PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Esequie di don Giovanni Pagliughi

Rezzoaglio


Letture: Is 58,1-9, vangelo: Lc 1,39-56
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
1. Affidiamo il nostro fratello don Giovanni Pagliughi all’abbraccio amoroso di Dio: lo accompagniamo nella casa del Padre, dove speriamo di ritrovarci tutti, un giorno, per la misericordia infinita di Dio. Don Giovanni ha terminato la sua lunga corsa, ha compiuto la sua missione, quella missione che il Padre, nella sua infinita sapienza, gli aveva riservato e che egli ha svolto con umiltà e con dedizione, al servizio di Dio e della sua Chiesa. Con commozione e con gratitudine, affidiamo alla misericordia del Padre il nostro caro don Giovanni, qui, nella bella chiesa di questa comunità che egli ha a lungo servito – per quasi settanta anni - e profondamente amato. Ha vissuto il suo servizio sacerdotale con grande e fedele dedizione. 
2. Abbiamo iniziato mercoledì scorso il prezioso tempo della Quaresima. La prima lettura del profeta Isaia è un invito all’autenticità, alla verità interiore, alla conversione autentica. In questo percorso quaresimale verso la Pasqua, ci aiutano la preghiera e la condivisione, ma anche il digiuno. Digiuno dal cibo, con una vita più sobria, liberata da tante cose inutili, ma soprattutto digiuno che diventa fraternità e libertà interiore. Ascoltiamo il profeta: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo”. Il cammino quaresimale ci invita a rimettere al centro la relazione con Dio e la relazione con i fratelli.
Se la Quaresima è il tempo forte della vita cristiana, possiamo dire che don Giovanni ha vissuto tutta la sua vita come un tempo forte, come un cammino verso la Pasqua.
3. La devozione di questo sacerdote nei confronti della Vergine Maria è stata grande. Quanti pellegrinaggi ha compiuto a Lourdes. Per questo ho ritenuto giusto che nel suo funerale venisse proclamato il Magnificat. Anche don Giovanni possa proclamare, insieme a dire Maria Santissima: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore”. La Vergine Santa contempla il Signore e lo esperimenta come Colui che trasforma la sua esistenza con la sua misericordia, la sua sovranità e in tutta la sua potenza.
“Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”, esclama Maria. È Dio, il Santo, che comunica la sua santità a Maria e a tutti noi, chiamati a essere partecipi della sua santità. Come ci ricorda san Paolo: “Ci ha scelti per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità” (Ef 1,4). Don Giovanni, devoto di Maria SS.ma, ha accolto la Vergine Santa come modello dell’atteggiamento spirituale con cui vivere la sua vita e celebrare i divini misteri. La Beata Vergine è modello di ogni cristiano e di tutta la Chiesa nella fede, nella carità e nella perfetta unione con Cristo.
4. Sia fiduciosa la nostra preghiera di suffragio per don Giovanni. Purificato dal male, possa ora abitare – secondo le parole dell’Apocalisse - quella Gerusalemme nuova, dove vi è la tenda di Dio con gli uomini, dove viene asciugata ogni lacrima, dove non vi è più morte, né lutto, né lamento, né affanno; dove egli possa incontrare per sempre Colui che è l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. Non abbiamo dubbi che don Giovanni, lungo tutta la sua vita di autentico credente e di sacerdote pio e zelante, abbia riconosciuto Dio come il Principio e la Fine, cioè l’origine e la mèta della sua esistenza, il traguardo beato verso il quale camminare nella fede e nella speranza e nella carità. Don Giovanni è stato un prete autentico. La sua chiamata al presbiterato è stata un seme gettato in un terreno reso fecondo dalla educazione cristiana ricevuta in famiglia e nella comunità cristiana. Egli ha preso con grande responsabilità, oltre che con entusiasmo, la vocazione ad essere pescatore di uomini. Ha davvero lasciato tutto per seguire Gesù, cercando in tutta la vita di rendere autentica, generosa, coerente la sua sequela del Maestro.
Ora consegniamo alla mani materne della Vergine Beata questo suo figlio devoto perché lo conduca all’abbraccio misericordioso di Dio. Amen.
 



08/03/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO