PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo

Cattedrale


Letture: Gen 14, 18-20; 1Cor 11, 23-36; Lc 9, 11-17
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. Il cuore della vita della Chiesa è l’Eucaristia: il sacramento dell’amore è il grande dono di Gesù Cristo alla sua Chiesa. Noi viviamo grazie all’Eucaristia, noi camminiamo nella fede e nella comunione grazie all’Eucaristia.
È motivo di gioia celebrare la festa del Corpus Domini che ci ricorda che la Chiesa ha nell’Eucaristia il suo riferimento fondamentale, il suo ‘roveto ardente’. La fede della Chiesa è fede eucaristica, una fede che si alimenta alla mensa dell’Eucaristia. “Io sono il pane della vita”, ha dichiarato Gesù. Egli si è fatto cibo per noi mediante la Parola e l’Eucarestia. Così noi diventiamo ‘uno’ con Cristo, siamo in comunione con Lui e con i fratelli.
 
2. Il racconto della moltiplicazione dei pani allude all’Eucaristia. L’evangelista Luca ci invita a scorgere nel grande miracolo della moltiplicazione dei pani l’anticipazione di ciò che accadrà nella sera della passione di Gesù. In quella “zona deserta” della Galilea, mentre “il giorno stava per declinare”, Gesù viene incontro alla fame della folla che si era radunata per ascoltarlo. Il racconto raggiunge il suo vertice quando Gesù, presi pochi pani a disponibili, alzò gli occhi al cielo, benedisse i pani e li spezzò per distribuirli alla folla.   
Questi gesti di Gesù prefigurano ciò che egli compirà nell’Ultima Cena, come la seconda lettura ci ricorda. La lettera dell’apostolo Paolo ai cristiani di Corinto ci riferisce la più antica testimonianza dell’istituzione dell'Eucaristia: “Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese il pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: questo è il mio corpo”.
Il pane che Gesù prende e spezza è trasformato dal suo amore e diventa veramente il suo corpo offerto in sacrificio: “questo è il mio corpo, che è per voi”. Nell'offerta del pane e del vino che diventano il suo corpo e il suo sangue, Gesù offre tutto il suo amore al Padre e a tutti noi. La sua vita donata è la nuova alleanza: “questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue”. Ogni volta che celebriamo questo sacramento, noi partecipiamo al mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo. La sua vita è offerta a noi come dono di vita nuova, come vita rigenerata, come salvezza.
 
3. L’Eucaristia ci ricorda che siamo un’unica famiglia che partecipa alla stessa mensa, ci ricorda che siamo un popolo che si nutre di Gesù Cristo, Pane del cielo. L’Eucaristia è il sacramento dell’unità che ci aiuta a vivere la comunione, a diventare artefici di unità. In un mondo spesso diviso per l’ambizione di prevalere sugli altri, per le critiche e le chiacchiere, noi, popolo del Signore, siamo chiamati a fare comunione, a suscitare la gioia di un amore che lascia da parte ciò che divide, le rivalità, le invidie e le chiacchiere. Come riconosciamo la presenza di Cristo nel sacramento dell’Eucaristia, chiediamo la grazia di riconoscere sempre la presenza del Signore nella Chiesa: è il Signore che guida la sua Chiesa e ci offre il dono di vivere la comunione con Lui e tra noi.
4. Mentre adoriamo e ringraziamo il Signore per questo grande dono, memoria viva del suo amore, rendiamo grazie anche per i nostri fratelli e le nostre sorelle che vengono istituti ministri straordinari della comunione. Come per ogni ministero nella Chiesa, anche per voi, cari ministri, è necessario adempiere nel modo dovuto il vostro incarico ed esercitarlo in modo consapevole e diligente. Il vostro servizio è un gesto di amore e di cura verso il sacramento dell’Eucaristia e verso la famiglia del Signore, la sua Chiesa. Siate sempre coscienti di essere al servizio di Gesù che si fa cibo e bevanda per noi e abbiate uno spirito di disponibilità e di amore per tutti, in particolare per i fratelli ammalati e anziani. Amen. 



20/06/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO