diventa l’apostolo di Cristo, è sempre presente il suo dialogo con Gesù. Mentre è in viaggio verso Damasco, Paolo cade da cavallo e sente una voce che gli chiede: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. “Chi sei, o Signore?”, chiede Paolo. La risposta è: “Io sono Gesù, che tu perseguiti!”.
Questo dialogo è la luce che illumina Paolo, il quale, accecato da una luce sfolgorante, arriva a ‘vedere’ in un istante il mistero dell’amore di Dio che si rivela in Gesù di Nazaret. Così scopre che colui che è stato crocifisso, è vivo e glorioso. Scopre anche l’unità profonda esistente fra Cristo risorto e i suoi discepoli: “Io sono Gesù, che tu perseguiti!”. È la rivelazione inaspettata dell’unità del corpo di Cristo, di cui Paolo parlerà sovente nelle sue lettere: siamo tutti membra vive del corpo di Cristo grazie alla fede in Lui. Vi è una comunione profonda tra Cristo e noi, suoi discepoli. Infine Paolo scopre l’insospettabile gratuità dell’amore di Gesù Cristo, che viene  incontro al suo persecutore per illuminarlo e salvarlo. Possiamo dire che la conversione di Paolo è la luminosa rivelazione del mistero dell’amore di Cristo, da cui deriva la sua vocazione e missione. Egli verrà battezzato in Cristo: nella Chiesa antica il battesimo era chiamato anche “illuminazione”, perché è il sacramento che dà la luce, che fa vedere realmente. Paolo riacquisterà la vista e verrà mandato a diffondere la luce di questo mistero di amore: “tu alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”.
 
3. Così Paolo è diventato apostolo di Gesù e del suo Vangelo. Da quell’incontro la sua vita è cambiata. Come è cambiata la vita degli apostoli di cui parla il brano evangelico che ci narra la chiamata di Gesù rivolta ai pescatori: “Venite, vi farò pescatori di uomini”. Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni accolsero l’invito e seguirono Gesù per condividere la sua stessa missione. Se ci chiediamo cosa sia successo per questi uomini, non sappiamo rispondere con le nostre parole umane. Possiamo solo dire che l’incontro con Gesù e la sua chiamata hanno provocato una svolta radicale, un capovolgimento della loro vita. Pietro e gli altri lasciano il loro lavoro per seguire Gesù, Paolo considera una ‘perdita’, una ‘spazzatura’ tutto ciò che prima costituiva per lui il massimo ideale, la ragion d’essere della sua esistenza: da persecutore dei cristiani diventa l’annunciatore di Cristo e del Vangelo. Abbandona il suo modo di pensare, il suo fanatismo di fariseo per diventare un umile discepolo – ‘servo’ – di Gesù e grande annunciatore dell’amore misericordioso di Dio rivolto a tutti, al popolo di Israele e ai pagani, perché in Cristo Gesù tutti siamo figli di Dio. In mezzo alle prove e alle persecuzioni, Paolo ha sempre sentito la presenza viva del Signore Risorto, ha sempre avuto la gioia di sentirsi sospinto dalla forza del Signore e dalla preghiera di coloro che erano diventati discepoli di Gesù grazie al suo annuncio.
Cari fratelli e sorelle, anche noi, come i primi apostoli e come san Paolo, abbiamo la grazia di accogliere la Parola di Dio. Ascoltiamo la voce del Signore che ci chiama a seguirlo e a lavorare con Lui per il regno di Dio qui in mezzo a noi: annunciamo la buona notizia del Vangelo di Gesù Cristo con le nostre parole e con la nostra testimonianza. Amen.    
 
 



26/01/2020 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO