PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Omelia dela 5 Domenica del tempo ordinario

Piacenza - Cattedrale


Letture: Is 6,1-2.3-8; 1Cor 15,1-11; Lc 5,1-11
 
Carissimi amici della Comunità Papa Giovanni, carissimi fratelli e sorelle
1. Desidero innanzi tutto dire grazie ai membri della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi. Li ringrazio per il loro impegno contro ogni forma di degradazione della persona umana e per il loro coraggio nel denunciare sia la violazione della dignità della donna che “lavora per strada” sia il drammatico racket della prostituzione. Ringraziando gli amici della comunità, ringrazio tutti voi che avete partecipato con coraggio alla fiaccolata e partecipate ora alla celebrazione della santa Eucaristia.
Così tutti insieme rendiamo grazie a Dio, invitati dal salmo con queste parole: “Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore (...), rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà”. Questa sera abbiamo un ulteriore motivo per rendere grazie al Signore: ammiriamo stupiti il semplice e luminoso carisma che il Signore ha donato a don Benzi e preghiamo perché la grazia di questo carisma consenta agli amici dell’associazione e a tutti noi di saper avvicinarci a chi più soffre e a chi è più abbandonato.
 
2. Il brano evangelico ci insegna la strada per accogliere il Signore Gesù che opera per la nostra salvezza e infonde in noi la sua grazia, il suo amore.  
Noi accogliamo Gesù ascoltando la sua parola che è “parola di Dio”. Presso il lago di Gennezaret o di Tiberiade, la folla ascolta Gesù che comunica la “parola di Dio”. “La folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio”: Gesù comunica la parola di Dio insegnando e il suo insegnamento è luce che illumina la vita e vince ogni tenebra. In quella folla che lo ascolta, bisognosa di luce, ci siamo tutti noi che desideriamo trovare risposte certe alle grandi domande della vita. Dio non ci lascia soli nel nostro cammino, ma ci dona la sua luce e ci rivela il suo amore. Abbiamo sempre grande bisogno della luce della “parola di Dio” come guida per la nostra vita. Ma in particolare ne abbiamo bisogno quando vi sono momenti di buio, quando abbiamo paura, quando viene meno la fiducia: sono momenti in cui sperimentiamo la nostra pochezza, i nostri limiti. In questi momenti e in ogni momento della vita nostra, dobbiamo ascoltare Gesù e il suo insegnamento, non solo sentire qualche parola e poi rivolgerci dall’altra parte. Dobbiamo ascoltare con l’animo rivolto al Signore, con il cuore aperto perché Gesù ci parla di Dio e del suo amore. Possiamo ascoltare e accogliere Gesù solo con la fede, cioè quando siamo disposti a diventare veramente discepoli, a seguire il Maestro.
 
3. La pagina evangelica continua narrandoci la nascita un legame fondamentale, il rapporto fra Gesù e Simon Pietro. In questa narrazione molto suggestiva, l’incontro fra Gesù e Pietro presenta due momenti particolarmente intensi. Il primo è quando Simon Pietro dice: “Abbiamo faticato tutto la notte” senza alcun risultato, “ma sulla tua parola getterò le reti”. È una decisione sorprendente e piena di fiducia nella parola di Gesù. Poi il secondo memento importante è dopo la pesca miracolosa, quanto Pietro riconosce che la parola di Gesù opera cose straordinarie: il suo cuore è come trafitto dalla sua parola che opera segni e miracoli, è quasi spaventato dalla sua presenza. Simon Pietro si sente indegno, si riconosce povero peccatore. A questo punto l’incontro, ecco la parola di Gesù che cambia la vita di Pietro: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.
 
4. Cari fratelli e sorelle, alla luce di questo incontro comprendiamo che cosa significa veramente accogliere Gesù, ascoltare la sua parola e il suo insegnamento. Se Gesù viene accolto con fede, la nostra vita viene cambiata, perché l’amore di Gesù in noi genera un nuovo modo di pensare e di vivere. Il legame che si costituisce fra il Signore Gesù e l’apostolo Pietro ha un chiaro risvolto ecclesiale e concerne anche tutti noi. Pietro e altri discepoli ricevono la grazia di partecipare alla missione di Gesù per donare luce e salvezza agli uomini di ogni luogo e tempo. Gesù associa tutti noi in quest’opera di amore. Questa è la missione della Chiesa che l’apostolo Paolo riassume con queste parole: “A voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto”. Lungo i secoli Gesù continua ad associare alla sua missione uomini e donne perché la sua missione di luce e di amore prosegua, portando a ogni persona i beni della luce e della salvezza. In questo modo Gesù, il Risorto, è sempre una presenza viva nella storia attraverso gli apostoli che donano la parola e i sacramenti, attraverso i discepoli che annunciano e testimoniano, attraverso quei carismi che questa sera riconosciamo in don Benzi e in coloro che con fedeltà seguono il cammino che questo sacerdote ha percorso per venire incontro a tutti, nessuno escluso. Amen.   



09/02/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO