PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI

Cimitero di Piacenza


Letture: Ap 7, 2-4.9-14; 1Gv 3, 1-3; Mt 5, 1-12
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle,
1. Siamo qui nel cimitero della nostra città per commemorare i nostri defunti. Questo ricordo riempie la nostra mente e il nostro cuore di tanti volti cari. Forse mai come in questa giornata, mentre pensiamo a coloro che ci hanno preceduto, ci rendiamo conto di essere un unico popolo e di continuare a essere in comunione con i nostri cari. Nella luce della fede, la morte non spezza i legami tra coloro che, in virtù del Battesimo, formano un solo Corpo, la Chiesa di Cristo. Siamo membra del Corpo di Cristo quaggiù sulla terra e nella vita eterna. Per questo la comunità cristiana si raduna per pregare insieme nel cimitero ove sono custodite e venerate le spoglie mortali dei fratelli e delle sorelle che sono vissuti con noi e che continuano a vivere in comunione con noi. Siamo una grande famiglia che vive in comunione grazie a Cristo Gesù, morto e risorto. Celebrando l’Eucaristia qui, nel cimitero, ravviviamo la nostra comunione con tutti coloro che dormono il sonno della pace, in attesa della risurrezione del corpo.
2. La preghiera di suffragio è un segno di questa comunione, come lo è il mazzo di fiori che deponiamo sulle tombe. Chiediamo al Signore che ai nostri cari sia concessa la grazia di partecipare a quella vita che Dio desidera donare a tutti, la vita beata, eterna. Mentre preghiamo per i defunti, siamo certi che i nostri cari non si dimenticano di noi. Ci guardano dal cielo, in attesa che la comunione con noi diventi piena quando si realizzerà il compimento del regno di Dio, quando “Dio sarà tutto in tutti”. Nell’attesa di questa “beata speranza”, diventi più viva in tutti noi l’attesa di quel giorno in cui ci ritroveremo insieme ai nostri cari nella vita beata di Dio.
3. Oggi la Chiesa celebra la festa di Tutti i Santi, la festa di tutti coloro che hanno vissuto nella fede, nella speranza e nella carità. I santi hanno accolto l’annuncio di Gesù e hanno testimoniato la gioia del Vangelo nella vita di tutti i giorni. Il nostro pensiero è rivolto ai grandi santi, quelli che la Chiesa ha riconosciuto, ma oggi in particolare ci rivolgiamo ai santi della vita quotidiana. Anche i nostri cari, i nostri familiari, i nostri conoscenti e amici fanno parte di quella moltitudine immensa che partecipa alla vita santa di Dio. Sono i molti santi “della porta accanto”, come dice Papa Francesco. I santi, ci ricorda il Papa, “sono vicini a noi, sono i nostri fratelli e sorelle più veri. Ci capiscono, ci vogliono bene, sanno qual è il nostro vero bene, ci aiutano e ci attendono. Sono felici e ci vogliono felici con loro in paradiso”.
 
4. Nel Vangelo ci viene indicata la via che porta alla felicità, alla santità, alla comunione piena con Dio. “Beati i poveri in spirito, i miti, i puri di cuore, gli operatori di pace, i misericordiosi”: Gesù si rivolge a noi, oggi, come si è rivolto ai discepoli e alla folla radunata sul monte presso il lago di Galilea. La sua parola indica a tutti noi la via che conduce alla beatitudine, cioè a Dio. Sembra una via non percorribile, troppo lontana da ciò che pensa il mondo, da chi crede che la felicità consista nella ricchezza, nella forza, nella furbizia. Ma proprio la strada delle beatitudini è la strada della vita, la strada che Gesù ha percorso e su cui hanno camminato i fratelli e le sorelle che festeggiamo. La prima Lettura ci assicura che i santi tengono “rami di palma nelle mani”: sono i simboli della vita pienamente riuscita. I santi ci dicono che la via delle beatitudini è percorribile, perché abbiamo la grazia di Dio in noi, perché l’amore di Dio è nel nostro cuore, perché siamo figli amati da Dio.
 
5. Cari fratelli e sorelle, mentre lodiamo il Signore per il dono della vita santa che vediamo risplendere nella vita di tanti fratelli e sorelle, alziamo il nostro sguardo verso il cielo e ravviviamo la nostra speranza nella beatitudine eterna. Senza lo sguardo rivolto alla meta finale, il nostro cammino diventa oscuro. Senza la fiduciosa speranza nella vita eterna, il nostro cammino diventa incerto, fino a smarrirsi. La promessa di Dio, che vuole per noi la pienezza della vita, sia la luce che illumina la strada che percorriamo sotto cieli a volte nuvolosi e a volte sereni. Anche i momenti di smarrimento, anche gli ostacoli e le prove fanno parte di questa strada che conduce alla santità. Invochiamo l’aiuto dei nostri amici santi e seguiamo il loro esempio con le opere buone che sono il segno dell’amore di Dio in noi.
Accostiamoci con fede alla mensa eucaristica in cui il Signore Gesù si fa nostro cibo e bevanda per sostenerci nel nostro cammino verso la vita eterna. Ci accompagnino e ci confortino nel cammino di vita cristiana i santi della nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio e, in particolare, colei che è la Tutta Santa, la Vergine Maria, Regina di tutti i santi. Amen.
 



01/11/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO