PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

20° Domenica t.o. Festa di san Bernardo

Abbazia di Chiaravalle della Colomba


Carissimi Padri cistercensi, carissimi fedeli
1. Da questa abbazia dedicata a santa Maria della Colomba e che vanta la diretta filiazione di san Bernardo, sgorga spontanea la lode a Dio per il dono di questo santo monaco cistercense. Come recita la colletta della sua festa, egli è “lampada che arde e risplende”. Alla luce della sua parola e della sua testimonianza, vogliamo anche noi camminare “con lo stesso fervore di spirito, come figli della luce”. Sempre nella liturgia, nella preghiera dopo la comunione, ci è suggerita la motivazione di fondo della vita di questo santo, motivazione che deve ispirare il nostro cammino di figli della luce: Bernardo è stato afferrato dall’amore del Verbo fatto uomo. Anche noi siamo invitati a lasciarci afferrare da questo amore del Signore Gesù, il Verbo che si è incarnato e ha dato la sua vita per la nostra salvezza.
 
2. Nei suoi scritti e nella sua vita, Bernardo esprime sempre la gioia, l’ammirazione, la riconoscenza nei confronti del Verbo che si è fatto carne. Abbiamo ascoltato l’apostolo Paolo (seconda lettura) che afferma: “sono stato conquistato da Gesù Cristo”. Anche Bernardo, come Paolo, può dire di essere stato afferrato da Cristo, “il Verbo (...)  che è candore della vita eterna, splendore e figura della sostanza di Dio” (Super Cant 85,4,11).  
San Bernardo è lampada che arde e risplende perché ha accolto l’amore di Cristo e si è lasciato illuminare dalla luce di Cristo. Il nostro santo scrive: “risplende bene chi è acceso dal proprio fuoco interiore”. Per Bernardo il fuoco interiore è il Signore Gesù, la sua carità, la sua luce. Egli invita non solo i monaci ma tutti i cristiani a dare il primato a ciò che conta veramente, il primato dell’interiorità, della contemplazione, della carità. Occorre avere dentro, nel cuore, il fuoco della carità di Cristo per ardere e risplendere. Sapendo bene che solo la fiamma dell’amore illumina e riscalda.
 
3. Alla luce dell’amore di Cristo che ha infiammato la vita san Bernardo, accogliamo il brano del Vangelo di Giovanni che è la parte conclusiva del lungo discorso di Gesù sul pane vivo disceso dal cielo. Dopo il grande segno della moltiplicazione dei pani, Gesù si presenta come “il pane vivo disceso dal cielo”, il pane che dà la vita eterna. E aggiunge: “Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Come il pane materiale è necessario per vivere, così è necessario il pane che dà la vita eterna e questo pane è Gesù Cristo che si offre in sacrificio per noi e per la nostra vita eterna. Occorre entrare in una relazione vitale con Cristo, in una comunione intima e sorprendente, fino a nutrirci di Lui, pane disceso dal cielo, cibo che sazia la nostra fame e sete di Dio. La sua vita è donata a noi, la sua carne e il suo sangue sono offerti a noi. I pochi i versetti del brano del Vangelo di oggi ripetono diverse volte che chi mangia la carne di Cristo, chi accoglie il suo dono di amore ha la vita eterna e vivrà in eterno. Non una vita vissuta solo in qualche modo e solo per un po’ di tempo, ma una vita vissuta incamminata nella sua pienezza, dando sapore, senso e direzione di marcia a tutta la nostra esistenza. La carne e il sangue sono parole che indicano l’umanità di Gesù che è offerta per la salvezza di tutta l’umanità. Chi accoglie Gesù, chi entra in comunione con Lui, chi partecipa alla sua mensa – la mensa del suo sacrificio, del dono della sua vita –, partecipa della sua vita divina. La nostra vita, grazie al sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo, è trasformata dal suo amore che ci rende capaci di vivere non per noi stessi ma per Lui e per i fratelli.
 
4. Carissimi fratelli e sorelle, san Bernardo ha accolto l’amore di Cristo. Giustamente egli è stato presentato come il teologo dell’amore di Dio, perché l’amore di Dio è il cuore della sua riflessione e della sua vita. Egli, che ha vissuto in un periodo ove le divisioni e le rivalità non mancavano, come non mancano oggi, ci invita ad accogliere questo amore di Dio e a vivere di questo amore nella comunione con Dio e con i fratelli. 
San Bernardo è ricordato poi come il cantore della Vergine Santa: è il poeta di Maria. Grazie all’incarnazione del Verbo, Dio ci manifesta tutto il suo amore e Maria è al centro di questo disegno di amore e di salvezza di Dio. Maria é la creatura libera che ha detto il suo ‘si’ a Dio: “eccomi, sono la serva del Signore”. San Bernardo rende grazie al Verbo che si è fatto uomo e canta e loda la Madre per la sua singolare maternità e per la sua missione di Madre di Gesù e di tutti credenti.
Con san Bernardo, anche noi confidiamo nell’amore di Dio che il Signore Gesù ci ha rivelato e donato. Preghiamo con perseveranza la Vergine Santa, la stella che brilla nella notte, la luce che illumina il cammino: “Tu che, nelle vicissitudini della vita, più che di camminare per terra hai l’impressione di essere sballottato tra tempeste e uragani, se non vuoi finire travolto dall’infuriare dei flutti, non distogliere lo sguardo dal chiarore di questa stella! (...) Respice stellam, voca Mariam, guarda la stella, invoca Maria”. Amen 



19/08/2018 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO