PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia della 25ª domenica del tempo ordinario

Piacenza, Sant’Antonino, Festa della famiglia


Am 8,4-7; 1Tm 2,1-8; Lc 16, 1-13
 
Carissimi fratelli e sorelle, carissime famiglie
 
1. La parabola evangelica dell’amministratore infedele appare piuttosto sorprendente. Gesù infatti loda un amministratore infedele per la sua scaltrezza. Nonostante la sua disonestà, questo amministratore è da ammirare per l’astuzia e l’intraprendenza, per cui, paradossalmente, ha qualcosa da insegnarci: ci invita a essere vigili, attenti e responsabili per essere “figli della luce”. Quando l’amministratore si trova in difficoltà per la cattiva gestione degli affari del suo padrone, cerca di accattivarsi la benevolenza dei debitori, condonando una parte del loro debito. Pensa così di poter assicurarsi un futuro, ricorrendo al furto, alla corruzione, alla bustarella. Gesù stesso commenta questo comportamento dicendo: “I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.
 
2. Siamo qui in ascolto della parola di Gesù, radunati attorno all’altare del Signore per rendere grazie a Dio e invocare la sapienza evangelica. Questa sapienza è dono dello Spirito Santo che apre la nostra mente e il nostro cuore. Senza questa vera sapienza, si cammina su una strada sbagliata e chiusa, che non porta da nessuna parte. Si vive come “figli di questo mondo”, con modi di pensare e con comportamenti falsi e ingannevoli. Avviene così quando pensiamo che l’uomo valga per i soldi che ha, quando ci comportiamo incuranti della fedeltà e dell’onestà, quando non abbiamo rispetto della persona umana, della dignità della vita di ogni persona. È la strada sbagliata che porta alla disonestà e all’ingiustizia, la strada del male che conduce all’egoismo, la strada del peccato che porta all’infelicità.
Invece “i figli della luce” hanno lo spirito del Vangelo, che comporta uno stile di vita responsabile basato sull’onestà, sul rispetto degli altri, sul senso del dovere. È una strada impegnativa, ma è la strada della vita, la strada luminosa della vera umanità che gioisce per la buona relazione con tutti, con Dio innanzi tutto e poi con i fratelli e con se stessi.
 
3. Fratelli e sorelle, il Signore vuole che i suoi discepoli siano attenti e saggi: “i figli della luce” confidano nel Signore, cercano l’amicizia di Dio che ci accoglie come figli, si impegnano per favorire la buona qualità delle relazioni umane che sono ben più preziose dell’accumulo della ricchezza.
Risuona anche per noi la domanda rivolta all’amministratore: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione”. Siamo amministratori, non padroni: amministratori della vita, che è il dono di Dio per noi. In ogni circostanza è chiesto a ciascuno di noi: cosa hai fatto di questo dono?
La parabola ci ricorda anche una verità che non vogliamo ascoltare volentieri: non si può essere ipocriti e falsi. Il percorso della vita comporta sempre una scelta che passa necessariamente tra due strade: tra l’onestà e la disonestà, tra la fedeltà e l’infedeltà, tra l’egoismo e l’altruismo, tra il bene e il male. Non si può giocare tra l’una e l’altra strada, perché sono strade che si muovono su logiche contrastanti e conducono a esiti diversi.
 
4. Cari amici, vi ringrazio di cuore per la Grande Festa della Famiglia: ogni anno abbiamo la gioia di riscoprire la missione, il ruolo, la vitalità e la bellezza della famiglia. Invochiamo la sapienza evangelica che ci aiuta ad accogliere e a vivere l’insegnamento di Gesù innanzi tutto nella famiglia e poi nella comunità ecclesiale e civile. Uniti a Cristo, siamo chiamati a diventare sempre più “figli della luce”, lasciando da parte lo spirito del mondo, la logica del possesso, della corruzione e dell’avidità. La sapienza evangelica è luce che ci fa camminare nella limpidezza e nella fraternità, è fiducia che infonde speranza per noi e per tutta l’umanità.
Favoriamo il “rispetto della vita” in ogni suo aspetto e in ogni suo momento: è un principio inderogabile, è il fondamento della nostra esistenza umana. Il valore di una persona non si misura sulla base di quello che possiede, la dignità di una persona non si decide in base alle sue condizioni di vita, di salute: “l’eutanasia è una falsa compassione”, ammonisce Papa Francesco. Viviamo l’impegno di vera umanità nella famiglia e nella comunità civile, contrastando modi pensare e di agire che offendono la dignità della persona umana, dignità che non viene mai meno, anche quando si vivono situazioni difficili. Ricordiamo che si può rafforzare il ricorso alle cure palliative, la cui importanza è cruciale nell’offrire il necessario sollievo alla sofferenza del malato.
Invochiamo l’intercessione della Vergine Maria sulle famiglie perché aiuti tutti a scegliere in ogni occasione la strada giusta, quella della vita e dell’amore, una strada da percorrere con coraggio e con intelligenza, seguendo Gesù, “luce del mondo”, come veri “figli della luce”. Amen. 



22/09/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO