PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia della 2° Domenica di Pasqua

Madonna del Popolo


Letture: At 5,12-16; Ap 1,9-11.12-13.17-19; Gv 20,19-31

Carissimi fratelli, carissime sorelle
1. Celebriamo nella fede e nella gioia l’evento di grazia della risurrezione del Signore Gesù, avvolto nel mistero dell’amore di Dio, che non ha abbandonato nell’oscurità della morte il suo Figlio amato, ma l’ha risorto dai morti. Anche noi, uniti a Cristo, siamo risorti a vita nuova, la vita che accoglie la pace del Risorto, come è avvenuto nel racconto evangelico. L’evangelista Giovanni narra l’incontro di Gesù Risorto con i suoi discepoli riuniti nel cenacolo. È la prima Pasqua: il racconto ci indica il cammino che conduce alla fede pasquale, superando ogni paura e ogni incredulità. Così la nostra vita diventa vita pasquale, vita salvata dall’amore del Crocifisso-Risorto. L'evangelista, infatti, ci presenta la prima apparizione del Risorto la sera della Pasqua e poi la seconda apparizione nella domenica successiva. Da allora sino ad oggi, i discepoli di Gesù continuano a radunarsi assieme nel cenacolo, di domenica in domenica, per rivivere la medesima Pasqua.
Radunati nel cenacolo, i discepoli avevano chiuso la porta della casa per paura dei giudei. Ma il Signore risorto si fa presente, entra nella sala e si ferma in mezzo a loro. Li saluta dicendo: “Pace a voi”. È la pace di Cristo risorto, la pace che è riconciliazione degli uomini con Dio e riconciliazione tra gli uomini. Poi il Risorto mostra loro il suo corpo segnato dalle ferite: vuole assicurare i suoi amici che egli, crocifisso sulla croce, è risorto e ed è vivo, e continuerà a stare con loro donando il suo Spirito. Il suo soffio vitale. Poi li invia per il mondo come testimoni del Vangelo, della risurrezione.  
2. Manca Tommaso, quella sera. E quando gli raccontano l’accaduto, egli mostra la sua diffidenza, il suo scetticismo: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi..., non crederò”. L’evangelista, nel narrare questo momento centrale della vita della comunità cristiana, quale è la Pasqua del Signore, si sofferma con particolare attenzione su questa incredulità di Tommaso, forse per dirci le difficoltà che la fede pasquale incontra. Fin dalle prime ore di vita della comunità cristiana, vi è paura nei discepoli e in Tommaso, pur generoso in diverse occasioni che il Vangelo ci presenta, c’è una chiusura, una diffidenza. Non si fida della testimonianza dei suoi amici, ma si fida solo di se stesso. Tuttavia Gesù viene incontro all’incredulità di Tommaso, gli rimprovera la sua chiusura che non gli permette di accogliere la testimonianza degli apostoli.
3. Poi Gesù proclama una beatitudine: “beati quelli che pur non avendo visto crederanno”. È rivolta a noi questa beatitudine. Siamo beati se ascoltiamo la testimonianza degli apostoli e crediamo che il Signore è risorto. Siamo beati quando apriamo gli occhi e riconosciamo che la fede pasquale trasforma la vita, come vediamo in tanti fratelli e sorelle che testimoniano la fede nel Risorto portando la pace con gesti di amore e di carità. Siamo beati quando accogliamo nei santi segni della liturgia il mistero della presenza viva del Signore risorto in mezzo a noi.
4. Oggi è la festa della Divina Misericordia, voluta da san Giovanni Paolo II, per ricordarci che possiamo sempre accostarci con fiducia alle fonti della misericordia di Dio. Proprio oggi, qui in Cattedrale, festeggiamo la Madonna del Popolo: siamo sotto il manto di Maria, che è Madre di misericordia. La Madonna del Popolo ci aiuta ad affidarci sempre alla Divina Misericordia e ci invita a diventare missionari di misericordia in questo nostro mondo segnato dalla paura e dall’indifferenza. Chiediamo a Lei la grazia della fede pasquale che accoglie la luce del Signore risorto e offre segni di speranza e di misericordia a tutti.
5. Ricordiamo infine la festa della Casa della Carità, inaugurata nel 1998 nella festa della Madonna del Popolo: la presenza di questa comunità di preghiera e di carità sia un segno della fede pasquale che riconosce la presenza del Risorto in mezzo a noi, soprattutto nei fratelli bisognosi. Amen.



28/04/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO