PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Ascensione del Signore

Cattedrale


Letture: At 1, 1-11; Ef 1, 17-23; Lc 24, 46-53
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. Saluto i figli e le figlie del vescovo beato Giovanni Battista Scalabrini, morto il 1 giugno 1905: lo ricordiamo con affetto e lo invochiamo perché ci aiuti ad essere con il cuore aperto verso tutti, in particolare vero i migranti. Saluto i catechisti e le catechiste che sono qui in Cattedrale dopo il loro incontro di formazione: a nome di tutta la comunità cristiana della diocesi di Piacenza-Bobbio, li ringrazio con grande riconoscenza per il servizio che svolgono con dedizione. Essere catechista è una missione importante: questo servizio prezioso è un dono che il Signore vi ha fatto. Ciò che avete ricevuto come luce che ha illuminato la vostra vita, la luce del Signore risorto, ora voi la donate ai ragazzi. Trasmettendo loro la gioia del Vangelo. Siate sempre messaggeri gioiosi di Gesù Cristo, annunciatori della bellezza che risplende nella vita di chi è discepolo missionario di Gesù Cristo. Come è stato ricordato, il beato Scalabrini volle qui nella nostra diocesi il primo convegno nazionale dei catechisti, convinto dell’importanza della missione del catechista.
 
2. Celebriamo la festa dell’ascensione del Signore che ci invita a contemplare il mistero di Gesù che entra nella pienezza della gloria di Dio, portando con sé la nostra umanità. La parola di Dio narra l’avvenimento che celebriamo in questa festa dell’ascensione al cielo del Signore. “Fu elevato in alto”, dice la prima lettura degli Atti degli Apostoli, mentre il Vangelo di Luca dice: “Veniva portato su, in cielo”. Cristo risorto sale al cielo con la sua umanità, quell’umanità che egli ha condiviso con tutti gli uomini. Il mistero della Pasqua arriva così al suo culmine: Gesù Cristo passa dalla croce e dall’oscurità del sepolcro alla luce della risurrezione e alla piena glorificazione nel mistero dell’amore di Dio. Il Signore Gesù, dopo aver condiviso la nostra vita umana per rendere noi partecipi della sua vita divina, apre per noi la porta del cielo e noi possiamo guardare in alto con fiducia. Nell’Ascensione di Gesù, il Crocifisso Risorto, vediamo il nostro futuro: in Gesù che sale al cielo c’è la promessa della nostra partecipazione alla pienezza di vita presso Dio.
 
3. La festa che oggi celebriamo è motivo di fiducia e di speranza per tutti noi. Nella fede, sappiamo che il nostro destino non è il vuoto e il nulla, ma è la pienezza della vita, la vita eterna, con la nostra partecipazione alla vita di amore di Dio. Questa è la verità della nostra vita: siamo destinati al cielo, siamo incamminati verso l’amore di Dio. Con la sua incarnazione, Gesù, il Figlio di Dio, si è unito alla nostra umanità. Egli ha donato la sua vita per noi, la sua Pasqua è la nostra Pasqua, il cielo si è aperto per Lui, lo stesso cielo è stato aperto per tutti noi.
Se la nostra storia umana può apparire molte volte oscura, la luce di Gesù, risorto e asceso al cielo, illumina sempre la meta verso cui siamo diretti, la vita nella comunione con Dio. Camminiamo con fiducia guardando avanti, camminiamo dandoci una mano, aiutandoci perché le forze non vengano meno e la speranza ci sostenga.
4. Cari catechisti e catechiste, offrite ai bambini, ai ragazzi, a tutta la comunità questa luce della fede in Gesù risorto e asceso al cielo. Prima di separarsi dai suoi discepoli, Gesù dice loro: “Di questo voi siete testimoni”. Gli apostoli, i discepoli, tutti i cristiani sono testimoni “di questo”, cioè di Gesù cristo, della sua morte, risurrezione e ascensione al cielo. Nel ringraziarvi per l’impegno e la passione verso i ragazzi e giovani, vi invito a trasmettere alle nuove generazioni la bellezza della vita cristiana, la gioia di sapere che il Signore ci ama. Aiutate i ragazzi e i giovani ad amare la parola di Dio e ad essere assidui nella preghiera con il Signore. Siate testimoni della fede con il vostro esempio, siate maestri che riescono a trasmettere la parola di Dio con un linguaggio semplice comprensibile, siate amici dei ragazzi, capaci di accoglierli e di ascoltarli. Non dimenticate che il Vangelo di Gesù è sempre nuovo, è sempre parola viva. Invocate sempre il dono dello Spirito Santo perché apra la nostra mente e il nostro cuore per annunciare l’amore di Dio che vuole per noi la pienezza della vita, la vita eterna, insieme al Signore Gesù asceso al cielo. Amen.
 
 



02/06/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO