PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia della 2ª domenica di Quaresima

Cattedrale


Letture: Gen 15, 5-12.17-18; Fil 3,17 – 4,1; Lc 9, 28-36
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
1. Questa seconda domenica di Quaresima è detta domenica della Trasfigurazione. Siamo invitati a contemplare l’evento della Trasfigurazione di Gesù sul monte per continuare il cammino di conversione. Mentre domenica scorsa il deserto era al centro del brano evangelico, con il Signore che vince le tentazioni, oggi il nostro sguardo si rivolge al volto luminoso di Gesù: la luce della Trasfigurazione di Gesù è un anticipo della luce della Pasqua.
Dopo aver annunciato ai discepoli la sua passione e morte, Gesù prese con sé Pietro Giacomo e Giovanni e salì sul monte per pregare. Sul monte, luogo della rivelazione di Dio, i tre discepoli vivono un’esperienza singolare: vedono Gesù che prega e, durante la preghiera, lo vedono trasfigurato, rivestito della gloria divina, con le vesti splendenti. “Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”: la preghiera di Gesù trasforma il suo volto che diventa luminoso come è luminoso il volto del Padre. La preghiera è sempre un raggio di luce. Nel ritornello del salmo abbiamo cantato: “Il Signore è mia luce e mia salvezza”. Un altro salmo recita: “Guardate a Dio e sarete raggianti!” (Sal 34,6). I discepoli avevano visto molte volte Gesù in preghiera, ma questa volta sono stupiti, perché il volto umano di Gesù lascia il posto a un nuovo splendore, che avvolge anche tutta la sua persona, le sue vesti. E accanto a Gesù appaiono Mosè ed Elia, che parlano con Lui del suo prossimo ‘esodo’, cioè della sua missione, della sua Pasqua di morte e risurrezione.
2. La Trasfigurazione avviene in un momento preciso della missione di Cristo, quando egli ha deciso di recarsi a Gerusalemme e dopo che ha confidato ai discepoli che la missione comporta la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione. I discepoli sono scandalizzati: non accettano questa missione di Gesù, non accolgono l’annuncio della sua morte e della sua risurrezione. Allora Gesù li prepara ad accettare lo scandalo della passione e della morte di croce, perché questa è la via attraverso la quale il Padre celeste farà giungere alla gloria il suo Figlio, risuscitandolo dai morti. La Trasfigurazione è un anticipo della Pasqua. Pietro, dopo lo spavento, vorrebbe che quell’anticipo durasse per sempre: “Maestro, è bello per noi essere qui”. Vorrebbe trattenere per sempre quell’attimo, vorrebbe che quel momento di luce non finisse più. Ma nel momento in cui Mosè ed Elia si separano da Gesù, la voce dalla nube si fa sentire: “questi è il Figlio mio, l’eletto: ascoltatelo”. Nel volto trasfigurato di Cristo si rivela il volto stesso del Padre. Gesù è “l’eletto” che ha una missione da compiere, è il Figlio che si fa servo per compiere la missione che il Padre gli ha affidato. La luce della Trasfigurazione anticipa per qualche istante la gloria della Risurrezione, con cui il Padre glorificherà il Figlio che ora sta deve salire su un altro monte, il Golgota, per donare a noi la sua vita.
3. L’evento della Trasfigurazione avviene sul monte, in un contesto di preghiera, di dialogo tra Gesù e il Padre. La Quaresima ci porta a salire sul monte per pregare, per ritrovare la gioia della preghiera, del dialogo, dell’ascolto. La preghiera personale e comunitaria è luce che illumina il mistero di Dio e illumina la nostra vita. Nelle diverse situazioni umane, anche quelle più oscure, il dialogo con Dio nella preghiera dona luce alla nostra vita. Risuona per noi la voce del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!”. La Quaresima è il tempo dell’ascolto di Gesù Cristo che ci parla nel suo Vangelo, nei santi sacramenti, nelle celebrazioni liturgiche, nell’incontro con i fratelli e le sorelle: lasciamoci illuminare dalla luce della sua parola per proseguire con speranza il nostro itinerario quaresimale verso la Pasqua. Amen.   



17/03/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO