PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Esequie di don Fausto Cappucciati.

Bobbio Concattedrale


Eb 13,15-17.20-21; Mc 6,30-34

Eb 13,15-17.20-21; Mc 6,30-34
 
Carissimi confratelli, carissimi fratelli e sorelle
1. Con commozione e con gratitudine, affidiamo alla misericordia del Padre il nostro carissimo don Fausto Cappucciati, celebrando le sue esequie qui, a Bobbio, ove egli ha passato i suoi ultimi anni e dove è stato assistito e accompagnato con molta cura. Porgiamo le più vive condoglianze alla sorella Ester e a tutti i familiari e amici.
Celebrando la santa Eucarestia, lo affidiamo alla grazia del mistero pasquale di Gesù, Crocifisso e Risorto. Con le parole della liturgia, professiamo la nostra fede pasquale: “Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un'abitazione eterna nel cielo” (Prefazio). Nel Signore Gesù, morto e risorto, è redenta la nostra morte.
 
2. Lodiamo e invochiamo il “Dio della pace, che ha ricondotto dai morti il Pastore grande delle pecore, (...) il Signore nostro Gesù”, perché dia la pace eterna questo nostro fratello. Purificato da ogni male e da ogni colpa, don Fausto sia per sempre unito a Cristo: in Lui, risorto, tutta la vita risorge. Egli ha amato e servito il Signore Gesù, ha pronunciato il suo ‘eccomi’ per lavorare come servo nella vigna del Signore. Possa partecipare alla pienezza della vita e abitare nella Gerusalemme nuova, dove viene asciugata ogni lacrima, dove non vi è più morte, né lutto, né lamento, né affanno. Lì possa incontrare per sempre Colui che è “l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine” (cf. Ap 21,4-5). La nostra preghiera è piena di fiducia nella misericordia di Dio. ma nello steso tempo non abbiamo dubbi che don Fausto, lungo la sua vita di cristiano e di credente, ha cercato Colui che è l’Alfa e l’Omega, ha riconosciuto Dio come “il Principio e la Fine”, cioè l’origine e la mèta della nostra esistenza, il traguardo beato verso il quale camminare nella fede e nella speranza. La chiamata al presbiterato è stata come un seme gettato in un terreno reso fecondo dall’educazione cristiana ricevuta nell’infanzia e perfezionato grazie ai molti incontri con Gioventù studentesca, con Comunione e Liberazione, con il servo di Dio don Luigi Giussani, con il vescovo mons. Enrico Manfredini, con mons. Antonio Bozzuffi e con molti fratelli e sorelle.
3. Credo che don Fausto ricordi a tutti noi, con la sua ricerca e con la sua testimonianza, la gioia e la grazia di essere cristiani al servizio del Signore e della sua Chiesa per il bene di tutti gli uomini. E invita tutti noi, fedeli laici e preti, ad accogliere lo sguardo commosso che Gesù rivolse alla folla: “ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore”. Siamo anche noi come pecore senza pastore se non ascoltiamo Lui e se non accogliamo il suo insegnamento, se manca in noi la stessa disponibilità e la stessa sete di quella folla. Anche oggi – forse ancora più oggi – è necessario ascoltare il Pastore, e non solo sentire alcune sue parole per poi pensare ad altro. Anche oggi è necessario lasciarci condurre ad una visione unitaria della realtà per non lasciarci sedurre da tanti falsi maestri che ci conducono non ai pascoli della vita e della grazia, ma in quelli inquinati da tante miserie.
 
4. Caro don Fausto, noi ti accompagniamo con la nostra preghiera piena di speranza perché i tuoi occhi possano finalmente contemplare il volto di Gesù. Nella tua vita hai sempre cercato questo volto. Sia con gli occhi del cuore e della fede sia con gli occhi della mente e della ragione, convinto della ragionevolezza della fede in Dio. Con la tua ricerca, con le tue discussioni, con la tua preghiera ti sei avvicinato al Mistero, hai rivolto il tuo sguardo a Dio che illumina la ragione e che si è avvicinato all’uomo in Gesù Cristo, venuto a condividere la nostra realtà umana per farci partecipi della vita di Dio, Creatore e Padre. Caro don Fausto, hai messo in pratica ciò che sant’Agostino esprimeva con l’invito: “Comprendi per credere e credi per comprendere”. Ora il volto luminoso di Gesù, Cristo, il Risorto, risplenda davanti a te: si compia così la tua ricerca, si esaurisca il tuo cammino. Nella tua famiglia, nel movimento di Comunione e Liberazione e nella Chiesa sei stato educato alla confidenza filiale e fiduciosa in Maria Santissima. A Lei Madre nostra, alle sue mani materne ti affidiamo perché mostri ora a te il frutto benedetto del suo grembo, il Signore Gesù, che è la pienezza di ogni grazia e di ogni cosa. Amen.
 



09/02/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO