PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Ordinazione al diaconato permanente di Giovanni Castellana e Danilo Rossi.


Letture: Gen 3,9-15.20; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1, 26-38
 
Carissimi fratelli e sorelle, carissimi Giovanni e Danilo
1. Nel cammino di Avvento la festa dell’Immacolata ci ricorda che Dio viene a visitarci per donarci il suo amore, la sua salvezza. Accogliamo le parole dell’apostolo Paolo, piene di stupore e di gioia per l’evento di grazia dell’incarnazione e della redenzione: la luce di questo mistero illumina la vita e la missione di Maria, come pure la nostra vita e la nostra missione. San Paolo esclama: “Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti (…) in Cristo”. Sì, lodiamo e benediciamo il Padre che ha inviato a noi il suo Figlio, il Signore Gesù, che si è fatto uomo ed è nato da una donna, Maria di Nazaret. Per la sua singolare missione nella storia della salvezza, Dio ha preservato Maria dal peccato originale e da ogni ombra di male in previsione della redenzione attuata da Gesù. Così Maria, fin dal suo concepimento, è santa ed immacolata al cospetto di Dio. A questa grazia Maria ha corrisposto con il suo ‘sì’ all’angelo. Non ha avuto paura di Dio, come ‘l’uomo’ di cui parla il libro della Genesi. Maria si è fidata di Dio e della sua parola, si è dichiarata la serva del Signore, ha vissuto la sua vita nella fede, nella preghiera e nell’obbedienza.
Nel rendimento di grazie a Dio per la grazia concessa alla Vergine Immacolata, lodiamo e benediciamo Dio che ha chiamato tutti noi, come ci ricorda l’apostolo, a essere “santi e immacolati di fronte a lui nella carità”. Maria è la “stella del mattino” che brilla sul nostro cammino, è “segno di sicura speranza e di consolazione”. In modo singolare in Lei si è compiuta la salvezza che Gesù dona a tutti coloro che lo accolgono e lo seguono come discepoli. Come Maria, anche noi siamo partecipi del mistero di amore che si è compiuto in Gesù che ha offerto la sua per noi per liberarci dal peccato e donarci la vita eterna.  
 2. Mentre contempliamo con stupore e con gratitudine l’immenso amore di Dio che ci offre la salvezza, il brano del Vangelo ci invita a volgere il nostro sguardo su una ragazza di un villaggio della Galilea, Nazaret. Lì risuona la parola dell’angelo rivolta a Maria: rallegrati, gioisci, sii felice, non temere perché il Signore è con te. Egli ti ha riempito della sua grazia e ti ha scelto per diventare la madre del Salvatore. Il ‘sì’ di Dio precede la risposta di Maria, è prima della sua disponibilità che si manifesta nella fiduciosa obbedienza: “avvenga per me secondo la tua parola”. In quel luogo sperduto della Galilea, si conclude la lunga attesa del Messia e inizia la storia più grande, l’alleanza definitiva tra Dio e l’uomo, tra il cielo e la terra. Grazie al ‘sì’ di Dio e all’ ‘eccomi’ di questa umile donna, Dio entra nella storia degli uomini.  Maria darà alla luce un bimbo, Figlio del Dio Altissimo e frutto del suo grembo: egli è l’atteso delle genti, è il Salvatore che guarisce e salva. 
 3. Carissimi Giovanni e Danilo, in questa festa cara al popolo credente, tutti noi contempliamo il mistero dell’amore di Dio che si compie grazie alla disponibilità di Maria Immacolata. Il vostro ‘sì’ riecheggia il ‘sì’ di Maria: voi ci ricordate la grazia di Dio che ci rende capaci di metterci a disposizione del Signore perché si compia il suo progetto di bene. Come quello di Maria, anche il vostro ‘eccomi’ cambia la storia e la apre alla vita nuova.
Pronunciate il vostro ‘sì’ con lo stesso spirito della Vergine Santa, un ‘sì’ umile ma generoso che viene da un cuore grato e riconoscente. È grazia la vocazione, l’essere chiamati da Dio. È grazia corrispondere alla vocazione di Dio che dà senso alla nostra vita e alla nostra missione. Accogliete la grazia del sacramento che giunge a voi attraverso l’imposizione delle mani e custoditela con grande cura: la consacrazione vi renda segno e strumento sacramentale di Gesù, Signore e Salvatore.
Con la grazia sempre viva del sacramento, voi siete servi, cioè alleati di Dio, al servizio del suo progetto di amore nel ministero della liturgia, della parola e della carità, in comunione con il Vescovo, con i presbiteri e i diaconi, con tutta famiglia di Dio. La vostra vita si lasci trasformare dalla grande benedizione di Dio: accoglietela con gioia e donatela con altrettanta gioia ai fratelli. Voi partecipate alla sacramentalità del ministero apostolico che vi unisce alla missione evangelizzatrice di Gesù e della Chiesa.
Risplenda in voi e fate risplendere attorno a voi “lo splendore della grazia di Dio, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato”, come ci ricorda san Paolo nella seconda lettura.
 4. Cari fratelli e sorelle, preghiamo per questi nostri fratelli chiamati ad essere l’immagine viva del Cristo che proclama il lieto annuncio del Vangelo, che serve per amore e si fa carico delle nostre sofferenze fino ad offrire la sua stessa vita in sacrificio per noi. Invochiamo il dono dello Spirito consacratore: scenda su questi fratelli perché sappiano lodare e pregare il Signore, vivere e donare la gioia del Vangelo, amare e servire Dio e i fratelli. Li affidiamo alla Vergine tutta Santa, a Maria Immacolata, perché insieme ai diaconi, ai presbiteri e a tutta la nostra Chiesa possano svolgere la missione di grazia loro affidata. Amen.
  



08/12/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO