PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Solennita’ di tutti i Santi



Letture: Ap 7, 2-4.9-14; 1Gv 3, 1-3; Mt 5, 1-12
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle,
1. Celebriamo con grande gioia la festa di tutti i santi, la festa di tutta l’umanità che ha vissuto nella fede, nella speranza e nella carità L’Apocalisse ci assicura che si tratta di “una moltitudine immensa” che proviene da “ogni nazione, tribù, popolo e lingua”. Festeggiamo tutti coloro che sono i ‘salvati’ da Dio: la loro vita è stata accolta nelle mani sante di Dio. Ringraziamo Dio è fedele alla sua promessa di vita eterna: accoglie nella sua vita santa tutti coloro che sono stati testimoni del suo amore.
I santi sono nostri fratelli e nostre sorelle che ci rivolgono un invito con la loro testimonianza: questi amici ci dicono che questa festa è anche la nostra festa, perché tutti noi abbiamo la grazia di credere in Dio e di sperare nella sua salvezza.
Le parole del libro dell’Apocalisse ravvivano la nostra speranza. Dobbiamo guardare avanti, alla meta del nostro destino: non dimentichiamo che siamo in cammino verso la vita promessa da Dio. La nostra fede cristiana ci fa recitare nel Credo questa gioiosa verità: “Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”. Sì, professiamo questa verità di fede che ci assicura che siamo destinati alla vita con Dio, non all’oscurità della morte.  
 
2. Anche la lettera di san Giovanni è un invito alla speranza: non siamo venuti alla vita per caso, ma siamo stati chiamati alla vita perché amati da Dio. “Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!”: così afferma l’evangelista Giovanni nella sua lettera. Siamo figli di Dio: ciascuno di noi è stato pensato e voluto da Dio come figlio, ciascuno di noi è amato da Dio. In questo “grande amore” che il Padre ci ha dato, noi siamo destinati alla vita alla vita stessa di Dio, a partecipare in pienezza del suo amore, a gioire della luce eterna con Cristo.
Non limitiamo lo sguardo solo all’oggi, non riduciamo la nostra esistenza pensando solo a questa terra. Lo sguardo troppo piccolo sulla vita umana genera scetticismo, la visione troppo parziale dell’uomo sfocia facilmente nell’indifferenza. Purtroppo è ciò che spesso vediamo e sperimentiamo. Ma il progetto di Dio su di noi è ben più grande e la nostra vocazione è ben più bella e più luminosa.
  
3. Cari fratelli e sorelle, abbiamo ascoltato le Beatitudini proclamate da Gesù: sono il suo dono per il nostro cammino di vita buona e santa. Gesù ci annuncia l’amore di Dio e offre a noi la sua stessa vita, perché noi possiamo vivere come figli del Padre. Accogliamo questo dono con gratitudine. Come discepoli di Gesù Cristo, viviamo le beatitudini senza paura, confidando nella bontà di Dio e onorando la dignità dell’uomo, preferendo l’amore all’odio, il perdono alla vendetta. Il cammino delle beatitudini evangeliche è la via della santità, a cui siamo tutti chiamati, perché è la vocazione fondamentale dell’uomo: Dio ha impresso la sua immagine in ognuno di noi, incamminati verso la comunione piena con Dio.  

4. La festa di tutti i santi si intreccia con la commemorazione dei defunti. Siamo qui nel grande cimitero della nostra città per un’unica celebrazione, quella della fede nell’amore grande di Dio e nella vita eterna. In Cristo Gesù, noi pellegrini sulla terra, viviamo una profonda comunione con i nostri defunti. Ed esprimiamo questa comunione attraverso il ricordo dei nostri cari, con i fiori presso la tomba e con la preghiera di suffragio, perché ai nostri defunti sia concessa la grazia di partecipare alla beatitudine eterna. Il Signore confermi e ravvivi in tutti noi la speranza che ci ritroveremo insieme ai nostri fratelli defunti nella vita beata di Dio. Amen.



01/11/2018 IL NUOVO GIORNALE