PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Esequie mons. Pietro Bonatti

Cattedrale


Letture: Is 25, 6°.7-9; Sal. 118, 105-112; Mt 11,25-30
 
Carissimi confratelli, carissimi fratelli e sorelle
1. Il versetto del Salmo 118 ben si adatta alla vita e al ministero di questo nostro fratello sacerdote che ha dedicato la sua esistenza allo studio e all’insegnamento della Sacra Scrittura: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino (v. 105). Questa frase può essere la sintesi della vita vissuta del nostro bravo biblista.   
Ora siamo qui in preghiera per invocare per lui il compimento del consolante annuncio del profeta Isaia: il Signore stesso, sul monte Sion, prepara un banchetto, segno della sua volontà di rivelarsi e di donarsi, testimonianza del suo desidero di farci partecipare alla sua mensa. Il convito è il segno del patto che non è venuto meno, di quell’antica alleanza che, però, coinvolgerà tutti i popoli. Ormai il velo che copriva gli occhi delle nazioni sarà strappato e sarà svelata a tutti la misericordia, la bontà, la sollecitudine del Signore. Non solo: con un tratto di tenerezza materna, il Signore stesso asciugherà personalmente le lacrime su ogni volto ed eliminerà la morte, per sempre.
Al centro dell’alleanza di Dio con l’umanità vi è Gesù Cristo: egli è il Verbo che ha rivelato il cuore di Dio, la Parola che ha piantato la sua tenda in mezzo a noi, il Figlio che ha camminato con noi e ha donato la sua vita per la nostra salvezza.
 
2. Mons. Bonatti, con il suo insegnamento sempre preciso e documentato, con la sua intelligenza viva e la sua sorprendente memoria, con la sua preghiera intensa, si è fatto annuncio e segno della luce del grande mistero che illumina la storia umana e la apre alla salvezza nel dono del Signore Gesù, nostro Salvatore. 
Questo servizio-ministero l’ha svolto da vero sapiente, cioè con l’umiltà di chi riconosce la grandezza del dono ricevuto e con lo spirito di chi sa di essere servo. Egli ha accolto e fatta sua la preghiera di Gesù, che è lode e rendimento di grazie a Dio Creatore e Signore dell’universo e confessione di fede fiduciosa e colma di amore nel Padre. La luce del mistero di Dio che si rivela e si dona è accolta solo da chi sa di essere creatura. La verità del Figlio che si è incarnato ed è morto e risorto, tocca il cuore di chi sa di essere figlio ed è felice di esserlo, come è stato per don Pietro.  
 
3. Mentre invochiamo per il nostro fratello la partecipazione gioiosa al banchetto eterno, avvertiamo tutti il desiderio di rendere grazie per il dono di questo sacerdote, amico di Dio e amico degli uomini. Anche in questi giorni ho sentito testimonianze di riconoscenza e di stima da parte di chi lo ha conosciuto fin dagli anni del seminario: “è stato il professore più preparato e più umile”, “mi ha fatto amare la Sacra Scrittura”, “l’ho visto spesso in preghiera davanti al SS. Sacramento”: sono le parole di alcuni sacerdoti, e credo che siano parole condivise da tutti. Anch’io, fin dall’inizio, ho potuto toccare con mano la sua attenzione, la sua vicinanza con gesti semplici e toccanti, ricchi di affetto e di sincerità. Tutti noi, credo, abbiamo motivi personali di riconoscenza verso don Bonatti e conserviamo in noi qualcosa di bello che ci ha trasmesso come docente preparato, come sacerdote fedele, come guida accogliente, come figlio della santa Chiesa di Dio. Aveva il cuore del piccolo e del semplice secondo il Vangelo, uno di quei piccoli ai quali il Padre rivela la vera sapienza, quella insegnata e vissuta da Gesù. Questa sapienza era entrata nel suo cuore ed egli desiderava essere come un riflesso della sapienza e della bontà di Gesù.
 
4. Credo che sia significativo citare alcune parole del suo testamento spirituale perché, ancora come buon docente che non smette mai il suo insegnamento, don Pietro ci insegna con la sapienza umile a vivere con gioia il rapporto con il Signore e con i fratelli. Innanzitutto egli manifesta il suo amore per la santa Chiesa: “Desidero morire (come sono vissuto) in piena comunione con la Chiesa Cattolica”. Poi ringrazia il Signore “per la straordinaria bontà che mi ha usato”. Il ringraziamento si allarga verso “coloro dei quali il Signore si è servito per farmi del bene”. Infine supplica, nel nome del Signore, di essere perdonato da  “coloro che in qualche modo io avessi offeso, scandalizzato, danneggiato, contrastato”. Così come egli, nel nome del Signore, accorda “il perdono completo a chiunque ne avesse (o credesse di averne) bisogno”. Ecco le ultime righe del suo testamento: “Pregate per me. Pregherò per voi. Arrivederci tutti. Gesù, Giuseppe, Maria, spiri in pace con voi l’anima mia”.
Il Signore Gesù ha affascinato la mente e il cuore di don Pietro e, noi qui raccolti in preghiera, con la nostra fede e la nostra speranza, crediamo che egli è commensale al grande banchetto nuziale dellAgnello (Ap 19,9). E ci attende col suo sorriso, accanto a tanti nostri cari. Ci sia ancora vicino e interceda per la nostra e sua Chiesa di Piacenza-Bobbio, che ha amato e servito con dedizione e con la sapienza dei piccoli. Amen.  
 
 
 
 
 
 
 



04/01/2019 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO