PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

24ª domenica del tempo ordinario, Grande Festa della Famiglia

Basilica di San Francesco


Letture: Is 50, 5-9; Gc 2, 14-18; Mc 8, 27-35
 
Carissimi fedeli, carissime famiglie che partecipate alla grande Festa della famiglia
1. La festa della famiglia è davvero grande. Non solo perché parecchie famiglie celebrano anniversari della loro vita matrimoniale, neppure perché voi rappresentate le famiglie di Piacenza e della diocesi, ma soprattutto perché voi siete il segno prezioso dell’amore di Dio. Il brano evangelico ci aiuta ad accogliere questa grazia e rendere grazie a Dio e alle molte famiglie che con gioia svolgono la loro vocazione.
Risuona in noi l’interrogativo di Gesù: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Gesù la rivolge a ciascuno di noi: “Ma tu, chi dici che io sia?”. Questa domanda è al centro del Vangelo secondo Marco, è al centro anche della nostra vita e della storia umana: Gesù è nel cuore della storia umana, è il cuore della storia umana.
“Tu sei il Cristo”: è la riposta dell'apostolo Pietro che professa la fede cristiana nel suo primo nucleo. La Chiesa farà tesoro di questa professione di fede e ricorderà sempre questo titolo: “Tu sei il Cristo”, il Messia, l’Unto del Signore, colui che è stato mandato da Dio per la vita e la salvezza del popolo di Israele e di tutta l’umanità.
 
2. L’esistenza umana è illuminata da questa presenza del Cristo, dono del Padre all’umanità. Egli viene incontro alla nostra sete di acqua che disseta, alla nostra fame di un cibo che nutre, al nostro bisogno di una relazione vitale, di una fedeltà che sia una speranza sicura. Grazie allo Spirito Santo, noi abbiamo accolto la luce di Cristo e riconosciamo in Gesù Cristo il nostro Salvatore. Egli si è donato e si dona a noi parlando la nostra parola umana, vivendo la nostra umanità, facendosi servo, lavando i nostri piedi, morendo per noi. 
Pietro fatica a comprendere questa figura del Messia, perché pensa secondo gli uomini e non secondo Dio. Gesù lo rimprovera e invita lui, gli altri discepoli e la folla a entrare nella logica di Dio, la logica dell’amore che si dona, la logica della croce. È una strada in salita, difficile, ma è la strada della vita: chi si occupa e si preoccupa solo di sé, ha già perso la propria vita. Gesù ci dice che la vita è dono e la diventa vera solo se donata.
 
3. La risposta di Pietro e l’invito di Gesù a seguirlo sulla strada della vita ci aiutano a rispondere ad un’altra domanda: “Ma voi, chi dite che sia la famiglia?”. Non ‘cosa’ è la famiglia”, ma ‘chi’ è la famiglia: la domanda, sempre attuale, emerge in ogni grande festa della famiglia che da dieci anni viene celebrata nella nostra città.   
La fede in Cristo dona la luce che illumina il matrimonio e la famiglia. Gesù è il Cristo, il Verbo di Dio fatto uomo. Gesù assume la nostra natura umana per realizzare il disegno di Dio, è la Parola di Dio che viene detta con parole umane, parole che noi possiamo accogliere e capire. Egli ci salva mediante un atto umano di amore e di libertà. Questo atto di amore con cui Gesù dona se stesso sulla croce è il grande ‘mistero’ che dice in modo umano l’amore di Dio verso tutti noi, uomini e donne. Nell’incarnazione Gesù è la Parola di Dio che si fa uomo e la sua presenza opera nella nostra umanità, nel corpo e nello spirito degli uomini e delle donne.
Questo mistero continua anche oggi. Dio rivela e realizza la redenzione dell’uomo servendosi di realtà umane. Lo vediamo con gioia nei segni sacri, nei santi sacramenti, attraverso i quali Gesù compie la nostra rigenerazione: la sua forza di redenzione è presente nelle parole e nei segni dei sacramenti. I sacramenti generano la vita nuova che Dio ha voluto donare a noi con il suo Verbo che si è fatto uomo.    
 
4. Anche nell’uomo e nella donna che si scambiano il consenso per vivere come marito e moglie è presente e operante il mistero di Dio che ci salva: quel consenso non è solo relazione reciproca e mutua appartenenza, è anche, e soprattutto, l’amore di Dio che trasforma la persona stessa dei due sposi. Nel vincolo che unisce gli sposi, l’amore di Cristo diventa la carità coniugale, segno vivo della salvezza che si compie nella storia. è la grazia del matrimonio, è il dono e la bellezza della famiglia. Dio dice e testimonia che nella famiglia, con la sua realtà umana, l’amore, quello vero, esiste e genera vita e speranza. Ci sono incomprensioni, difficoltà, ferite, ci sono anche molto fallimenti. Ma nella misteriosa realtà della famiglia, l’amore di Dio continua ad essere esperienza quotidiana.  Ogni volta che una famiglia cerca di custodire un po’ di questo mistero di amore, lì, in quella fragile realtà umana, è all’opera Dio che porta a compimento il suo disegno di salvezza.
Grazie di cuore, care famiglie, perché siete dono di Dio, perché rendete umana la nostra umanità. Grazie a voi, cari amici del Forum che anche quest’anno avete voluto illuminare la nostra Chiesa e la nostra città con la luce e la testimonianza che proviene dal vangelo vivo che è la famiglia fondata sull’amore e sostenuta dalla grazia divina. Accogliete e diffondete con entusiasmo il messaggio di speranza che proviene dalla famiglia e, con l'aiuto di Dio, percorrete sempre la via che aiuta a crescere nell’amore. Amen.



17/09/2018 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO