PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Natale del Signore. Messa del giorno

Cattedrale e Concattedrale (Bobbio)


Letture: Is 52,7-10; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 1. La luce di Cristo illumina il cammino degli uomini, l’amore di Cristo salva l’uomo: con il Natale di Gesù, la nostra vita è illuminata dalla sua luce e salvata dal suo amore. Il lieto annuncio del Natale ci rivela che Dio ha voluto assumere la nostra natura umana per donarci la grazia di condividere la sua vita divina. È il mistero del Natale che celebriamo nello stupore e nella gioia. La Colletta esprime con parole semplici questo evento di luce e di amore: Dio ci creati e ci ha redenti con il dono del suo Figlio che ha assunto la nostra umanità, noi possiamo condividere la vita divina del suo Figlio e possiamo vivere sapendo di essere figli amati. Dio si è fatto uomo e l’uomo, ogni uomo, è chiamato a diventare figlio di Dio.
Questo è il dono di Dio per noi, questa è la sua grazia per noi e per tutta l’umanità. Ancora una volta dopo duemila anni dalla nascita di Gesù, noi siamo coinvolti in questo mistero di amore, siamo trasformati da questo dono impensabile. Il Verbo incarnato, il Figlio del Padre, dimora tra le case degli uomini, nasce nei nostri cuori e dona a noi la gioia della luce e della vita nuova.   
 2. Accogliamo il dono di Dio annunciato dal profeta Isaia: “Prorompete insieme in canti di gioia perché il Signore ha consolato il suo popolo, tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio”. L’annuncio del profeta si è compiuto a Betlemme con la nascita di quel Bambino il cui nome è Gesù, ‘Dio-che-salva’. Siamo invitati a gioire, anche se riusciamo solo a intuire qualcosa di ciò che è avvenuto, perché il dono è troppo grande, immenso. Quello che Dio ci dona è più grande di quanto possiamo desiderare e cercare: Dio si fa vicino e si immerge nella nostra umanità, entra nella storia umana e la sua presenza è grazia, vita, salvezza. La vita umana, pur tra sofferenze e oscurità, è liberata dal non-senso, dall’insignificanza. La stessa morte non è più la fine, ma diventa il passaggio verso la pienezza della vita: Dio ha dato a noi il suo Figlio “perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). Possiamo cantare al Signore “un canto nuovo perché ha compiuto meraviglie”, come il Salmo ci ha indicato.
 3. Accogliamo il dono di Dio che il brano del Vangelo di Giovanni ci presenta rivelandoci l’amore di Dio e la responsabilità dell’uomo.  
Quel Bambino povero e che non trova posto nell’alloggio è la Parola che “era presso Dio ed era Dio”. Questa Parola è divenuta carne, è entrata nella nostra umanità. Quel Bambino è la vita: “in lui era la vita”. Quel Bambino è la luce, “la luce vera, quella che illumina ogni uomo”. Chi lo accoglie, diventa figlio di Dio, chi crede nel suo nome, è generato da Dio.  
Se ci apriamo all’amore di Dio e accogliamo il Signore Gesù, siamo generati da Dio che, nel suo amore, vuole per noi la vita eterna.  
 4. Il grande dono di Dio è gratuito e l’uomo è libero di accoglierlo o di rifiutarlo. Il Vangelo è lieta notizia, ma il prologo di Giovanni, sia pur in modo rapido ma molto intenso, accenna a ciò che la storia di ieri e di oggi ci testimonia, e cioè la chiusura dell’uomo, il mistero del rifiuto, della non accoglienza: “il mondo non lo ha riconosciuto, venne tra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto”. Nella luce del Natale, non possiamo ignorare le ombre della storia umana, segnata dalla chiusura alla luce e all’amore, dall’indifferenza a Dio e ai fratelli. Nella gioia del Natale, non possiamo dimenticare il drammatico rischio di disumanità che incombe su di noi a ogni livello e in ogni luogo, anche nelle nostre case e nelle nostre città.
Carissimi fratelli e sorelle, a Betlemme è nato Gesù, il Cristo. Lì è iniziata una nuova storia, un nuovo cammino, una nuova speranza. Accogliamo la grazia di Dio che cambia il corso della storia e trasforma la nostra vita e il nostro cuore. Accogliamo la venuta del Signore Gesù con fede e ravviviamo la speranza. La sua presenza in mezzo a noi è luce e forza di fronte alle sfide del nostro tempo e alle nostre chiusure. Uniti a Cristo Salvatore, possiamo vivere come figli del Padre e possiamo amare Dio e i fratelli, vincendo ogni solitudine, ogni indifferenza, ogni chiusura.   
La gioia del Natale entri in tutti i cuori e in tutte le case: sia forza per gli sfiduciati, conforto per gli ammalati, speranza per tutti. Questo è il grande dono del Natale di Gesù, questo è il fervido augurio natalizio. Amen.
 



25/12/2018 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO