PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Solennità di San Gerardo La Porta

Cattedrale di Potenza


Is 61,1-3; 2 Tim 4,1-5; Gv 10,11-16
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. Sono lieto di essere qui, nella bella Cattedrale della città di Potenza, per lodare insieme a voi il Signore e rendergli grazie per il dono di san Gerardo La Porta. È il vostro amato patrono a cui vi rivolgete con fiducia per invocarne la protezione. Vi assicuro che da parte mia vi sarà maggior devozione per questo santo, a partire da questa celebrazione a cui il vostro caro arcivescovo mons. Salvatore Ligorio mi ha fraternamente invitato. Lo saluto con grande affetto e lo ringrazio molto per il suo invito. Saluto l’arcivescovo emerito mons. Agostino Superbo e tutti voi, cari presbiteri e diaconi. Saluto con deferenza le autorità civili e militari.      
 
2. Sono certo che il gemellaggio tra Potenza e Piacenza porterà frutti buoni per tutti. Siamo comunità che, con le loro caratteristiche proprie, si incontrano, si stimano e si scambiano i doni, a cominciare dal dono della fede e dell’amicizia. Spero che possa crescere una conoscenza reciproca e poi un’amicizia tra le nostre rispettive comunità, sia ecclesiali che civili. Perché è bello conoscersi e incontrarsi, perché abbiamo sempre bisogno gli uni degli altri. Così rendiamo insieme onore a Gerardo La Porta, piacentino e potentino, e da lui riceviamo l’esempio luminoso per illuminare e vivere bene la nostra vita.
3. Questo incontro tra comunità trova in San Gerardo il suo riferimento e la sua motivazione. Il vostro protettore è nato a Piacenza e certamente a Piacenza è cresciuto nella fede in Gesù Cristo, maturando anche una buona formazione culturale. Poi intraprese un lungo pellegrinaggio fino ad arrivare qui, ove i vostri padri lo hanno accolto con cuore aperto e generoso. Gerardo si diede alla vita apostolica con molto impegno. Uomo di cultura, di preghiera e di carità, il vostro patrono si dedicò ad annunciare e a vivere il Vangelo in modo semplice e concreto, avvicinandosi a tutti con umiltà e con spirito di servizio, donando a tutti la gioia del Vangelo, la gioia di sentirsi amati da Dio che vuole il nostro bene, fino a donarci la salvezza in Gesù Cristo. Grande fu il suo impegno per assistere e aiutare il popolo con opere di carità verso i poveri, i bisognosi, i diseredati. Fu tale la sua dedizione che, quando morì il vescovo in carica, la gente e il clero lo scelsero come successore. Fu proclamato vescovo nel 1111 ad Acerenza e per otto anni fu il buon pastore di questa comunità cristiana. Morì nel 1119 e la vostra Chiesa, con il suo arcivescovo Salvatore, ha voluto celebrare con solennità l’anniversario dei 900 anni della sua morte.     
 
4. San Gerardo è stato un pastore buono e saggio e la sua memoria è un invito a riscoprire la grazia che abbiamo: Gesù Cristo è il Buon Pastore che dà la sua vita per noi. Siamo radunati attorno all’altare del Signore Gesù per rendere grazie del dono di essere figli di Dio, destinati alla vita eterna, alla pienezza della vita. Contemplando san Gerardo, siamo sospinti a riconoscere quanto è veramente grande l’amore di Dio: grazie al dono della vita di Gesù, noi siamo diventati figli del Padre, partecipi della sua morte e risurrezione. La profezia di Isaia si è compiuta in Gesù: "Lo spirito del Signore è su di me: (...) mi ha consacrato con l’unzione, mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati”. Il Signore Gesù è il Buon Pastore che guarisce le nostre piaghe, le ferite dei cuori spezzati, dice il profeta, dei cuori che soffrono a causa del dolore, della sofferenza, del male.   
 
5. Questa immagine del Buon Pastore evoca il mistero di amore che si compie in Gesù: “Io sono il buon pastore che dà la propria vita per le pecore”. Gesù non solo porta il gregge al pascolo e lo difende dai pericoli, ma ama a tal punto le sue pecore da offrire la propria vita, perché le pecore possano vivere e arrivare ai pascoli eterni. Con questo dono, la nostra vita si apre alla speranza: il suo amore vince la morte, il peccato, le oscurità e le difficoltà della vita.  
Per accogliere questo dono e vivere con speranza, è fondamentale la relazione personale con Gesù. Egli dice: “conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me”. Questa conoscenza reciproca non è astratta o intellettuale, ma è personale: è la conoscenza che proviene dalla relazione di amore con Gesù, dal rapporto vivo con Lui, dall’ascolto della sua parola, dalla nostra preghiera, dall’obbedienza al suo comandamento. La comunione con Lui ci rende sicuri e fiduciosi, l’amicizia con Lui ci rende protetti e guidati. Come ha fatto san Gerardo, non chiudiamoci in noi stessi, ma apriamoci al Signore, perché ci guidi sulla via della vita.
 
6. Credo che sia doveroso ricordare che san Gerardo si impegnò nell’educazione dei giovani, con una scuola gratuita aperta a tutti: egli stesso si mise a insegnare con sapienza e grande umanità. Ricordo volentieri questa caratteristica della vita del vostro santo patrono, dopo aver visto molti ragazzi e molti giovani sia ieri alla parata dei Turchi sia oggi alla processione. È bello vedere i giovani che partecipano alla vita della comunità. Ma è bene tener presente che il tempo che ci è posto innanzi impegna tutti – dai genitori alla comunità cristiana alla società tutta - a ritrovare il gusto e la gioia dell’impegno educativo. San Gerardo ha avuto a cuore il bene delle persone che amava, ha desiderato il vero bene dei bambini e dei giovani. Anche noi dobbiamo avere a cuore il vero bene dei nostri figli e di tutti i ragazzi, per offrire loro una formazione che li orienti nella vita, sapendo discernere il bene dal male. Siamo tutti chiamati a essere pastori che amano e guidano le generazioni più giovani perché abbiamo una buona formazione umana e cristiana. Non è un’educazione vera quella che si limita a dare alcune nozioni, lasciando da parte la formazione spirituale e morale. Gli stessi giovani la chiedono, perché non desiderano essere lasciati soli di fronte alle sfide della vita. Il vostro patrono vi aiuti a lavorare insieme per aiutare i giovani a trovare il senso della vita e a scoprire la gioia di vivere la buona relazione con Dio e con i fratelli.  
 
7. Carissimi amici di Potenza, vi ringrazio per la devozione che avete verso san Gerardo, una devozione che avete saputo conservare nel corso dei secoli: la sua memoria sia per tutti voi gioia e benedizione. Affidiamo la nostra preghiera all’intercessione della Regina e Patrona della Lucania, la Madonna nera di Viggiano: con san Gerardo, la Madonna interceda per voi e vi aiuti a camminare sulla strada della vita buona e santa. Amen.
 
 



30/05/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO