PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

20ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Festa di San Bernardo

Chiaravalle della Colomba


Letture Ger 38,4-6.8-10; Eb 12,1-4;  Lc 12, 49-53
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. Lodiamo e ringraziamo il Signore per il dono di san Bernardo. È motivo di grande gioia celebrare la sua festa in questa bella abbazia di Chiaravalle della  Colomba che deve la sua origine al grande monaco san Bernardo. Una gioia che condividiamo con i padri cistercensi, a cui rivolgiamo il nostro saluto e il nostro grazie per la loro presenza e il loro prezioso servizio. Una gioia che condividiamo con tutta la Chiesa perché san Bernardo, in un tempo non facile per la società e la Chiesa, ha ridato forza e vitalità alla fede cristiana e ha dato entusiasmo e slancio a molti giovani desiderosi di incontrare e di seguire Gesù.
Bernardo iniziò la sua missione nel monastero di Citeaux, da cui prese il via la riforma cistercense. Questa abbazia diventò presto un luogo ove accorrevano molti giovani, attirati dall’osservanza rigorosa della regola benedettina. Ma è soprattutto san Bernardo, inviato a Clairvaux, Chiaravalle, e diventato abate a soli 25 anni, a diffondere la regola cistercense, con una povertà più marcata, con una preghiera più intima e ‘devota’ e con un più ampio tempo dedicato al lavoro manuale, in particolare agricolo. In poco tempo il monastero di Clairvaux diventò molto famoso: fu un centro di richiamo e di irradiazione del monachesimo cistercense. Il modello di vita monastica proposto da san Bernardo fece breccia tra i giovani che aspiravano alla vita monastica. Il numero dei giovani postulanti al monastero cresceva costantemente e non potendo dare accoglienza a tutti, Bernardo intraprese l’opera di fondazione di nuovi monasteri. Alla sua morte si conteranno 68 monasteri nati da Clairvaux, tra cui, questa abbazia. Mentre ringraziamo il Signore per il dono di san Bernardo, ringraziamo il Signore anche per la lungimiranza del vescovo di Piacenza, Arduino, che invitò san Bernardo a venire qui per istituire in queste terre un monastero. 
2. Alla luce della vita e degli insegnamenti di san Bernardo, accogliamo il Vangelo di questa domenica che ci presenta una parte degli insegnamenti che Gesù rivolge ai discepoli lungo la sua salita verso Gerusalemme. Sono parole dure quelle di Gesù: indicano la sua missione che sta per concludersi a Gerusalemme con la sua morte in croce, rivelano la sua obbedienza al Padre e la sua passione per il regno di Dio e per la nostra salvezza. Queste parole esigenti di Gesù ci aiutano a comprendere lo spirito della riforma che san Bernardo ha compiuto per vivere come Gesù, amando Dio e i fratelli.  
3. Gesù annuncia il senso della sua missione con tre immagini, quella del fuoco, quella del battesimo e quella della divisione. E ricorda ai suoi discepoli che devono percorrere lo stesso cammino che egli sta percorrendo. Ci soffermiamo in particolare sulla prima immagine, quella del fuoco,  anche perché proprio questa immagine ispira la riforma di Bernardo.
“Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!”: Gesù rivela ai suoi amici, e a tutti a noi, il suo ardente desiderio di portare sulla terra il fuoco dell’amore del Padre. Questo amore di Dio illumina e riscalda la vita, ma soprattutto ‘accende’ la nostra vita, la riempie con il suo amore e la conduce al suo compimento, accogliendoci nel suo regno di amore. Gesù è il Figlio unigenito che ci manifesta e ci dona questo amore di Dio: è questa la missione che il Padre gli ha affidato. Così noi “abbiamo la vita per mezzo di lui” (cfr. 1 Gv 4,9), abbiamo la vita buona dei figli di Dio, la vita che arriverà alla sua pienezza, alla vita eterna.
Il fuoco dell’amore, che è acceso da Cristo nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, è un fuoco che brucia ogni indifferenza, ogni pigrizia, ogni egoismo e chiusura. Così i discepoli di Gesù, purificati e rinnovati nel cuore e nella mente, possono testimoniare il Vangelo come fuoco di carità e di amore a beneficio di tutti e per la vita buona di tutti. 
 
4. Le parole del Vangelo sono accolte e vissute da san Bernardo, che viene indicato nella colletta come “lampada che arde e risplende”. La liturgia ci ricorda che la vita di questo monaco lascia trasparire il suo amore per Gesù Cristo: le sue parole e le sue azioni illuminano il mistero dell’amore di Dio che si rivela in Gesù Cristo. San Bernardo è “lampada che arde e risplende”, perché ha accolto il fuoco che Gesù ha portato, la sua vita risplende e arde perché è intimamente unita alla sorgente della luce e dell’amore, e cioè al Signore Gesù.
Ascoltiamo alcune sue parole che dicono la sua fede appassionata e il suo amore per il Signore Gesù: “Se scrivi qualcosa, non lo gusto se non vi leggo Gesù. Se fai una disputa o un ragionamento, non mi piace se non vi risuona Gesù. Gesù è miele nella bocca, dolce concerto all’orecchio, giubilo al cuore. Ma è anche medicina. C’è tra voi qualcuno triste? Gesù scenda nel cuore, salga poi al labbro; ed ecco, alla luce di questo nome ogni nube si dissolve, torna il sereno” (Sermones in Cantica Canticorum XV, 6).
San Bernardo è un discepolo appassionato di Cristo ed è un figlio innamorato della Vergine Maria, Madre di Gesù. Ascoltiamo come rivolto a ciascuno di noi l’invito che troviamo in una sua omelia: “Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze, pensa a Maria, invoca Maria. Ella non si parta mai dal tuo labbro, non si parta mai dal tuo cuore; e perché tu abbia ad ottenere laiuto della sua preghiera, non dimenticare mai lesempio della sua vita. Se tu la segui, non puoi deviare; se tu la preghi, non puoi disperare; se tu pensi a lei, non puoi sbagliare. Se ella ti sorregge, non cadi; se ella ti protegge, non hai da temere; se ella ti guida, non ti stanchi; se ella ti è propizia, giungerai alla meta...” (Hom. II super Missus est, 17; PL 183, 70-71). L’invito di san Bernardo diventi la nostra invocazione a Santa Maria della Colomba, a cui è intitolata questa basilica. Amen.
 



18/08/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO