PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Messa in ricordo del servo di Dio Luigi Giussani

Piacenza, santuario di santa Rita


Lettura At 13,46-49; Lc 10,1-9
 
Carissimi amici di Comunione e Liberazione,
1. Celebriamo la santa Eucaristia in ricordo e in suffragio del servo di Dio Mons. Luigi Giussani e per il Movimento e la Fraternità, facendo nostra l’intenzione che è stata ricordata all’inizio: chiediamo la grazia di essere fedeli al carisma di don Giussani nell’appartenenza alla santa Chiesa, ascoltando, seguendo e testimoniando Gesù Cristo.   
Sono passati 15 anni dalla morte di don Luigi. Risuoni qualcosa del suo carisma, della sua vita interiore e della geniale capacità educativa, ascoltando alcune sue parole che ci rivelano la grazia che lo ha accompagnato nella sua disponibilità a servire il Signore e a donarsi ai fratelli, soprattutto ai più giovani. Sono parole profonde che ci aiutano ad accogliere le letture che la liturgia odierna ci offre.
“Viene il tempo in cui la Parola, il discorso cristiano deve nascere dal nostro personale guardare a Gesù Cristo (...). Una misura nuova è entrata nel mondo, una proposta nuova è entrata nella vita. (...). Tutta la fede è qui: tutta la fede è nella faccia che assumiamo, è nello sguardo che portiamo di fronte a questa persona, nella reazione che abbiamo a questa presenza” (L. Giussani, Dalla liturgia vissuta: una testimonianza, Jaca Book, Milano 1973, 55-56).
Queste parole, scritte per vivere bene il tempo liturgico della Quaresima, si adattano bene alle letture della liturgia odierna, festa dei santi Cirillo e Metodio. Questi due grandi evangelizzatori dei paesi dell’Est Europa, sono co-patroni della nostra Europa, insieme a Benedetto, a santa Caterina da Siena, a santa Brigida di Svezia, a santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein).
Questi nostri santi patroni hanno incontrato Gesù Cristo, hanno guardato a Lui, lo hanno accolto e seguito: egli è la Parola di Dio che si è fatta carne per abitare in mezzo a noi e donarci la salvezza. Dall’incontro con Cristo, la vita è cambiata, è cambiata la loro vita personale e la vita di tanti fratelli e sorelle, perché “una misura nuova è entrata nel mondo, una proposta nuova è entrata nella vita”.  Forse l’Europa ha perso la memoria, ma è indubbio che l’Europa è intessuta di Vangelo e di santi che l’hanno resa grande. Santi di ieri e santi di oggi: a loro dobbiamo la grazia di trovarci qui, come popolo di Dio in cammino.
 
2. Nelle parole dell’apostolo Paolo rivolte ai Giudei, possiamo scorgere la novità della “misura” e della “proposta” di cui parla don Luigi: grazie al Signore Gesù, è entrata nella vita umana la vita eterna. Paolo dice ai giudei: “voi respingete la parola di Dio e non vi giudicate degni della vita eterna”. Poi il brano degli Atti continua dicendo: “tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero”. Ecco la novità inattesa, sorprendente: la Parola entra nella vita e la sua Presenza apre la vita – la nostra vita umana – alla vita eterna, alla vita con Dio. Ecco il nostro nuovo orizzonte, la nuova meta, la nuova misura: in Gesù Cristo si incontrano l’amore di Dio per noi e l’anelito del cuore umano. Don Giussani ha saputo far emergere dal cuore di tutti, dai giovani ai poeti ai musicisti e anche da coloro che dicono di non credere, questo anelito dell’uomo che non può eludere l’eterno interrogativo sulla propria esistenza, non può ignorare il desiderio di Dio inscritto nel cuore dell’essere umano, di ogni essere umano, giudeo o pagano, credente e non credente. Giussani ha preso sul serio l’evento dell’incarnazione di Gesù Cristo con la sua sete di amore per tutti noi, così come ha preso sul serio la sete di vita della nostra umanità.   
Tutto nasce dalla fede, dalla fiducia, dall’ascolto attento e obbediente. La fede è luce che si diffonde: “Io ti ho posto per essere luce delle genti”. La fede è pace e riconciliazione. Gesù manda i suoi dicendo: “Andate, vi mando come agnelli in mezzo a lupi”, “in qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”.
 
3. Cari amici, l’intenzione di preghiera si conclude con l’invocazione allo Spirito: “domandiamo allo Spirito che l’incontro con Cristo diventi sempre più l’orizzonte totale della nostra vita e la forma vera di ogni rapporto”. Anche per intercessione del servo di Dio don Giussani, sia lo Spirito a rinnovare in voi la grazia dell’incontro con Cristo, a rafforzare la vostra appartenenza a quel popolo nuovo che è la santa Chiesa, a rendervi testimoni della fede con la concretezza che don Luigi ha indicato, con “la faccia che assumiamo e con lo sguardo che portiamo”.
In questo tempo pieno di sfide e provocazioni, in questa Europa che dimentica le persone che l’hanno fatta grande con la loro fede e con la loro vita buona, testimoniamo la nostra vita cristiana con la nostra umanità resa bella e vera dalla presenza di Cristo risorto e vivente che ci ha destinati alla vita eterna. Amen.
 
 



14/02/2020 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO