PIACENZA-BOBBIO
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S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO ,

Solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo

Cattedrale


Letture Es 24, 3-8; Eb 9, 11-15; Mc 14, 12-16.22-26
 
Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
1. Celebriamo con gioia il grande mistero dell’Eucaristia. Rendiamo grazie al Signore Gesù che dona la sua vita a noi, manifestiamo la nostra riconoscenza per il dono del suo corpo e del suo sangue. Con convinzione rinnoviamo la nostra fede in Gesù Cristo che nel sacramento dell'Eucaristia ci dona il suo amore e ci assicura la sua presenza.
Siamo richiamati dalla pagina evangelica al Giovedì Santo, quando Gesù, alla vigilia della sua passione, istituì nel Cenacolo la santa Eucaristia donando se stesso, offrendo in sacrificio il suo corpo e il suo sangue. “Il nostro Salvatore nell’Ultima Cena, la notte in cui veniva tradito, istituì il sacrificio del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli fino al suo ritorno, il sacrificio della Croce”: le parole del Concilio (Sacrosanctum Concilium 47) richiamano il racconto evangelico. Ascoltiamo e meditiamo il brano della Lettera agli Ebrei. Nella sua Ultima Cena, Gesù compie e attua la nuova alleanza. È il Cristo, il mediatore, il sommo sacerdote: “Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, entrò una volta per sempre nel santuario in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna”.
 
2. Cristo offre la sua vita per renderci figli di Dio, per lavarci con il suo sangue e per nutrirci con il pane della vita eterna. Il mutamento della sostanza del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo è frutto del suo amore che vince le nostre chiusure, le nostre povertà, la stessa morte. Con il suo corpo donato  e il suo sangue versato, Cristo trasforma la nostra vita e la rende gradita a Dio. Dal suo cuore scaturisce per noi la vita nuova: egli ci nutre con il suo corpo spezzato e donato, pane di vita eterna; con il suo sangue versato egli ci riconcilia per la redenzione eterna.  Grazie alla santa Eucaristia, abbiamo la grazia di vivere la comunione con Dio e con i fratelli: così la nostra vita diventa vita pasquale, cioè vita donata e offerta a Dio e vissuta nella carità verso i fratelli e le sorelle.
Grazie alla santa Eucaristia, siamo una comunità pasquale ed eucaristica: è la grande grazia che abbiamo ricevuto. Tutti, sacerdoti e fedeli laici, dobbiamo essere sempre consapevoli di questo dono. In particolare invito i ministri straordinari della comunione, a cui fra poco verrà conferito il mandato, ad avere sempre presente questa grazia della vita pasquale in noi e in mezzo a noi. Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio di cuore per la vostra disponibilità, cercate sempre di contribuire a costruire la Chiesa come comunità eucaristica, soprattutto con gli anziani e gli ammalati che sono i primi destinatari della grazia del vostro servizio.  
 
3. Cari fratelli e sorelle, lodiamo e ringraziamo per il mistero di amore dell’Eucaristia, presenza viva e reale di Gesù in mezzo a noi. Esprimiamo la gioia di celebrare questo mistero camminando per le vie della nostra città. La processione vuole esprimere la nostra riconoscenza sia per il cammino che il Signore Gesù ha fatto per venire a noi e donarsi a noi sia per il cammino che egli continua a fare per venire incontro alle nostre povertà e alle nostre necessità. Camminando lungo le vie della città, sentiamoci in comunione con Lui e in comunione con tanti nostri fratelli e sorelle.
In particolare vi invito a ricordare coloro che non hanno la libertà di esprimere la loro fede nel Signore Gesù. La recente beatificazione di suor Leonella, martire cristiana che dona la sua vita e invoca il perdono, ci fa sentire profondamente uniti ai cristiani che soffrono e che spesso arrivano al sacrificio della vita per la loro fedeltà a Cristo: il loro sangue, unito a quello del Signore, sia pegno di pace e di riconciliazione per il mondo intero. Amen.
 
 



31/05/2018 S.E. Rev.ma Mons. GIANNI AMBROSIO